15/08/2020
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Ricordando Alfredo De Poi, tra politica e arte, tra poesia e umanità
A un anno dalla morte, l’Accademia del Donca ne propone un ricordo, lunedi 28 novembre

Accademia del Donca

lunedi 28 novembre, Sala dei Notari, ore 17

Saluto del sindaco di Perugia Wladimiro Boccali

Alfredo De Poi: una figura che ha lasciato un’impronta significativa nella storia civile e culturale della città. A un anno dalla morte, l’Accademia del Dónca ne propone un ricordo. Memoria declinata attraverso alcuni dei versanti che lo hanno visto come personaggio pubblico di rilievo.
Mario Roich traccerà il percorso della sua brillante carriera politica che lo portò ad essere tra i fondatori del Partito Popolare Europeo e poi esponente del parlamento nazionale.
Funzionario comunitario a Lussemburgo e a Bruxelles, De Poi fu anche presidente dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione europea occidentale a Parigi.
Paolo Nardon, curatore della sua ultima mostra, tratterà il versante che ha visto De Poi come figura di notevole competenza in veste di conoscitore d’arte e poi come artista in proprio. Attività che costituì sempre un momento per ritrovare se stesso nei momenti di libertà. Alfredo, fin da giovane, si esercitava assiduamente nel campo della pittura e della scultura, partendo da un raffinato bricolage che restituiva valore e dignità a oggetti dismessi e di scarto. L’impegno artistico conobbe un significativo incremento subito dopo il pensionamento, quando De Poi poté dedicare più tempo alle proprie passioni. Finché – in coerenza con questi interessi – fu chiamato a ricoprire il ruolo di presidente della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci. Impegno che condusse con passione, rigore e competenza fino all’ultimo giorno della sua vita.
Sandro Allegrini ne ricorderà la produzione letteraria, soprattutto poetica, che fornì esiti di grande raffinatezza. De Poi pubblicò la raccolta giovanile “Macchie di luce” e la più matura “L’ultimo viaggio di Candido”, in cui il lirismo si unisce all’ironia.
Mario Roncetti, che ne fu amico fin da ragazzo, traccerà delle spigolature del privato, dalla fanciullezza all’adolescenza, fino all’età matura.
Altrettanto farà Gerardo Gatti, amico e compagno di studi dal liceo all’università.
Scriveva di se stesso De Poi, parlando in terza persona, con concretezza e ironia: “Crede essenzialmente in due cose: nell’Europa come la forma più moderna di Comunità attualmente possibile e nell’Arte, come attività creativa che finisce per sconfinare anche nella politica e, in fondo, nella vita stessa. Ammiratore di San Tommaso e di Maritain, tenta anche di essere un cristiano, ma in generale non mantiene le promesse che fa a se stesso, fra cui quella di non pubblicare più poesie”.
Alfredo de Poi fu certamente un personaggio in cui umanità e cultura, impegno e dedizione si ricondussero mirabilmente ad unità.




Inserito giovedì 24 novembre 2011


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