26/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Ponte Felcino: un viaggio nella memoria
Il rapporto col fiume, il Lanificio, i bombardamenti, la banda...

18 novembre, Sala dei Notari, ore 18 – Presentazione alla città e proiezione del documentario su Ponte Felcino, quinto della serie “Raccontare Perugia: i viaggi della memoria” – ingresso libero e gradito.
Stessa data, seconda proiezione a Ponte Felcino, Sala Eden, ore 21.

Viene presentato il quinto volume della serie “Raccontare Perugia: i viaggi della memoria”, ormai giunto al quinto episodio. Dopo la Conca, il Borgo Bello, San Sisto, Porta Pesa e Borgo Sant’Antonio, tocca stavolta a PONTE FELCINO, località suburbana appartenente all’antico contado di Porta Sole.
Il classico cofanetto contiene, come al solito, un dvd della durata di un’ora e una brochure a colori con testi e immagini riferiti al racconto. Narrazione che si dipana, dunque, in modalità sia cartacea che multimediale.
Del paese si narrano le origini e lo storico rapporto col fiume, il sorgere e la vicenda del Lanificio, uno dei primi e più importanti moderni opifici cittadini, con la storica centrale idroelettrica, capace di alimentare, in caso d’urgenza, anche l’ospedale policlinico di Monteluce.
Si racconta perfino il tragitto per raggiungere il paese, con la variopinta denominazione delle curve a partire dal Monumentino di Monteluce.
Il versante del sociale viene analizzato attraverso schede che riferiscono aspetti dell’associazionismo di ieri e di oggi: la società ciclistica “Lampo”, la nascita delle scuole dell’infanzia Bonucci e Umberto I, la società sportiva Tiber e l’attuale Polisportiva, lo Skating club, la pallavolo, l’Accademia Filarmonica Virgilio Puletti (che ha da poco compiuto il secolo di vita), il Carnevale, la Felciniana, la compagnia teatrale amatoriale.
Ma anche le emergenze storico architettoniche, come la torre Baldelli Bombelli, Villa Bonucci, il teatrino delle suore. E ancora il cinema Eden, il bosco didattico, l’ostello per la gioventù.
Poi la chiesa vecchia (distrutta dai bombardamenti) e la nuova, i parroci don Remo Palazzetti e monsignor Gino Vicarelli, il gemellaggio col Malawi.
Tra i personaggi, il patriota del XX giugno 1859 Vincenzo Maniconi, l’asso dell’aereonautica Adamo Giuglietti, il farmacista Mario Bolli, l’antifascista Leonida Mastrodicasa, il maestro del consolidamento strutturale degli edifici, ingegner Sisto Mastrodicasa. E ancora Augusto Bartoccioli, Edgardo Ligi, Umberto Puletti.
I protagonisti intervistati per la narrazione su Ponte Felcino appartengono a diversi profili socio-culturali, ma sono accomunati dall’affetto per il paese d’origine e dall’attenzione alla sua storia.
Tra essi, Teclo Staccioli declina le modalità di vita e di lavoro di un tempo. Lina Ambrosi riporta le proprie esperienze di giovane operaria al Lanificio. Il dottor Stefano Vicarelli traccia i profili di alcuni personaggi illustri del paese. Claudio Paoletti racconta il Tevere come serbatoio di risorse alimentari. L’architetto Gino Puletti riferisce su alcune emergenze storico-architettoniche del territorio. Il Maestro Franco Radicchia riflette sulle mutazioni sociali e antropologiche  legate alla secolare vicenda dell’Accademia Filarmonica “Virgilio Puletti”. La professoressa Adelia Bovini descrive momenti della vita socio-culturale ed economica della comunità.
Il tutto si articola intorno al filo del racconto sostenuto dalla voce fuori del narratore, prestata come di consueto dal coordinatore del Dónca, Sandro Allegrini, autore anche dei testi. Collaborazione, ricerche storiche e iconografiche di Stefano Vicarelli. Regia e montaggio di Leandro Battistoni. Presente l’assessore alla cultura del Comune di Perugia, Andrea Cernicchi.




Inserito martedì 15 novembre 2011


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