17/04/2021
direttore Renzo Zuccherini

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I piccioni del centro
Come funzionano i controlli in questa città? e, soprattutto, che città è mai quella che brucia in centinaia di locali dove si vendono solo alcolici la vita di tutti gli altri?

                           

Sono stati la cornice irrinunciabile di una visita a Venezia, i protagonisti della foto ricordo davanti al Duomo di Milano e chissà in quante altre città, padroni assoluti della piazza centrale di Perugia e poi, lentamente, sono scomparsi dall'orizzonte, emarginati da sapienti e discrete iniziative dei comuni. Ma non sono spariti, anzi, resistono i nostri piccioni nei vicoli e nelle zone più appartate del centro, indifferenti ad una diffusa antipatia ed anche, in fondo, alla calorosa attenzione di qualche persona pietosa alla quale avanza sempre un pezzo di pane secco.
I piccioni del centro non sono più una consolidata istituzione, un tocco di leggerezza sulle pietre immutabili dei nostri monumenti, ma dobbiamo pur sempre convivere con i fruscii dei loro voli nervosi, i gusci perduti delle uova, le penne che cadono ruotando dall'alto e, soprattutto, con i ricordini acidi che corrodono davanzali e persiane. Signora mia, non si fa in tempo a pulire che tornano di nuovo. Così, dalla statua di Giulio III e dalle formelle della Fontana Maggiore, la pestilenza si è trasferita nelle case comuni e sui tetti e terrazzi delle famiglie, ma sono sempre loro, impuniti e indifferenti. Da quando un video su Youtube ideato dagli scanzonati "7 cervelli" del dialetto perugino li ha resi popolarissimi, i piccioni del centro recitano ormai a soggetto. Anche i gatti fanno finta di non vederli, rassegnati ormai alla convivenza. Sui tetti della città la lotta è impari perché non si può rischiare un balzo a pochi metri dal cornicione per afferrare un nemico che vola. Loro, i piccioni, non si curano della proprietà privata e della pubblica decenza e nemmeno dell'igiene. Quando hanno un bisogno, lo fanno. Punto e basta.
Questa storia dei rifiuti organici, che non sono quelli che si consegnano nel sacchetto verde alla Gesenu, è uscita ormai dalle confidenze che ci si scambia frettolosamente per strada con discrezione e cercando i termini più appropriati, ma è diventata ormai argomento pubblico, come i trasporti e la sicurezza, questione sociale come gli asili nido e l'assistenza per la semplice ragione che dai tetti e dai cornicioni è scesa in basso, nelle strade e davanti ai portoni delle case, insomma nella vita di tutti i giorni di ogni cittadino. Dunque se ne può finalmente parlare, anche sui giornali. Anche del vespasiano: lei è favorevole o contrario?
E' chiaro che non sono più i piccioni del centro i protagonisti di questo nuovo video cittadino ma, semmai, chi gli fa il verso e ripete con sconcertante fedeltà le loro imprese. Se oggi si facesse un sondaggio e si chiedesse ai residenti qual è il problema principale da risolvere, la maggioranza indicherebbe senza tante incertezze l'igiene e l'odore dell'aria che si deve respirare quando si esce di casa. E non è ovviamente solo una questione di odore ma di offesa che si rivolge ogni notte agli abitanti di questa città e che non riguarda soltanto il popolo della notte e i suoi bisogni fisici. Che in qualche ettaro di territorio e in poche vie ci siano tanti distributori di alcolici senza che, contemporaneamente, esista un controllo e una presenza del nostro ricco campionario di forze dell'ordine è un fatto che nessuno riesce a capire e tanto meno ad accettare. E' possibile che i riti della vita notturna perugina si svolgano con l'assoluta certezza di poter fare quel che si vuole, quando si vuole e dove si vuole?
Naturalmente, di fronte a questa situazione non ci sono responsabili. Le forze dell'ordine sono poche e con pochi mezzi, il Comune non ha più poteri nella concessione delle licenze e la facoltà di impedire il cambio di destinazione d'uso pare questione troppo controversa così che gli imprenditori di bottiglie e lattine comandano incontrollati a casa loro e qualche volta anche fuori, incassano e si riproducono catturando ogni spazio, ogni cantina, ogni buco inabitato. A nessuno viene in mente di chiedersi se questi locali di pochi metri quadrati hanno servizi igienici adeguati per i loro clienti perché senza questi servizi un locale non si dovrebbe aprire e, magari, se è già aperto, si potrebbe anche chiudere. Come funzionano i controlli in questa città? e, soprattutto, che città è mai quella che brucia in centinaia di locali dove si vendono solo alcolici la vita di tutti gli altri? L'occupazione delle vie antiche della città da parte degli interessi dei padroni delle notti perugine cancella ogni speranza di riportare la vita in tante zone ormai prive di respiro sociale. E' questo il fenomeno che si sta affermando e che nessuno contrasta.
La ragazza che l'altra settimana è stata invitata a fare la pipì da qualche altra parte suscitando la reazione del suo fidanzato e non la sua vergogna o magari il suo imbarazzo, è anch'essa non responsabile. Lei ha soddisfatto semplicemente un'esigenza fisiologica. Da qualche parte si dovrà pur fare. Allora, perché no in via Fratti? Non fanno così anche i piccioni del centro?
                                                                                                                                       renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 23 luglio 2011)
 



Renzo Massarelli

Inserito venerdì 29 luglio 2011


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