21/02/2020
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Sicurezza degli operatori dei servizi-socio sanitari in ambito domiciliare, quando la 626 non basta
La normativa attuale presenta un grave vuoto legislativo che non tutela i tanti lavoratori di un comparto così importante e prezioso per l'intera comunità. Perugia diventa capofila - nelle regioni del centro Italia - del dibattito sulla necessità di una nuova legge ad hoc. Domani in programma un seminario promosso da Ancst Umbria con il patrocinio del Comune di Perugia

Un lavoro importante e prezioso per l'intera comunità, a favore dei soggetti svantaggiati e più bisognosi di aiuto: è quello degli operatori dei servizi-socio sanitari in ambitodomiciliare – un comparto particolarmente significativo in Umbria con più di 4000 soci lavoratori – che vivono una paradossale situazione di mancanza di tutela legislativa. Un vuoto normativo su cui si rifletterà con esperti e rappresentanti delle istituzioni umbre e del mondo cooperativo di Umbria, Toscana e Marche in occasione del seminario “La sicurezza degli operatori dei servizi socio-sanitari in ambito domiciliare: valutazione dei rischi, misure di prevenzione e formazione dei lavoratori”, che Ancst Umbria promuoverà venerdì 21 novembre alla Sala Sant'Anna in viale Roma (a Perugia, all'interno della struttura che ospita la scuola secondaria di primo grado San Paolo), a partire dalle ore 9.

“La legge 626 del 1994, che regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro – spiega infatti Vladimiro Zaffini, responsabile Cooperazione sociale Ancst Umbria, Associazione regionale cooperative servizi e turismo aderente a Legacoop – presenta un grave vuoto normativo, perché non prevede la tutela della sicurezza degli operatori dei servizi socio-sanitari nello svolgimento del loro lavoro di assistenza domiciliare. Chi tutela l'operatore se, a casa di un proprio assistito, è vittima anche solo di un piccolo infortunio? Si tratta di un tema caldo per la cooperazione – prosegue Zaffini – su cui si è già ragionato in questi mesi in varie parti d'Italia. Venerdì faremo il punto della situazione, valutando le esperienze e affrontando questo tema dal punto di vista tecnico, legale e sanitario, per stimolare i committenti istituzionali sull'importanza di fare qualcosa”.

Perugia, in particolar modo, si farà capofila della discussione a livello interregionale, “visto che abbiamo rivolto l'invito a partecipare anche ai responsabili della sicurezza delle varie cooperative di servizi di Toscana e Marche”. Dopo i saluti di Tiziana Capaldini, assessore del comune di Perugia alle Politiche Sociali, sarà lo stesso Vladimiro Zaffini ad introdurre i lavori della mattinata: interverranno l'ingegnere Gabriele Costantini, di Aris Formazione e ricerca, l'avvocato Massimo Catarinucci, esperto di legislazione del lavoro, la dottoressa Marzia Mordini, della Direzione sicurezza sociale del comune di Firenze, Alfredo Allegri, addetto ai Servizi prevenzione comune di Firenze, il dottor Sergio Truppe, membro della Direzione coordinamento nazionale Medici competenti e il dottor Giorgio Miscetti, responsabile vigilanza Asl 2 di Perugia. Concluderà i lavori l’intervento di Damiano Stufara, assessore regionale ai Servizi Sociali.

“Riteniamo – conclude Zaffini – che sia assolutamente necessario che i vari soggetti interessati si facciano promotori, in Umbria come in Toscana o nelle Marche, di azioni volte alla tutela degli operatori dei servizi-socio sanitari in ambito domiciliare, stimolando in questo modo un intervento sulla legislazione a livello nazionale”.




Inserito giovedì 20 novembre 2008


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