10/04/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Lettera al direttore
L’incendio alla stazione Tiburtina ha portato a vietare l’accesso sulla tratta ad A.V. dei treni provenienti dalle Marche e dall’Umbria, poco remunerativi, non importanti, fermandoli ad Orte

Egregio direttore,


in questi giorni gravi avvenimenti nazionali ed internazionali hanno acceso i riflettori sul trasporto ferroviario ad Alta Velocità (A.V.). Molti umbri sono venuti a conoscenza, in tali eventi funesti, che nel mondo si sta puntando molto su questo tipo di trasporto veloce di massa; in testa come al solito la Cina seguita in Europa dalla Spagna, Francia, Germania. In verità anche l’Italia ha realizzato una linea Alta velocità (la Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli-Salerno-) che risulta essere molto favorita per avere le maggiori città (per il 65% della popolazione nazionale) sulla sua unica direttrice.

L’incendio doloso o accidentale della centrale di controllo della stazione Tiburtina, ha messo in luce una questione che abbiamo posto da anni (il sottoscritto insieme al gruppo Ultimo Treno), quella di proporre una Variante ferroviaria della direttrice Ancona-Roma passante nei comprensori di Gubbio/Gualdo e di Perugia/Assisi, al fine di attivare treni Eurostar frequenti e competitivi lungo l’asse Ravenna-Rimini-Ancona-Perugia-Foligno-Terni-Roma, in sostituzione di un’accozzaglia di convogli lenti, poco frequentati e quindi fuori mercato. Il capoluogo umbro, i paesi della Valle del Topino e l’aeroporto regionale possono solo puntare su quest’ultima possibilità, per un proprio rilancio e prospettiva di vita, dal momento che rimanendo così le cose la dorsale AV transita a oltre 40 chilometri ad est dalla città e quindi sostanzialmente non è fruibile dal grosso della regione Umbria.

Ebbene forze composte dal più becero campanilismo, da cricche nazionali aventi interessi personali annidati nei meandri dei Ministeri, da politici servi di un sistema che non ammette retrocedere anche su  scelte strategiche del passato sbagliate, come se un potere, dà ordini dietro le quinte, riescono a distruggere gli interessi di una regione intera; perfino l’odierna micidiale crisi economica (che imporrebbe oculatezza e serietà su tutti i settori, specie delle istituzioni e della spesa pubblica), non li fa retrocedere da questo atteggiamento distruttivo!

Questa forza del potere riesce ha mantenere tutti al loro posto; funzionari indagati per corruzione, direttori incapaci e vecchi che per lustri hanno imperato nelle loro direzioni diventando indispensabili agli stessi politici inamovibili, hanno costruito un sistema di potere granitico: hai voglia a “strillare” dall’opposizione! Sembra solo una recita perché anche i suoi esponenti stanno beneficiando del sistema! Mai -dopo trent’anni fuori da questa regione per lavoro- mi sarei aspettato che si fosse caduti così tanto in basso; è sufficiente seguire le notizie sui telegiornali locali per rendersene conto di che cosa è l’Umbria oggi giorno.

Ritorniamo sulla questione ferroviaria. L’incendio ha ridotto drasticamente l’accesso dei convogli alla stazione Tiburtina, perciò i responsabili del settore hanno agito nel modo più ovvio possibile: vietare l’accesso sulla tratta ad A.V. dei treni provenienti dalle Marche e dall’Umbria, poco remunerativi, non importanti, fermandoli ad Orte. Ebbene questo è esattamente lo scenario che si apparecchia per il sistema ferroviario umbro e marchigiano nel giro di pochissimi anni, quando l’A.V. Torino-Milano-Firenze-Roma-Napoli-Bari-Lecce manderà in saturazione perfino la Direttissima Firenze-Roma: ci dovremmo fermare ad Orte (ma anche ad Arezzo) e salire su un treno metropolitano -o poco più- per raggiungere la nostra agognata capitale! Per il perugino potrà andare ancora peggio, infatti, rischierà di scendere molto prima e cioè a Foligno, per salire sull’Eurostar Ancona-Orte (come vorrebbe l’amministrazione folignate che la portavoce Filipponi tramite la stampa diffonde) e poi scendere di nuovo a Orte! E’ facile; andrà a finire che al perugino converrà prender l’autobus della Sulga, che nel frattempo avrà migliorato la sua competitività, per la buona pace dei sindaci del capoluogo che continuamente strillano che Perugia è tagliata fuori dai collegamenti nazionali; ma anche Foligno senza l’apporto di Perugia si troverà con un pugno di mosche in mano!   




Alessio Trecchiodi

Inserito venerdì 29 luglio 2011


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