23/01/2021
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Perugia, 14 e 18 Giugno
Verso il XX Giugno e i 150 anni dell’Unità d’Italia

                                                          Perugia, 14 giugno

Fin dalla prima mattina del 14 giugno, seguendo il piano concertato nella notte precedente dai membri del comitato perugino, numerose persone cominciarono a radunarsi nel Corso. La vista di nastri e bandiere tricolori, di cui faceva mostra buona parte dei convenuti, fece capire al Delegato Apostolico come la situazione a Perugia stava per giungere alla fase critica smentendo così le ottimistiche previsioni che egli aveva fatto pervenire a Roma durante la nottata.

Romano Ugolini, Cavour e Napoleone III nell’Italia centrale, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Roma 1973.

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Perugia, 14 giugno

Verso il XX Giugno e i 150 anni dell’Unità d’Italia

Dopo di ciò, si costituì un governo provvisorio i cui componenti risultarono tutti massoni. Francesco Guardabasssi fu il presidente, Zefferino Faina, Nicola Danzetta e Tiberio Berardi che fu il segretario, lo coadiuvavano. Venne pure costituito un comitato di difesa presieduto da Carlo Bruschi che ebbe il comando della Piazza, e da altri due massoni di provata fede liberale, Filippo Tantini e Antonio Cesarei. L’incarico di organizzare la gendarmeria venne affidato a Raffaele Omicini, mentre la responsabilità del corpo di guardia, fu assegnata a Giuseppe Danzetta. Infine, Annibale Vecchi si incaricò della pubblica sicurezza.

Ugo Bistoni, Paola Monacchia, Due secoli di massoneria a Perugia, Volumnia, Perugia, 1975

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                                                       Perugia, 14 e 18 giugno

  CON I NOSTRI CONCITTADINI

  Verso il XX Giugno e i 150 anni dell’Unità d’Italia

CITTADINI,

Il Governo Provvisorio, in questi supremi momenti, abbisogna del concorso di tutti; egli conosce abbastanza il buon senso, il patriottismo, la virtù di questa gentile città, per non dubitare un’istante, ch’egli sarà da tutti secondato colla tolleranza, la concordia e la quiete, che sono il più bel pregio de’ popoli civili, ed il principal titolo ad ottener quel riscatto cui tendono le aspirazioni di tutti.

VIVA L’INDIPENDENZA ITALIANA

VIVA VITTORIO EMANUELE

Perugia, dal Palazzo Comunale, 14 giugno 1859

FRANCESCO GUARDABASSI – NICOLA DANZETTA – ZEFFIRINO FAINA-BALDINI – TIBERIO BERARDI, Segretario

AA.VV., Le Stragi di Perugia. 20 giugno 1859, Tipografia umbra G. Benucci, Perugia 1923.

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Con Francesco Guardabassi (il babbo dei perugini) Presidente del Governo provvisorio

 

Il Guardabassi proveniva da una famiglia di ricchi liberali… forse tra i primi a comprendere che la politica risorgimentale non poteva farsi soltanto cianciando nei salotti, nelle farmacie e nei caffè, ma discendendo anche in mezzo al popolo e farlo partecipe della necessità di unirsi tutti per il sacro dovere di combattere per l’unità d’Italia… Processato per essere capo di setta politica – diceva il capo d’accusa – allo scopo di rovesciare il governo pontificio… e condannato alla morte esemplare fu trasferito in Castel Sant’Angelo, e messo nella cella più orribile, detta la Cagliostra dal famoso inquilino che aveva ospitato…

Ottorino Gurreri, Storia di Perugia, Edizioni Grafica, Perugia 1974.

 

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Quando si ponga mente che il Guardabassi aveva a quell’epoca 66 anni, che era affievolito nella salute dalla patita prigionia e da mille dolorose vicende, che lasciava in Perugia nella pugna, senza poterne aver contezza, il suo primogenito ( scampato prodigiosamente alla strage, rimanendo chiuso tre giorni senza cibo, in una cassa d’ornano nella chiesa de’ monaci di S. Pietro) che dové percorrere a piedi un circa trenta miglia di cammino continuato per cali aspri, nell’alto della notte, sotto i rovesci della pioggia, e che nullameno,  presente mai sempre a sé stesso, non ebbe parole che per incoraggiare i più giovani, si potrà formare un giusto concetto della ferrea natura di quest’uomo, cui l’amor di patria e il sentimento del dovere somministrano una gagliardia sempre giovanile.

Giovanni Pennacchi, Francesco Guardabassi di Perugia. Ricordi di un vecchio, Benucci, Perugia, 1981. (Ristampa anastatica)


“COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE DI PERUGIA”

CITTADINI,

le truppe degli eserciti delle Nazioni Unite sono prossime a fare il loro ingresso nella nostra città.

Nella immane lotta, le Nazioni Unite rappresentano la difesa degli eterni valori della libertà dei popoli.

Per questo, nel campo ideologico e nello spirito che informò di sé la resistenza all’aggressione teutonica, la loro guerra è stata sempre anche la nostra guerra: la guerra del popolo italiano dal fascismo oppresso e offerto alla dominazione tedesca.

Esse giungono a noi alleate dell’Italia risorta nella tradizione dei nostri quadri: alleate dell’Italia del popolo che per lunghi mesi ha volontariamente sostenuto l’impari lotta contro il comune nemico e col sangue di tutte le sue vittime ha segnato la via del nuovo riscatto.

Esse giungano a noi mentre i Bersaglieri d’Italia entrano in Aquila riconquistata.

Cittadini,

nella rinnovata fraternità d’armi, di lotta e di intenti salutiamo le armate che avanzano nella nostra terra: tra le loro bandiere garrisce al sole e alla speranza della Patria anche il tricolore d’Italia.

Perugia, 18 giugno 1944

“Il Comitato di Liberazione Nazionale”

AA.VV., Antifascimo e Resistenza nella Provincia di Perugia, Amministrazione della Provincia di Perugia, Perugia 1975



a cura di Vanni Capoccia


Inserito giovedì 16 giugno 2011


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