20/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Regalo di Natale
Dovrebbe essere il segnale che indica la strada e che ci dice se possiamo continuare a sperare nel futuro. Il regalo di Natale, in fondo, è tutto qui

                                                    

Nonostante il grande albero di Gubbio e la stella cometa di Terni alti sull'orizzonte delle montagne, quest'anno il presepe si prende la sua rivincita. Più discreto e più ecologico perché resta pur sempre nella penombra senza spreco di luci, è questo il nostro Natale preferito. Il presepe, con la famiglia riunita, l'alloggio dove non si paga ancora l'Ici, il riscaldamento naturale e senza bolletta assicurato dalla compiacenza del bue e dell'asinello. La Natività è una grande narrazione popolare dove ogni personaggio è al posto giusto così, da duemila anni, senza variazioni e secondo le gerarchie naturali. Il presepe sarà stasera e nei giorni prossimi il piatto forte di ogni città che voglia mostrarsi e richiamare visitatori. Ci sono quelli viventi, quelli tradizionali, ambientati in ogni epoca e in ogni paesaggio, e quelli più moderni. Ogni tempo è buono per raccontare la novella di un bambino che nasce in una capanna. L'idea di San Francesco ha fatto un sacco di strada illuminando il genio dei più grandi pittori e la creatività popolare nelle case e nelle chiese.
Ci siamo lamentati molte volte per il carattere consumistico del Natale. Questa volta non lo sarà e non saremo noi a scegliere. Non lo sarà e basta. Anche per questo l'albero ha perso la partita. L'albero è il simbolo dell'opulenza, con tutte quelle luci e le palle colorate come gemme giganti e, soprattutto, pacchi infiocchettati sparsi in terra. I regali di Natale. Quest'anno saranno di meno. Parleremo ancora del tempo che non è più quello di una volta ma molto più di economia che è sempre stata materia ostica, non solo a scuola. Però che due più due non fa più quattro questo, ormai, l'han capito tutti, con il vecchio e con il nuovo governo.
Siamo la regione del centro nord con gli stipendi più bassi e, nello stesso tempo, con la più alta capacità di risparmio. Misteri della nostra terra francescana o, forse, il primo miracolo del nostro tempo. Ma così è, in fondo, un po' nel nostro paese e poi, certo, le statistiche sono più ostiche delle leggi dell'economia. Dicono tutto e non dicono nulla. Forse siamo un paese di formiche ma tutti ci dicono il contrario, e cioè che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Magari in Umbria non ci sono soltanto gli stipendi bassi ma anche qualcuno che non dice la verità. Denuncia poco e deposita molto. In banca. Infatti l'evasione fiscale in questa regione frugale non è affatto scarsa, anzi. E poi vai a capire chi mette i soldi in banca e da dove viene. L'economia, brutta bestia. Adesso però ci darà una mano Mario Monti, lui che è del mestiere.
Di sicuro, questo sarà il primo Natale, dopo un sacco di tempo, dove le parole solidarietà e uguaglianza avranno un sapore antico, un po' superato. Il lessico è cambiato e così la gerarchia dei valori che ci dovranno accompagnare nel corso della vita.
Per fare i conti dell'anno che sta per finire abbiamo comunque ancora una settimana. Il sabato santo si pensa ad altro. Al presepe e al bambino che sta per comparire nella mangiatoia. I Re Magi sono ancora in viaggio, c'è tempo per i regali. Il Natale in fondo è questo, una breve pausa, un attimo di silenzio, il buio del cielo che viene rotto da una striscia di luce. Dovrebbe essere il segnale che indica la strada e che ci dice se possiamo continuare a sperare nel futuro. Il regalo di Natale, in fondo, è tutto qui. E' una scatola dove possiamo ritrovare la nostra libertà che nel corso dell'anno abbiamo perso per correre dietro a troppi alberi con troppe luci e troppi colori abbaglianti. Viviamo in una terra che ha perso per strada molte virtù, ma è sempre l'Umbria. Perché dimenticarlo proprio stanotte?  
                                                                                                                                                                    renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 24 dicembre 2011)
 



Renzo Massarelli

Inserito giovedì 29 dicembre 2011


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