27/05/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Escursione No Tubo
Sui luoghi minacciati da un'opera che se realizzata avrebbe conseguenze irreversibili sull’ecosistema, sul paesaggio e sulla stabilità idrogeologica del territorio

No Tubo (no al megagasdotto)
Domenica scorsa si è svolta una manifestazione-escursione nei territori Appenninici interessati dal passaggio del Gasdotto Brindisi Minerbio, organizzata dal Cai (Club Alpino Italiano) Sezione di Pesaro “Lino Liuti” e Sezione di Città di Castello.

L’iniziativa, che ha visto una folta partecipazione di escursionisti provenienti dal pesarese e da tutta l’Umbria, ha percorso un tratto di dorsale appenninica a cavallo tra le due regioni, prodiga di meravigliosi scorci panoramici e di vastissimi paesaggi.

Erano presenti anche attivisti della rete “No Tubo” e soci di diverse associazioni, tra cui Mountain Wilderness e Fondo Mondiale per la Natura Umbria.

L’iniziativa voleva rimarcare l’appoggio del Cai (Tam – tutela ambiente montano) al vasto movimento che si oppone a questa “opera”, (ormai da molti definita “ecomostro”) che se realizzata avrebbe conseguenze durature e anche irreversibili sull’ecosistema, sul paesaggio e sulla stabilità idrogeologica del territorio e sulla circolazione delle acque.

Sono le dimensioni “dell’opera” davvero colossali e la delicatezza dei territori attraversati (il crinale dell’appennino e le valli più alte, dove spesso il territorio è ad uno stadio quasi primordiale, con la completa mancanza di vie di penetrazione, una vera area selvatica nel cuore di uno dei paesi più densamente popolati del mondo) a destare perplessità e preoccupazioni.

Tutti si chiedono se davvero non esistano situazioni più adeguate ad un’opera industriale di queste proporzioni, piuttosto che le aree ecologicamente più integre che ancora ci rimangono.

Ed è proprio di questi giorni la notizia secondo la quale anche la Provincia di Pesaro Urbino ha dato mandato ai legali del Gruppo di Intervento Giuridico per il ricorso straordinario al Capo dello Stato. Un segno tangibile della volontà di un'altra Amministrazione di volersi schierare con i cittadini, a difesa dei valori del territorio.

Il ricorso si aggiunge a quelli presentati dalla Provincia di Perugia, dal Comune di Gubbio, dal Comune dell’Aquila, dal Comune di Sulmona e da molti comuni della Valle Peligna, nonché dalle associazioni ambientaliste (Fondo mondiale per la Natura, Federnatura, Mountain Wilderness, Lac), appoggiati dai comitati di cittadini della rete interregionale No Tubo.

La battaglia continua.

Distinti Saluti

Comitato No Tubo
Se occorrono informazioni dettagliate potete contattarmi tramite mail.
Il comitato è aperto a tutti!

Il comitato No-Tubo si batte da sei anni contro l'ecomostro che vuole deturpare gli ultimi polmoni verdi del centro Italia. Il comitato si estende da Apecchio (luogo di nascita) fino all'Abruzzo e i cari amici Umbri. comitatonotubo@gmail.com
Sito Web
http://notubo.blogspot.com/



Comitato No Tubo

Inserito mercoledì 26 ottobre 2011


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