21/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Cava di Resina
le posizioni contrarie di IDV e PRC in consiglio regionale
“BOCCIARE IL NUOVO SCEMPIO AMBIENTALE E INNALZARE I CANONI DI CONCESSIONE” – NOTA DOTTORINI (IDV)
“L' Umbria non può permettersi di continuare a puntare su cave, estrazioni e sfruttamento intensivo del territorio, piuttosto sarebbe bene affrontare definitivamente il problema
delle concessioni che sono fra le più basse in Italia e le modalità di ripristino dei siti dismessi che negli anni hanno lasciato ferite insanabili su tutto il territorio regionale”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a  prendere posizione in merito all’ipotesi di realizzare una cava nella zona “Le
Navi” della frazione di Resina (Perugia), a ridosso del fiume Tevere, della E45 e della ferrovia Fcu. “Ci fa piacere constatare – aggiunge Dottorini - che la nostra posizione
di netta contrarietà sulla eventuale apertura di una cava a Resina trovi sempre più consensi all'interno del centrosinistra regionale. Ci auguriamo che questo preluda a un serio confronto a livello regionale sulla questione dei canoni di concessione, come abbiamo già segnalato in fase di discussione del Dap”. “Circa dieci giorni fa – continua Dottorini - abbiamo incontrato alcuni esponenti del comitato locale che si oppone all'apertura della cava e ne abbiamo condiviso in pieno le preoccupazioni e le argomentazioni che adducono per opporsi a questa ipotesi. Oggi, anche alla luce dell'incontro molto partecipato che si è appena svolto fra gli amministratori del comune di Perugia e gli abitanti della frazione di Resina, non possiamo che ribadire che l'area Nord del Comune di Perugia sta già pagando in termini ambientali un prezzo altissimo a tutta la comunità regionale e sarebbe assurdo infierire su un territorio già molto provato con un nuovo scempio ambientale. Ci adopereremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione – conclude Dottorini - perché le ragioni del buon senso espresse dalla collettività possano trovare voce e rappresentanza, e la presa di posizione del nostro gruppo in Comune ne è la migliore testimonianza”.

CAVE: “L'IPOTESI DI APERTURA DI UN NUOVO SITO ESTRATTIVO A RESINA NON SOLO VA IN CONTRASTO CON LA PIANIFICAZIONE REGIONALE, MA ANCHE CON IL BUON SENSO” - NOTA DI GORACCI (PRC-FED.SIN.)
“Sentir parlare di apertura di un nuovo sito estrattivo a Resina non solo va in contrasto con la pianificazione regionale,ma anche con il buon senso”. Lo scrive, in una nota, Orfeo Goracci (Prc-Fed.sin.) schierandosi contro l'ipotesi di apertura di una nuova cava. “Un sito – osserva Goracci – assolutamente non idoneo per la sua collocazione, sia perché in un'area già gravata da attività impattanti e perché andrebbe a compromettere un'area boscata integra, aprendo una nuova visibilissima, anche dalla grande viabilità, ferita nel paesaggio umbro già fortemente segnato dalle cave”.  Goracci sottolinea come “in Umbria non si sente proprio il bisogno dell'apertura di una nuova cava. Ho da sempre segnalato – ricorda - quanto e come nella nostra regione fosse influente l'area economica ed imprenditoriale delle '3 C': costruttori, cavatori, cementieri. Con il Piano regionale sulle attività estrattive sono stati fatti notevoli passi avanti e la materia è posta sotto controllo. Le maglie del Piano – continua il consigliere di Rifondazione comunista - lasciano però aperte, comunque ed inevitabilmente, delle possibilità di ripresa speculativa soprattutto su siti dismessi e, magari giocando con le parole, sul riambientamento di cave esistenti che, guarda caso, passa sempre attraverso progetti di ampliamento ed incremento delle aree di coltivazione e dei quantitativi di materiali estratti”.  “Alcune settimane fa – ricorda Goracci - ho presentato un'interrogazione alla Giunta regionale in merito alle previsioni ed agli indirizzi stabiliti per il riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da costruzioni e demolizioni e la valorizzazione dei materiali assimilabili con caratteristiche idonee al riutilizzo. Una pratica – spiega Goracci - che contribuirebbe a ridurre gli
smaltimenti nelle discariche regionali, già allo stremo, ma soprattutto potrebbe integrare efficacemente l'utilizzo di inerti provenienti direttamente da attività estrattive”. 
Tornando all'eventuale apertura di una nuova cava a Resina, per l'esponente di Rifondazione comunista è “auspicabile, così come invocato dai cittadini, che questa iniziativa si blocchi prima di assumere la veste di progetto e dell'avvio dell'iter autorizzativo. In caso contrario, - rimarca - dovranno essere, prima i settori competenti della Regione Umbria e poi gli organismi Istituzionali, Giunta e Consiglio, ad impedire che questo nuovo colpo all'ambiente e al paesaggio possa essere realizzato. Noi – conclude - ci siamo sempre opposti alla devastazione speculativa del territorio e continueremo a farlo anche nel caso della cava di Resina”.


dal sito www.consiglio.regione.umbria.it

Inserito mercoledì 6 luglio 2011


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