21/02/2020
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Domani compro un ciliegio...
Ricordando Piero Fabbri a un mese dalla scomparsa

Limpida l'aria

Non vedo le bianche cascate
Non vedo le nere serate
Ma sento il profumo del mondo che viene:
c’ è aria di socialismo
nelle aule universitarie
nelle botteghe e nei films
c’ è odore di pane scaldato
c’ è odore di calma e giustizia
nel sogno sognato stanotte

Piero Fabbri

da Limpida l'aria

Caro amico,

io il tuo libro “Limpida l’aria” ce l’ho in fotocopia, spero non me ne vorrai. Me lo sono riletto parecchie volte e quello sopra è uno dei passaggi che mi piace di più. Sa di sinistra, sa di buono, sa di tempi andati e di tempi ancora da venire. Sa di pane.
Porca vacca, sono talmente triste che non mi riesce neanche di tenere la penna in mano e allora mi è venuta in mente un’idea così, adesso, perché ho un tremendo bisogno di aggrapparmi a qualcosa: domani vado a comprare una pianta, la pianterò nel mio orto e la chiamerò Piero.
Ti andrebbe bene un ciliegio? Un ciliegio mi sembra perfetto, è una pianta che da il meglio di sé in estate, la mia stagione preferita (non so se anche la tua) e poi è rossa! Questa si che è una cosa che abbiamo in comune. E quando crescerà ci inciderò il tuo nome così, a “tutti quelli che passeranno”, racconterò la tua storia, gli dirò che eri un “combattente” e militante civico che non ha mai abbassato la guardia, gli racconterò di come sapevi vedere la bellezza ovunque, anche dal buio più nero, di quanto riuscivi ad avere fiducia nelle persone e delle persone, gli racconterò di quando da bambina andavo a pesca con Carlino, tuo papà, che non ti somigliava per niente e che mi faceva un sacco ridere, gli racconterò di come riuscivi a canalizzare la tua energia e la tua fragilità nella partecipazione attiva, tua e degli altri. Di quanto ti sei sperticato (passami il termine) perché convinto che le cose possono cambiare, perché sai che esiste un mondo migliore, se si vuole e se ci si organizza… insieme.

Gli parlerò della tua isola dei due soli, che ha l’erba e le piante di pane, il caffellatte che scorre nei fiumi ed ha il colore dell’acqua di mare.

Jessica Hardt


Piero Fabbri è nato a Spello (Perugia), il 19 ottobre 1954. Dal '63 al '79 è vissuto in provincia di Milano, nel comune di  Mediglia dove i genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro. Ha conseguito la maturità classica al liceo Berchet.. Nel capoluogo lombardo ha fatto le prime esperienze lavorative nel campo dell'informazione e della stampa locale. Tornato in Umbria a Foligno si è occupato di servizi sociali e di volontariato. Ha diretto l'organo di stampa nazionale dell' Aned ( Associazione Nazionale Emodializzati). Si è laureato in scienze politiche all'Università di Camerino, dal '91 al'93 è stato redattore di “Umbria”. Socio fondatore della cooperativa artistica “Raccolto” a Cascina del Guado di Robechetto (Milano), è stato difensore civico a Foligno e, in seguito, consigliere comunale della città per i Verdi. Intensa è stata la sua attività di docente per corsi di formazione del Servizio Civile. Negli ultimi due anni ha diretto il mensile di militanza civile “Al Quadrivio”. Ci ha lasciato il 4 ottobre 2011.



Jessica Hardt

Inserito venerdì 4 novembre 2011


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