07/08/2020
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Tra Mosca e Petuski di delirio in delirio
Un romanzo di Venedikt Erofeev


Tra Mosca e Petuski di Venedikt Erofeev - uscito clandestino nell’URSS, pubblicato in lingua russa in Israele nel ’73, tradotto nel 1976 in Francia e nel 1977 in Italia da Feltrinelli col titolo Mosca sulla vodka - dopo anni d'oblio è tornato in libreria grazie a Fanucci ed ancora Feltrinelli. Ora è di nuovo scomparso dagli scaffali.

Un ubriacone incallito - cocente metafora del fallimento dell'uomo nuovo sovietico - viaggia, da Mosca verso Petuski, alla ricerca di un Eden dove l’aspetta una “cagna armoniosa!”, “il gelsomino non sfiorisce e il canto degli uccelli non cessa”.Ma cadrebbe in errore chi immaginasse il girovagare fascinoso e turbolento di un Bukowski o di percepire sentori di sottobosco, di frutta matura o speziature di cuoio. La vodka e gli altri intrugli che l’io narrante beve non si contano a bicchieri, si misurano in grammi. In grammi, come l’eroina e la cocaina.  Leggendo  si sente l'odore rancido dell’alcol digerito e quello acre della disperazione che sale dai vestiti di chi consuma le notti sulle panchine dei parchi e sui sedili delle stazioni. Quella puzza cattiva, che ti entra nel naso, da lì arriva sulla punta della lingua e per ore non ti abbandona. Ogni volta che il treno si ferma ad una stazione, salgono ubriaconi come il protagonista. Stessi vestiti, stessa puzza. E’ come se entrassero lame di ghiaccio.

Ma cadrebbe in errore chi immaginasse il girovagare fascinoso e turbolento di un Bukowski o di percepire sentori di sottobosco, di frutta matura o speziature di cuoio. La vodka e gli altri intrugli che l’io narrante beve non si contano a bicchieri, si misurano in grammi. In grammi, come l’eroina e la cocaina.  Leggendo  si sente l'odore rancido dell’alcol digerito e quello acre della disperazione che sale dai vestiti di chi consuma le notti sulle panchine dei parchi e sui sedili delle stazioni. Quella puzza cattiva, che ti entra nel naso, da lì arriva sulla punta della lingua e per ore non ti abbandona. Ogni volta che il treno si ferma ad una stazione, salgono ubriaconi come il protagonista. Stessi vestiti, stessa puzza. E’ come se entrassero lame di ghiaccio.

Il primo istinto che si prova di fronte a Tra Mosca e Petuski è un moto di repulsione. Sono certo che molti dei lettori che si sono avventurati in queste pagine hanno ceduto ben presto le armi o, come il sottoscritto, hanno proseguito in una lettura superficiale e inutile che non coinvolge.Ad un certo punto, per fortuna, è lo stesso Erofeev che indica la strada da percorrere per superare le difficoltà e le resistenze: “Bisogna rispettare, torno a ripeterlo, le tenebre dell’anima altrui, bisogna guardarci dentro, anche se dentro non c’è niente, anche se c’è solo immondizia; è lo stesso: guarda e rispetta, guarda e non sputarci sopra…”.Una lettura dura. Resa ancora più dura dal fatto che il protagonista è un uomo colto, fa appropriati riferimenti alla situazione politica del suo tempo, mischia ironia e male parole a citazioni di grandi scrittori russi e d'altri paesi. E se assistere al perdersi nelle profondità dell’animo umano è insopportabile, ancora di più lo è quando chi si perde è un uomo dalla cultura raffinata.

Per tirare il fiato ho provato ad immaginare cosa l’ubriacone potesse vedere dal finestrino del treno, speravo di rilassarmi con il paesaggio russo. Tutto inutile, i finestrini erano impenetrabili, opachi, percorsi da gocce di condensa.

E così di delirio in delirio in un eterno ritorno. da Mosca a Petuski (l’evanescente ed irraggiungibile Terra Promessa) e da Petuski a Mosca (davanti al concreto simbolo del potere sovietico: le mura del Cremlino).

Una tragedia lirica. Un racconto dissacrante, grottesco, allucinato, di una cupa e angosciante ironia.

   



Vanni Capoccia

Inserito martedì 4 ottobre 2011


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Commenti

Nome: Uno dei galli di Renzo
Commento: Trovato su Maremagnum con il titolo Mosc a sulla vodka (20 euro più spedizione). L'ho anche letto ed è prorpio come dice Vanni Capoccia: una lettura dura, però quando sei arrivato alla fine hai la sensazione di aver letto pagine vere.

Nome: Giuseppe
Commento: Sempre interessanti le segnalazioni di Vanni. Lo cercherò.

Nome: L'innominato
Commento: Leggo 'Terra Promessa'. Mi domando: 'promessa a chi', 'promessa da chi', 'promessa' perché', '...' ?

Nome: Antonino
Commento: L'ho letto tanti anni fa. Concordo con Vanni Capoccia

Nome: claudia
Commento: Finalmente!! Basta con i gialli insignificanti. Le letture superficiali. Finalmente un libro che graffia l'anima.

Nome: Sandro
Commento: Viene voglia di avventurasi in quest'incubo.

Nome: gina
Commento: Complimenti. Lo cercherò.

Nome: andrea
Commento: bella recensione

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