05/07/2020
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No al rilancio della centrale a carbone a Bastardo
Il progetto Rometti ha come unico obiettivo il rilancio della centrale a carbone. Rispettare le deliberazioni del Consiglio e attivare un'indagine epidemiologica sul territorio

Crediamo che dopo le tante e fantasiose ipotesi sul futuro della centrale di Gualdo Cattaneo, finalmente si possa iniziare a ragionare su proposte sostenibili ed in conformità con quelle che sono le deliberazioni del Consiglio regionale. Il progetto tanto sbandierato fino ad oggi ha come unico obiettivo la riattivazione della vecchia centrale a carbone”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un confronto delle forze di maggioranza che sostengono la giunta, all'indomani dell'incontro fra i cittadini di Gualdo Cattaneo e l'assessore Rometti in cui si è discusso sul futuro prossimo della centrale a carbone di Bastardo.

Sicuramente – aggiunge Dottorini - fino ad oggi è stata quanto meno sottovalutata l'opinione dei cittadini che hanno avuto modo nei giorni scorsi di confrontarsi con l'assessore Rometti e di sommergere di critiche il suo progetto di rilancio del carbone. Evidentemente gli incontri a cui aveva partecipato in precedenza, e che aveva sbandierato sia a mezzo stampa che in Consiglio regionale, non erano poi così rappresentativi del pensiero della comunità locale. Forse andrebbe dato atto che le nostre interrogazioni e le nostre prese di posizione sono più legate ai problemi del territorio e al sentire delle persone rispetto ai grandiosi progetti molto economy e poco green finora annunciati”.

Per quello che ci riguarda - prosegue il capogruppo Idv - non possiamo fare altro che continuare a chiedere l'abbandono del progetto di rilancio del carbone e l'applicazione della mozione del Consiglio regionale approvata nell'ottobre 2007 in tutte le sue parti, incluso l'avvio di una indagine epidemiologica per verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. Ricordiamo che l'impianto di Gualdo Cattaneo presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiederebbero verifiche che non ci risulta siano mai state condotte: dalle norme antisismiche allo screening periodico degli inquinanti contenuti nel carbone, dalla destinazione dei fanghi di risulta allo smaltimento delle ceneri, ai controlli delle acque prelevate e reimmesse nel torrente Puglia. L'unico controllo ambientale eseguito, un bio-monitoraggio del 2006 commissionato dal Ministero per l'ambiente, aveva dato come esito la "non buona qualità dell'aria". L'impianto di Gualdo Cattaneo - conclude Dottorini - deve essere oggetto di un'opera di riconversione e va trasformato in una delle più grandi centrali di energia proveniente da fonti rinnovabili dell'intera Regione escludendo quelle legate alla combustione, garantendo continuità occupazionale e compatibilità con la vocazione turistica ed enogastronomica del territorio. Le tecnologie ci sono, occorre solamente la volontà politica e la lungimiranza nell'affrontare scelte di cambiamento che coinvolgano i cittadini e che vengano discusse insieme al complesso delle politiche regionali per l'energia".





Oliviero Dottorini

Inserito mercoledì 6 luglio 2011


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