10/04/2021
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Finito è il XX Giugno?
Legami e senso d'identità diventano più saldi quando le persone hanno la possibilità di riconoscersi in simboli e date condivise



Perugia sta vivendo un rilevante sviluppo demografico, in parte dovuto all’esagerata e continua offerta edilizia che induce un gran numero di persone a trasferirsi nella nostra città; dall’altro alle irreversibili migrazioni della nostra epoca, con gli sradicamenti dolorosi dal paese d’origine e le difficoltà a costruire nuovi legami che comportano.

E' anche per questo che, sempre più spesso, nella nostra città si rimane colpiti nel constatare che tra gli abitanti esistano condizioni di vita individuali di profondo isolamento sociale, culturale e personale. Situazioni nelle quali le radici, gli attaccamenti, i legami tra i cittadini sembrano spezzati e le persone, prive di punti di riferimento significativi, sempre più distanti.

Il fatto che tra i perugini si costruiscano e mantengano con difficoltà relazioni è un problema di non poco conto, se si pensa che mantenere, rinsaldare, creare affetti è una necessità per l'equilibrio degli individui e della comunità nella quale vivono; che far parte di una rete d'appartenenze contribuisce a dare senso alla propria identità sociale ed individuale.

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Legami e senso d'identità diventano più saldi quando le persone hanno la possibilità di riconoscersi in simboli e date condivise.

A Perugia uno di questi simboli è (sarebbe meglio dire è stato?) il Monumento al XX Giugno. Un'opera d'arte che non è né un semplice arredo urbano né il segno lasciato dallo scultore Giuseppe Frenguelli nella sua città, ma un simbolo di Perugia; unico per la libertà che incarna, per il suo spirito laico e popolano, per la sua importanza nella storia civile e democratica della nostra città.

Monumento al XX Giugno dedicato ad una data anche lei simbolicamente importante, tanto è vero che il 20 giugno 2009 è stata l’occasione per ricordare il centenario dell'inaugurazione del monumento e della grande e bella manifestazione popolare che l'accompagnò, mentre il 20 giugno 2011 l’occasione per includere la ricorrenza all’interno delle celebrazioni per l’Unità d’Italia.

Ora, finiti i “compleanni” e le celebrazioni, al di fuori di date da officiare “per obbligo” mi sembra opportuno riflettere, ed invitare a farlo, sul fatto che Perugia senta e/o abbia ancora il bisogno d'essere anche la città del XX Giugno.


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Viviamo in tempi nei quali gli abitanti delle città più che amarla tifano per la loro città. Tifo ed amore non sono sinonimi.

Il tifo si sente sulla pelle, si urla, è viscerale. Cancella i difetti. Crea appartenenze.

L’amore, invece, è un sentimento profondo. Sussurrato, Cresce, si modifica e si coltiva giorno dopo giorno. Fa vedere le cose. Crea legami forti.

Forse dovremmo essere meno tifosi della nostra città. Volerle, semplicemente, più bene per vedere i tanti difetti che ha e tentare, assieme, di modificarli. Sentire non tanto di appartenere ad una città, ma di avere con essa intimi legami. Fare in modo che gli abitanti della vecchia e nuova Perugia si riconoscano parte di un’unica comunità e che in loro, sempre più spesso, all’io si accompagni il noi. Far crescere un civismo che rinsaldi le relazioni tra i perugini vecchi e ne crei con quelli nuovi che hanno attraversato, o in fuga o per bisogno, i confini. Che ci aiuti a fare di Perugia una città dove non si abiti semplicemente, ma si conviva.

Che poi vuol dire XX Giugno non solo come data per retoriche commemorazioni od occasione da cogliere per inaugurare opere e tagliare nastri, ma come sentimento da coltivare tutti i giorni.

Un sentimento che nasca sì dalla giornata della memoria e dell'identità cittadina, ma che – a partire da un pensiero grato rivolto ai perugini del XX Giugno e senza sentire il bisogno di rialzare antichi e, spero, sorpassati steccati per l’una e l’altra parte - aiuti i perugini d'oggi a vivere il presente, a pensare il futuro e a coltivare ogni giorno, giorno dopo giorno, il proprio animo civile.

Un civismo affettuoso verso la propria città che desti quella "confusa ma profonda commozione" che fece scrivere a Walter Binni: "E mi sembrava bello essere perugino sopratutto per merito di quella pagina gloriosa, di quell'avvenimento che tuttora mi appare pieno di civilissimo significato ...".
 



Vanni Capoccia

Inserito mercoledì 27 luglio 2011


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Commenti

Nome: Giuliano
Commento: Sono convinto, purtroppo, che la maggior parte dei nostri concittadini non sono a conoscenza di quello che successe il 20 giugno del 1859. I perugini, amanti della nostra città e della nostra storia, dovrebbero organizzare iniziative che siano tali da far conoscere meglio quello che successe quel tragico giorno. Sarebbe bello e giusto mostrare a tutti i 25 labari neri, con i nomi dei caduti, che sono collocati nella sede della "Società di Mutuo Soccorso" e riprendere la tradizione, che fu attiva fino ai primi anni dopo la 2° guerra mondiale; rimetterli nei luoghi originali, lungo borgo S.Pietro, è quasi impossibile, ma potrebbero essere esposti, per il 20 giugno, nella Sala dei Notari, o qualsiasi altra sala idonea alla ricorrenza che l'Amministrazione Comunale sia disposta a concedere e metterà forse a disposizione. Dico 'forse', visto che il 20 giugno 2009, 150° anniversario delle stragi di Perugia, la stessa ha premiato con l'iscrizione nell'Albo d'Oro dei personaggi illustri della nostra città, nientemeno che un 'Monsignore', rappresentante di quello Stato che scrisse quella pagina nera della nostra storia; sia ben chiaro, niente di personale verso il prelato e tanto meno verso la religione, ma sinceramente dare un premio proprio nel 150° anniversario mi è sembrato veramente fuori luogo.

Nome: Vanni
Commento: BASTA CON LA SINISTRA IMMOBILIARE DI PERUGIA!!!! BASTA!!!!!!!!!!!

Nome: Vanni
Commento: Noi parliamo di paesaggio da proteggere e legami tra cittadini. Intanto l'Amico di Ciuenlai ci fa sapere che l'assessore all'urbanistica di Perugia ha annunciato due nuovi quartieri a Perugia che, perdipiù, non sono che l'inizio. Lo chiamano "un nuovo modello di sviluppo"... E che c'è di nuovo nel continuare nella "LOCCHIZZAZIONE" della città? Cosa c'è di nuovo nel farla mangiare dai signori del cemento?

Nome: Giuseppe
Commento: Ho visto il monumento illuminato. Speriamo che questo bell'articolo illumini i nostri amministratori. Come possono pensare che la città torni una comunità se la riempono di cemento, di case sfitte eccetera?

Nome: ANNA
Commento: C'è da dire che le camminate perugine aiutano a tenere legami. Quella sul cimitero è stata bellissima e piena di sentimento.... e di gente

Nome: Gina
Commento: Il 20 giugno è tutto l'anno o non è. Ma per essere tutto l'anno ha bisogno di amministratori attenti alla città ed ai cittadini. A tutti i cittadini e non solo ai signori del cemento come sono da decenni a Perugia. I legami in una città sommersa dal cemento non si saldano, si rompono. Speriamo proprio che a Perugia succeda quello che sta succedendo a Parma. Gina

Nome: Claudia
Commento: è proprio vero il 20 giugno è un sentimento. Peccato che non lo sentano più quelli che amministrano la nostra città. Loro provano qualche cosa solo se sentono l'odore del cemento

Nome: Vanni
Commento: Silvana Sonno ha scritto in un "altro luogo" queste considerazioni sul XX Giugno fatte a partire dall'articolo: Mi piace questo pensiero affettuoso alla città e il richiamo alla necessità di una "convivenza conviviale" che comporta anche il prendersi cura dei luoghi dove l'incontro avviene o è avvenuto, fuori dell'ufficialità delle date e delle celebrazioni. Che la vita vissuta non ha bisogno di date né di celebrazioni, ma semplicemente avviene. Oggi a Perugia la situazione appare come congelata e il fluire dei gesti e delle emozioni bloccato anche dal continuo ossessivo succedersi delle occasioni di "svago e far festa" offerte dalle istituzioni, che scambiano la vita culturale di una città col paese dei balocchi e inconsapevolmente allevano ciuchini al posto di cittadini e cittadine. Il XX Giugno appartiene a queste/i ultime/i e forse ognuna/o di noi dovrebbe sforzarsi di ripartire da sé dentro l'orizzonte di senso che questa data - hai ragione, Vanni - evoca e suggerisce, aprendo gli occhi e il cuore sul degrado dei luoghi - penso al Frontone, al Santa Giuliana, che amo particolarmente, ma non solo - che nella città sono ancora deputati agli incontri e all'otium sano, fuori dal negotium frenetico e futile del tedio quotidiano. Silvana Sonno

Nome: Maria
Commento: Un richiamo alla cittadinanza ed alla civiltà che speriamo venga accolto. In primis da chi governa la nostra città e la nostra regione.... Mi chiedo sempre se dedicano tempo alla lettura di queste cose o se pensano che sia una perdita di tempo. Maria

Nome: vanni
Commento: Andrera, si collega a quello che dici tu, ma anche a quello che sta succedendo a Parma con una rivolta pacifica e civile contro il mal fare in politica. Se penso che ho appena saputo che i nostri consiglieri regionali (indagine Sole 24 ore) si danno stipendi, liquidazione (!) e pensione (!) più sostanziosi dei loro colleghi toscani, emiliani e marchigiani più che orgoglio di essere perugino sento un'immensa vergogna di essere umbro. Ecco il civismo nasce anche dalla capacità di provare vergogna... ecco speriamo che i nostri consiglieri si vergognino e si riducano a livello di decenza quanto prendono e tolgano, come ha fatto l'Emilia Romagna, la pensione. Vanni

Nome: Andrea
Commento: Un "pezzo" civile che più che a commenti induce a riflessioni. Un articolo che si collega a tutte le note sul XX Giugno, ma, se non ricordo male, ad un articolo di parecchio tempo fa sul significato di camminare in città. Andrea

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