26/02/2020
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Contro l'installazione di grandi impianti fotovoltaici in aree agricole
Lettera dei sindaci dell'Alfina

Carissimi,
si allega lettera dei Sindaci di Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto contenente  richiesta di  esclusione dell'Altopiano dell'Alfina dalle aree idonee per l'installazione di grandi impianti fotovoltaici ( superiori a 50 kWp) in aree agricole.
Nel ringraziare si porgono cordiali saluti.
Vittorio Fagioli, presidente C.I.S.A. (Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
  c.a.      On.  Ministro Dott. Paolo ROMANI
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
c.a.      On. Ministro Dott.ssa Stefania PRESTIGIACOMO
 
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

c.a.      On. Ministro Dott. Giancarlo GALAN
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELL’UMBRIA, On. Catiuscia MARINI
 ALL’ASSESSORE REGIONALE Dott. Silvano ROMETTI
 ALL’ASSESSORE REGIONALE  Dott.ssa Fernanda CECCHINI
 AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TERNI  Dott. Feliciano POLLI
ALL’ASSESSORE PROVINCIALE  Dott. Fabrizio BELLINI
 Oggetto : Richiesta, da parte dei Sindaci di Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto, di  esclusione dell’Altopiano dell’Alfina dalle aree idonee per l’installazione di grandi impianti fotovoltaici.
 Le aree agricole  dell’Altopiano dell’Alfina rappresentano un patrimonio di considerevole rilievo: un contesto paesaggistico di indiscutibile bellezza  tra i più pregiati dell’Umbria, e un serbatoio di attività, risorse e tradizioni agricole da salvaguardare.
L’altopiano è territorio comunale di Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto.
 Le specificità di questo territorio dei nostri Comuni comportano un effetto benefico sia sui flussi di un turismo di particolare qualità e sensibilità, in deciso aumento negli ultimi anni, sia sulla qualità della vita dei suoi abitanti, che va considerata in un contesto più ampio del solo beneficio di carattere economico.
Questo contesto sociale, culturale e ambientale di grande pregio è ora sottoposto ad una intensa e devastante aggressione. Enormi porzioni dell’Altopiano dell’Alfina sono oggetto di istanze per l'installazione di impianti fotovoltaici di medie-grandi dimensioni, del tipo non integrato, vale a dire posti direttamente a terra, sul suolo agricolo, in vaste distese di pannellature di celle silicee e supporti di metallo.
 La tardiva e insufficiente regolamentazione sull'individuazione di aree e siti idonei a tali impianti, ha dato luogo ad una corsa “selvaggia” al conseguimento dei contributi statali per le energie rinnovabili fotovoltaiche, senza tenere in alcuna considerazione l'enorme impatto ambientale di tali installazioni.
Nell’attesa di una valida normativa, luoghi particolarmente adatti per il fotovoltaico, come il nostro Altopiano dell’Alfina, (assenza di nebbia e ottima insolazione) rischiano di essere completamente coperti da pannelli fotovoltaici, distruggendo un bellissimo paesaggio. Il problema è che non è stata stabilita una “ratio” tra impianti e territorio tale da impedire che una cosa ottima, come il fotovoltaico, diventi un disastro ambientale.
 Circa un terzo delle domande di fotovoltaico dell’intera provincia di Terni sono state presentate nel nostro piccolo e bellissimo Altopiano. Circa un terzo delle domande insiste su un solo cinquantesimo del territorio provinciale.  
 Gli impianti già installati superano abbondantemente le necessità di energia elettrica degli abitanti dell’Altopiano.
 Altra ricchezza dell'Altopiano dell'Alfina in generale sono i ricchissimi bacini acquiferi sotterranei. Il sistema di circolazione delle acque profonde e di superficie ha già mostrato negli ultimi anni delle criticità ed equilibri particolarmente delicati. Gli effetti sulla circolazione e la purezza delle acque e sulla possibile desertificazione dei territori, derivanti dalla posa di enormi superfici di pannelli fotovoltaici, richiedono una attentissima valutazione. Che non è stata ancora compiuta.
 Anche dal punto di vista strettamente economico, la posa di decine e decine di ettari di impianti fotovoltaici non favorirebbe l'economia locale, che anzi ne sarebbe danneggiata, al solo vantaggio di attività speculative di origine estranea al territorio e miranti a lucrare sul contributo governativo.
 I Comuni di Castel Giorgio, Castel Viscardo ed Orvieto sono aperti al necessario impegno nel settore delle energie da fonti rinnovabili. Ma questo va ricondotto in limiti accettabili e che non comportino sostanziali danni al contesto locale.
 A livello nazionale, regionale e comunale sono ancora in fase di elaborazione una serie di normative volte ad una migliore regolamentazione della aree e dei siti destinati agli impianti fotovoltaici.
La necessità di una nuova e più attenta regolamentazione trova giustificazione anche nella considerazione che, poiché ad oggi le autorizzazioni vengono rilasciate in deroga ai Piani Regolatori, questa proliferazione degli impianti rischia di vanificare gli sforzi fatti dalle Amministrazioni Comunali per difendere e tutelare il territorio attraverso l’adozione di un valido strumento di controllo quale è appunto il Piano Regolatore.
Per questi motivi, ed in relazione alla serie di gravi criticità sopra evidenziate, i Sindaci dei Comuni di Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto chiedono un provvedimento regionale in base al quale la zona dell’Altopiano dell’Alfina venga indicata dalla Regione Umbria come “area non idonea” all’installazione di impianti fotovoltaici  di grandi dimensioni  (superiori ai 50 kw)  in aree agricole.





Inserito venerdì 29 luglio 2011


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