21/02/2020
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Una cava a Resina: ipotesi assurda e inconcepibile
E' necessario innalzare i canoni per chi estrae


E' sbagliato continuare a puntare su cave, estrazioni e sfruttamento intensivo del territorio. Ed è inconcepibile una cava a ridosso di centri abitati, Tevere, E45 e Fcu.

"L’Umbria attende una svolta verso l'economia verde che valorizzi i beni comuni e il patrimonio ambientale e paesaggistico che costituisce uno dei pochi ancoraggi a uno sviluppo duraturo, sostenibile e non imitabile. Continuare a puntare su cave, estrazioni e sfruttamento intensivo del territorio rischia di compromettere il rapporto con risorse non rinnovabili come il suolo e con la gestione dei beni comuni”. Con queste parole Oliviero Dottorini prende posizione in merito all’ipotesi di realizzare una cava nella zona “Le Navi” della frazione di Resina, a ridosso del fiume Tevere, della E45 e della ferrovia Fcu.

“L’ipotesi di una nuova cava a Resina è assurda e inconcepibile – spiega Dottorini -.  Per questo siamo pronti ad intraprendere qualunque azione si renda necessaria nel momento in cui la pratica dovesse approdare in Regione. L'area Nord del comune di Perugia sta già pagando in termini ambientali un prezzo altissimo a tutta la comunità regionale: le cave presenti nel territorio, la discarica di Pietramelina e le carenze infrastrutturali hanno infatti delle conseguenze pesantissime sulla qualità della vita dei cittadini, sulle attività produttive e sulla salvaguardia del fiume Tevere. E' per questo motivo che riterremmo grave se si procedesse nell’ipotesi di ulteriore dissesto ambientale previsto per il territorio di Resina, magari attraverso un nuovo fronte di estrazione. Nel Piano regionale delle attività estrattive è esplicitamente detto che la Regione non concederà autorizzazioni per nuove cave e va di sicuro segnalato lo sforzo delle amministrazioni, in primis quella provinciale, che da anni stanno tentando una grande opera di riordino su un settore che negli anni ha provocato ferite insanabili dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Oggi l'unica possibilità per proseguire questo tipo di attività è di ampliare o riattivare cave già esistenti, ma a quanto ci risulta il sito di Resina non ha neppure questi requisiti, non essendo segnalato neppure nell’elenco delle cave dismesse allegato al Prae dell’Umbria”.

“Si fa fatica a comprendere come si sia potuta concepire una cava a ridosso di un centro abitato e delle più importanti arterie viarie della regione. La prima iniziativa da prendere è una revisione sostanziale dei canoni di concessione che in Umbria sono tra i più bassi d’Italia. Inoltre sono numerosi i casi di siti dismessi e non ripristinati che inducono tutti a procedere con cautela e a diffidare delle promesse. Occorre invece dare seguito con convinzione ai proclami sulla economia verde e indirizzarsi verso una coerente politica di sviluppo sostenibile che sia in grado di valorizzare le qualità del territorio attraverso la riqualificazione dell'agricoltura, del turismo e la tutela delle risorse idriche. Italia dei Valori, a livello regionale, provinciale e comunale, è a fianco dei cittadini che chiedono a gran voce di vedere riconosciute le proprie istanze. Siamo infatti convinti che nessuno meglio di loro conosce il territorio e le sue reali esigenze. E’ per questo che ci attiveremo con tutti i mezzi democratici a disposizione per respingere questo tentativo maldestro e per garantire che ogni decisione venga presa con trasparenza e con il reale coinvolgimento della comunità locale”.

Perugia, 25 giugno 2011



Oliviero Dottorini

Inserito lunedì 27 giugno 2011


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