31/05/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Vittoria referendum: ora subito riduzione delle tariffe e modifiche degli statuti
E' necessario trasformare le SpA in soggetti di diritto pubblico aperti alla partecipazione ed al controllo dei comitati cittadini

Lo straordinario risultato dei referendum dimostra la forte volontà della popolazione di riappropriarsi dei beni comuni, di rivendicare i diritti umani  fondamentali nei confronti di un sistema di vita come quello attuale basato sulla mercificazione e l'unica legge del profitto!  Sull'acqua le donne e gli uomini di questo paese hanno deciso no alla privatizzazione e per una gestione pubblica e partecipata.

Anche in Umbria è stato raggiunto il quorum regionale con punte di partecipazione al voto che in alcuni comuni hanno raggiunto anche il 70% e con una percentuale di si che ha superato il 95%!

Perugia, comune capofila dell'ATI 2, ha avuto più del 61% dei votanti con 95,19% di Si, Terni comune capofila dell'ATI 4 58,97% dei votanti con 95,63% di Si, Foligno Comune capofila dell'ATI 3, 58,52% di votanti con 95,45% di Si; Città di Castello Comune capofila dell'ATI 1,  59,0% di votanti con 95,73% Si, per non parlare di altri  comuni come Allerona 70,36% di votanti e 98,12% di SI e altri come Orvieto, Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Umbertide che hanno superato la media nazionale!

I tre gestori della regione in Umbria sono Umbra Acque, partecipata da ACEA, SUEZ E CALTAGIRONE; Servizio Idrico Integrato Terni nella quale per vie traverse entra anche li ACEA e Valle Umbra Servizi  in house, tutte Spa che hanno prodotto aumenti stratosferici di tariffe, tanto che l'Umbria è la 3 regione d'Italia, perdite sulle reti fino al 47%, nonchè distacchi, depurazioni inesistenti, problemi di inquinamento di allumino e non solo, deroghe sull'arsenico, mancanza di controllo  sulla qualità.

Come primo passo, nel  rispetto della volontà popolare, vogliamo che  gli amministratori di questa regione, che  hanno espresso tanta soddisfazione in piazza per il  successo dei referendum, provvedano immediatamente al  ricalcolo quindi alla diminuzione delle attuali tariffe senza la quota del profitto, così come abrogato con il quesito referendario n. 2.

I risultati dei referendum ci dicono che  ACEA e i privati se ne devono andare, che è necessario trasformare le SpA in soggetti di diritto pubblico aperti alla partecipazione ed al controllo dei comitati cittadini interessati.

Ci dicono inoltre che è urgente per i Comuni e le Provincie  che non lo hanno ancora fatto e per la Regione dell'Umbria che si facciano  le modifiche degli statuti con l'indicazione che il servizio idrico è di interesse generale e privo di rilevanza economica e  deve essere gestito con il controllo e la partecipazione dei cittadini.

E' urgente inoltre aprire  dei tavoli di partecipazione dei comitati con gli Enti Locali e con gli ATI


L'acqua è acqua e non si tocca! Fuori ACEA dall'acqua Umbra!

SI SCRIVE ACQUA E SI LEGGE DEMOCRAZIA!



Comitato Umbro Acqua Pubblica


Inserito giovedì 23 giugno 2011


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