25/03/2019
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Un governo di tanti Carneadi
L’ambiente al solito è l’ultimo pensiero

Finalmente abbiamo un nuovo governo.

Anche se un governo di tanti Carneadi. Manzonianamente sconosciuti al grande pubblico. Nominati al di fuori delle logiche partitiche.

Sembrano essere anche più umani. Visto che c’è chi scoppia in lacrime.

Adesso sicuramente cambierà tutto! Poi andiamo a vedere che non cambia proprio niente.

Anche le lacrime hanno un che di coccodrillesco.

Hanno ragioni i sindacati a bocciarlo per tutti i provvedimenti punitivi sempre a senso unico. Contro le classi più esposte dei lavoratori e dei pensionati.

Delle tre parole magiche, equità, rigore, crescita, è rimasta solo la seconda.

L’ambiente al solito è l’ultimo pensiero.

Un ultimo pensiero di cui, fra l’altro, avremmo fatto volentieri a meno se si esprime per bocca del nuovo ministro che pensa ancora all’opzione nucleare.

L’Italia, abbiamo visto, frana. Ogni pioggia più intensa delle altre diventa un dramma. Allora perché per crescita non s’intende pensare e attuare un grande progetto di recupero dei tanti dissesti idrogeologici. Chissà quanti posti di lavoro verrebbero creati.

Ma si sa, l’ambiente è solo una paroletta che serve per mantenere un posto di ministro e di tanti assessori regionali, provinciali, comunali.

 



Lauro Ciurnelli


Inserito mercoledì 14 dicembre 2011


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