23/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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La città copertina
Nonostante i tanti angoli preziosi di Perugia, via Ritorta è un posto irripetibile che non si può rifare da qualche altra parte


                                      LA CITTA' COPERTINA

Via Ritorta la mattina è come uno straccio strizzato e ancora gocciolante, in attesa del sole che in un vicolo come questo arriva solo a mezzogiorno. Il suo destino è di essere sempre bagnata e piena di rivoli inquietanti. Ogni giorno viene tirata tutta a lucido dagli operatori di Gesenu e i mattoni rossi per un po' ci provano a mantenere il loro decoro, prima di tornare di nuovo umidi e maleodoranti già dalle prime ore della sera. Via Ritorta non sembra nemmeno una via ma l'interno di una grande casa e così, in un posto come questo, si entra con discrezione, come per non disturbare. La tentazione è sempre quella di non farsi notare troppo perché ci si sente estranei o, peggio, intrusi. Che ci fa una persona normale in un posto come questo? Così, si allunga il passo cercando di resistere al lezzo insopportabile che si deve necessariamente respirare.
Via Ritorta è proprio ritorta, una specie di graffio tracciato tra palazzi antichi e nobilissimi, alti come grattacieli di un passato lontanissimo, una specie di zona franca lasciata così chissà per quale ragione. Le facciate delle sue case non sono facciate ma il risultato di adattamenti e manomissioni, pezzi di muro incompiuti, porzioni di torri mozzate dall'invidia e dal sospetto delle gerarchie vaticane nei secoli della splendida autonomia comunale perugina, archi sghembi per garantire misteriosi equilibri, soppalchi sostenuti da vecchie travi. Così è rimasta, perché nella vita c'è sempre un momento in cui ci si deve fermare e uscire dalla storia. Via Ritorta ha deciso di non cambiare e restare se stessa da molto tempo e di continuare a vivere con i suoi pochi residenti e anche dopo la chiusura della bottega dell'ultimo artigiano al numero 20, ma è dura se persino gli studenti, che sono, tra tutti, quelli che si adattano di più, se ne sono andati senza fare tanti complimenti. Per i residenti è diverso. Loro non cambiano perché le loro case non si possono vendere tanto facilmente. Del resto, come si fa a uscire ed entrare in casa con la suola delle scarpe zuppa di urina? Gli stessi turisti, appena ci mettono il naso, scappano sconcertati.
La dannazione di questa vita è la solitudine e una marginalità tutta speciale, al centro del capolavoro medievale perugino, in prossimità della piazza monumentale e da corso Vannucci, accanto a Maestà delle volte e via dei Priori. Entrata e uscita, senza incroci con nessun altro vicolo. Certo, la sua decadenza somiglia a quella di tanti altri vicoli bellissimi del centro storico, solo che qui non manca solo il sole ma anche l'aria per respirare. E' uno scandalo che una via così, presente in ogni guida turistica come il luogo che più di tutti ha conservato il segno medievale dei secoli, sia il più grande cesso a cielo aperto della città a disposizione, ormai per diritto acquisito, di tutti quelli che girano e bevono di notte e anche qualcosa di ancor più grave. Via Ritorta è la via che non c'è, il posto dimenticato da Dio e dagli uomini, una vergogna rimossa un po' da tutti, dal Comune e dalla Curia, che qui sono proprietari e responsabili di molte strutture, e poi dalla città e da tutti quelli che salgono ogni giorno i gradini di Palazzo dei Priori per chiedere qualche vantaggio a nome, magari, della comunità. Associazioni, gruppi di interesse, corporazioni. La città che tira a campare e che non vede quello che non gli fa comodo.
Sono anni che dal cornicione di un palazzo sono caduti dei mattoni. L'unico rimedio è stato quello di mettere in piedi una impalcatura per impedire che qualche passante ci resti secco. Ecco, la copertura, l'unica idea per via Ritorta. Coprire e lasciar correre. Tubi Innocenti e una lastra di metallo, questo è ciò che di nuovo è stato fatto dalle ultime quattro o cinque amministrazioni comunali.
In altre città un posto così sarebbe un vanto da mostrare al mondo e quindi una risorsa per tutti. Un po' come succede a Praga per la via degli alchimisti o a Roma per via Margutta. C'è sempre un angolo, un luogo che parla della città più di quelli noti e frequentati, la parte nascosta, il biglietto da visita unico e irripetibile, magari soltanto una curiosità, ma da non perdere. Diverso tempo fa, i giornali inglesi consigliarono ai loro lettori di visitare l'Italia "prima che gli italiani la distruggano". Non hanno avuto torto o almeno non completamente. Distruggere questo paese è un po' complicato, di certo facciamo poco per difenderlo e conservarlo.
Nonostante i tanti angoli preziosi di Perugia, via Ritorta è un posto irripetibile che non si può rifare da qualche altra parte, quindi serve impegno e buona volontà per salvare questa via. Ci vuole un piano di recupero e un progetto finanziario che coinvolga privati e enti pubblici. E' una cosa che si può fare e che alla fine può essere conveniente per tutti. Perugia è una città molto fotogenica, come una bella donna senza età e con la luce negli occhi, fa un figurone nelle cartoline illustrate e nei documentari turistici tanto che in Comune vorrebbero ricavare dalle nostre bellezze storiche l'esclusiva e qualche diritto d'autore, ma non abbiamo solo la piazza monumentale, il corso, le chiese più famose e i musei. La bellezza di una città non si può mostrare solo nella copertina. Un bel libro va sfogliato sino in fondo perché è nelle ultime pagine che si può capire la storia che si vuol raccontare.
                                                                                                                                     renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 9 luglio 2011)    



Renzo Massarelli

Inserito martedì 12 luglio 2011


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