23/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Ideologia fascista: intolleranza e violenza
Spesso, grazie a sindaci compiacenti, vengono aiutati con il patrocinio, con la concessione di luoghi pubblici, con finanziamenti

I drammatici fatti di Torino, con l’incendio da parte della folla di un campo Rom e di Firenze, con l’assassinio di due senegalesi, Mor Diop e Samb Modou e il ferimento di altri tre Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, per mano del militante di estrema destra, simpatizzante di CasaPound Italia, Casseri Gianluca, non possono essere considerati atti inconsulti ed isolati, ascritti a comportamenti squilibrati, ma devono farsi risalire alle campagne d’odio e di xenofobia costruite in 8 lunghi anni di governo di destra, dal 2001 al 2011. I governi di Berlusconi hanno riesumato la nefasta cultura fascista, riportando al centro della informazione atti e parole di Mussolini, hanno messo nella compagine governativa neofascisti dichiarati, hanno sfregiato la Repubblica, facendo ministro un milite della RSI (Mirko Tremaglia) e, infine, hanno tentato di cancellare la festa della Resistenza del 25 aprile. Con costante determinazione, dagli schermi televisivi, Berlusconi ha abbindolato la popolazione proclamando sempre delle urgenti riforme epocali nella Pubblica Amministrazione, promettendo dei grandiosi e imminenti investimenti in strutture faraoniche e favoleggiando di un benessere generalizzato diffuso e di un idilliaco Paese senza debito pubblico. Si è gloriato , e continua farlo, di non aver messo le mani nelle tasche degli Italiani, e per questo non ha indirizzato l’economia, ha legalizzato il falso in bilancio, è stato compiacente verso l’evasione fiscale e l’esportazione illegale di capitali, ma di controparte ha bloccato le assunzioni pubbliche e gli aumenti stipendiali e pensionistici, ha tagliato l’istruzione, il welfare e i trasferimenti economici agli Enti Locali: dal 2002 si è avuta una svalutazione del 50%, i prezzi sono raddoppiati e la disoccupazione è aumentata del 3%. I suoi governi, per mantenere il consenso popolare, hanno agito sull’insicurezza pubblica e, facendo leva su sentimenti di paura e di disprezzo verso il diverso, lo straniero, l’immigrato, hanno scelto precisi capri espiatori: i Rom, gli immigrati, gli extracomunitari europei ed extraeuropei, i poveri senza fissa dimora. Hanno approvato leggi escludenti, ingiuste, che hanno inventato il reato di immigrazione clandestina, legata al ricatto del lavoro predeterminato ed hanno anche disconosciuto il diritto moderno dello jus solis, negando la cittadinanza alle generazioni nate in Italia. Hanno fatto prendere a cannonate, nello stretto di Sicilia, i barconi della speranza e rispedito nei campi di detenzione libici, centinaia di persone disperate ed affamate. Normalmente non riconoscevano neppure la condizione di profugo politico, che è garantita dalle leggi internazionali e salvaguardata dalle politiche ONU. I sindaci della Lega hanno emesso ordinanze per non fare sedere sulle panchine pubbliche gli immigrati; i consiglieri comunali di Milano dello stesso partito hanno suggerito di fare vagoni separati nei tram. In tutto il suolo nazionale, le amministrazioni locali di destra sono state incoraggiate ad intestare strade e piazze a gerarchi o a personaggi della dittatura e a supportare organizzazioni parafasciste.
In questo clima di revanscismo, di angheria con richiami anche nazisti, di povertà e di cancellazione del diritto di uguaglianza, di umiliazione dello Stato Costituzionale democratico, molti giovani si sono rifugiati nelle “cosiddette” ideologie di potenza e si sono moltiplicati i raggruppamenti di nuovi estremismi nazifascisti. CasaPound Italia (CPi) è sorta a Roma come centro sociale, occupando lo stabile di un ente pubblico, il 26 dicembre 2003. Vi è rimasta abusivamente per tutti gli anni successivi, finché nel 2011, il sindaco Alemanno, glielo ha concesso, dopo averlo comprato con i soldi del Comune di Roma, per 11 milioni e 800.000 euro, togliendola dalla illegalità. La filosofia estremista di CPi si rifà al fascismo sociale, al corporativismo e al manifesto di Verona. Il saluto romano, l’elogio dello stato totalitario e autarchico nelle sue espressioni commerciali, politiche e culturali, la nazione etica e l’antisemitismo, con l’uso di una fraseologia di violenza, sono i fondamenti del suo pensiero, che mimetizza con attività riferite al carovita, ai disabili, alla casa, o anche nella loro pubblicità, con i simboli della sinistra, quali il colore rosso al posto del nero e il ritratto del Che. E’ semplicemente ridicolo, ora, far passare il tragico gesto di Firenze come il frutto di un folle, di un solitario, di un depresso, che mai abbia avuto contatti con CPi, ma fino a che non sono state oscurate, si sarebbero potute leggere le sue recensioni sulla rivista on-line dell’associazione, non ultima quella su Adriano Romualdi, ideologo neonazista, morto più di 30 anni fa, ma ancora incorniciato come un santino, perché scrisse il libello “I protocolli del savio di Alessandria”, dove nega l’olocausto e ridisegna la teoria antisemita del complottismo mondiale ebraico. E sul blog risultano le approvazioni e gli entusiasmi per quegli omicidi da parte di molti camerati, che la dicono lunga sul coinvolgimenti del Casseri con questi ambienti. Purtroppo sono la misura del danno apportato dalla politica del negazionismo, della divisione, dell’odio, della discriminazione, del depauperamento programmato, del disconoscimento della Costituzione. A fronte di questi ultimi delitti, la figlia di Ezra Pound, Mary de Rachewiltz, che vive a Merano e che già aveva sporto denuncia nel 2010 per fare cancellare il nome di suo padre dalla titolazione del movimento, ha fatto sentire pubblicamente la sua contrarietà dicendo: «Un'organizzazione politica compromessa come questa non ha nulla a che fare con il nome Pound».
Cpi è strutturata a grappolo, cui aderiscono le associazioni locali. Anche nel nostro territorio si registrano dei gruppi aderenti, a Foligno, a Todi, a Terni e a Perugia, che cercano di inserirsi, soprattutto tra i giovani, con volantinaggi, conferenze, manifesti ed altre iniziative. Spesso, grazie a sindaci compiacenti, vengono aiutati con il patrocinio, con la concessione di luoghi pubblici, con finanziamenti. Una deliberazione della Giunta comunale di Todi ha affidato un giardino di Collevalenza, con l’annessa casa di gestione, all’associazione “La Contea del 3° millennio”, che ha impostazione ideologica contigua a quelle di Cpi. L’Anpi e l’antifascismo sono in campo come essenziali punti di riferimento, in questa giornaliera battaglia politica e culturale. Con l’unione del volontariato, dei partiti e dei sindacati, si può costruire una forza utile a chiedere agli Enti Locali di mettere al bando tutte le organizzazioni naziste e fasciste che si manifestano in Umbria.
L’Anpi nazionale ha chiesto ai Procuratori della Repubblica di essere più vigili e di intervenire come previsto nel nostro ordinamento dalle leggi Scelba, Mancino e dalla XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione: “ E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” , Berlusconi Il Consiglio Regionale e il Consiglio Comunale di Foligno hanno già approvato un ordine del giorno contro l’equiparazione ai Partigiani e ai Volontari per la Libertà degli arruolati nella R.S.I; così come il Consiglio Comunale di Spello in un ordine del giorno vieta alla Giunta di concedere spazi pubblici a manifestazioni e a gruppi neofascisti. Questa ideologia, ormai condannata e rifiutata dalla civiltà odierna, ogni volta che in qualsiasi forma riemerge, provoca violenza e dolore, porta al degrado sociale e morale, pertanto resta sempre più onorabile la pagina storica della Resistenza, che ha introdotto come diritti fondativi dello Stato i valori della solidarietà, dell’uguaglianza, della giustizia sociale.

Giovanni Simoncelli, ANPI Perugia (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) – Cinzia Abramo, Comitato Provinciale Sezione di Foligno  - Graziano Marini, Sezione di Todi.



Anpi Perugia

Inserito mercoledì 4 gennaio 2012


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