26/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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L'onda anomala
L'esercito della droga ha forze potentissime e, soprattutto, un terreno favorevole nel quale farlo combattere, lo stesso dove si muove, ogni giorno, la nostra fatica di vivere

                                                   

Adesso dobbiamo solo aspettare che passi la nottata e augurarci che da qui alla fine dell'anno non ci siano altre vittime per droga, per loro, prima di tutto, e cioè per tutti quelli che sono a rischio, e poi per questa dannata classifica che ci regala con insopportabile regolarità un primato nazionale del quale faremmo volentieri a meno. Qualcuno, alla fine, dovrà spiegarci se la colpa è nostra, di noi tutti, che rappresentiamo il cosiddetto contesto sociale, o di chi ci lascia la pelle sapendo dei rischi che corre e che, nonostante tutto, non riesce a fuggirli, o di quell'anello di questa imponderabile catena che è rappresentato dagli spacciatori e dalla ricca industria che li produce. C'è di tutto in una tragedia come questa ed è per ciò che tutti ci riguarda.
Non è il caso ora di star dietro alle statistiche, che pure sono impietose, e alla conta dei numeri e delle percentuali. Se le disgrazie che accadono sono di più o di meno non muta di molto il sapore amaro di questa sconfitta. Quanti siano e, anche, da dove vengano le persone che ci lasciano, non vale molto saperlo, vale che sono troppi comunque e che ci sono vicini, che siano nati a Perugia, Terni o qualsiasi altra città. Che Perugia sia il posto di riferimento di un mercato assai vasto e che qui le diverse offerte che vanno sotto il nome di droga volano libere, nonostante tutto, nei luoghi soliti non lo si deve scoprire ora. Tutto era noto e tutto era chiaro già da un sacco di tempo. Ciò di cui abbiano bisogno è la verità, prima di ogni altra cosa. Dobbiamo, cioè, cercare di far chiarezza, e di dirci le cose come stanno senza cercare facili vie di fuga tra le quali, la più comoda, è quella di dar la colpa sempre a qualcun altro. Ragionare sulla città, questo ci serve, e senza ipocrisia. Siamo in grado di farlo? abbiamo una classe dirigente all'altezza di questo compito?
Dunque, questa volta pare si sia trattato di un'onda anomala che ha travolto in una settimana cinque persone. Una partita di eroina tagliata male da mani inesperte. Paradossalmente, l'azione delle forze dell'ordine che ha tolto dal mercato molti professionisti dello spaccio avrebbe, alla fine, lasciato spazio alle truppe di riserva, ai dilettanti, con i disastri che abbiamo visto. Le prime vittime sono stati i più deboli, quelli dal fisico provato da decenni di disperazione, i malati cronici, i vecchi soliti consumatori che in una città come questa tutti conoscevano. I pionieri dell'eroina degli anni settanta e ottanta, la schiuma più ingiallita di fallimenti lontani. Perugini, non gente venuta da fuori, i figli, tra i tanti, di questa città. E' così, in questo Natale sciroccoso, che si chiude un tempo molto lungo che ha visto la città cambiare e disporsi, forse in modo inconsapevole, a rispondere ai bisogni più diversi di migliaia di giovani. Maxi discoteche in periferia, locali di ogni genere in centro, condomini con appartamenti di piccolo taglio, cantine trasformate in quartierini on the road.
In questi giorni abbiamo però capito qualcos'altro. La lotta al piccolo spacciatore produce altri piccoli spacciatori, la cattura di partite importanti di droga produce altre partite importanti di droga. E' come pestare in un mortaio, senza fine. La forza della dipendenza che è la forza della disperazione di così tanti giovani non si può spegnere con qualche operazione di polizia, che è necessaria e utile, ma l'offerta è sempre lì, basta cercarla, magari cambiando strada o semplicemente un numero di cellulare. Speravamo bastasse ripulire una via. L'esercito della droga ha forze potentissime e, soprattutto, un terreno favorevole nel quale farlo combattere, lo stesso dove si muove, ogni giorno, la nostra fatica di vivere. Ce la facciamo a ripartire da qui?
                                                                                                                                                        renzo.massarelli@alice.it
(per sabato 17 dicembre 2011)
                                                                                      
  



Renzo Massarelli

Inserito martedì 20 dicembre 2011


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