17/04/2021
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Da medico di famiglia a medico per l'ambiente
Tratto dal foglio informativo dell'associazione Le Vie della Salute - n.7 -12/2008

Ho 58 anni, mi sono laureato nel luglio 76 e, per scelta, dal 1977 sono medico di famiglia in Gubbio.

Ma non voglio parlare della mia esperienza più che trentennale di questa mia attività professionale, voglio invece far conoscere quello che è stato il percorso e se volete la mia “conversione” sulle problematiche relative ad: AMBIENTE e SALUTE.

Tra i miei assistiti c’è una ragazza che nell’agosto del 2005 lasciò alla segretaria un biglietto, da darmi quando sarei tornato dalle ferie. In questo biglietto era scritto: “Caro Dottore la informo che il giorno 11 agosto a … c’è un’assemblea con la presenza del Sindaco, sul problema del co-incenerimento dei pneumatici che l’azienda… sta attuando da molti anni. Conto sulla presenza del mio medico di fiducia”.

Queste ultime parole mi hanno scosso molto e mi hanno fatto ripensare al mio atteggiamento di fronte ai problemi ambientali. Mi sono detto: se ci sono dei cittadini preoccupati per un problema che potrebbe danneggiare la loro salute è mio compito professionale interessarmi al caso. Quindi mi sono messo a STUDIARE la problematica, soprattutto per cercare di tranquillizzare, adducendo le ragioni per cui coincenerire i rifiuti e quindi anche gli pneumatici, non era pericoloso per la salute.

In precedenza non avevo mai approfondito questo argomento e superficialmente ero convinto che alle alte temperature le sostanze pericolose (come la Diossina divenuta tristemente “famosa” per l’incidente di Severo) non si formassero ed ero convinto che tutto quello che si “brucia” svanisce, come se le tecnologie attuali avessero surclassato la legge di Lavoisier: “In natura nulla si crea nulla si distrugge: tutto si trasforma”. Invece la documentazione che grazie ad Internet ho potuto acquisire e studiare, mi ha insegnato che la legge di Lavoisier è oltre modo valida e che le attuali tecnologie di filtraggio trattengono le polveri più pesanti (PM10) ma non trattengono le polveri più piccole (PM5-PM2,5) o le ULTRAFINI (PM0,1- PM0,01) che sono poi le più pericolose, perché quando inalate raggiungono le parti più basse del polmone (alveoli), da lì penetrano anche nel sangue e quindi grazie al sistema circolatorio raggiungono altri organi. Non solo ma le polveri contengono: sostanze altamente nocive come Diossine (che si riformano durante il raffreddamento dei fumi), Furani (sostanze diossino-simili), Policlorobifenili, metalli pesanti (Cadmio, Mercurio, Arsenico, Piombo…). In pratica la conversione fu mia. Partecipai all’incontro e feci il mio primo intervento, breve, informando i partecipanti di quello che accade con la combustione in generale ed anche dei pneumatici.

Dopo questa esperienza, naturalmente, ho proseguito la strada intrapresa conoscendo un mondo nuovo che mi ha portato a conoscere ISDE (International Society for Environment) a cui mi sono iscritto. Qui ho avuto una grandissima esperienza, non solo relativa alle conoscenze scientifiche, ma anche di vita. Conoscere il prof Lorenzo Tomatis, essergli stato accanto (anche se per poco tempo purtroppo) è stata una delle esperienze più profonde ed illuminanti della mia vita non solo professionale ma anche umana (consiglio di leggere il suo libro autobiografico “Il fuoriuscito” Sironi editore). Il fondatore e direttore di uno degli istituti di ricerca sul cancro più prestigiosi e autorevoli del mondo (lo IARC di Lione) era una persona semplice, umile e assolutamente incorruttibile che appassionatamente e con evidente tormento, gridava con la foga di cui poteva disporre: “…pensiamo alle generazioni future! Cosa diranno di noi del mondo che abbiamo lasciato loro? ”.

Il 9 dicembre 2006, nella mia città, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, organizzai un convegno nazionale: “Rischio ambientale: invenzione o realtà? tra i relatori c’era anche il prof Tomatis. Mi premurai di inviare oltre 110 lettere personali a tutti i medici della ASL n 1, più numerose mail.

Parteciparono: quattro medici di cui uno di Ascoli Piceno (venuto a conoscenza dell’evento su Internet).

Chi volesse seguire le conferenze di quel evento può ancora farlo ciccando su questo sito: http://video.google.com/videoplay?docid=-1659854698548878888 potrà ascoltare il Prof Tomatis in uno dei suoi ultimi interventi, poichè il 21 settembre del 2007, purtroppo ci ha lasciato. Conservo le mail che ci siamo scambiati come un tesoro inestimabile e spesso il mio pensiero và a lui che definivo scherzosamente, ma non tanto, vista la sua grande umiltà e dedizione, il “San Francesco della scienza”.

Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino in fondo, spero di aver dato l’idea di come si possa cambiare nella vita quando si cerca onestamente dove sta la verità e affidandosi solo a chi NON ha CONFLITTI di INTERESSE. Oggi, purtroppo certi “scienziati” sempre presenti: dai talk show ai Tg e che fanno molta audience, non sono dotati di questa “caratteristica”.

Giovanni Vantaggi referente per l’Umbria Medici per l’Ambiente (www.Isde.it )



Giovanni Vantaggi referente per l’Umbria Medici per l’Ambiente (www.Isde.it)

Inserito mercoledì 3 dicembre 2008


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Commenti

Nome: Angela Tufani
Commento: Bravo Dott.Vantaggi. Non sono molti i medici attenti ai problemi dell'ambiente. Per fortuna sempre di più, ma il problema lo sentiamo da diversi decenni e qualcuno nel proprio piccolo ha tentato e continua a tentare di fare qualcosa mettendo a disposizione le proprie competenze o semplicemente il buon senso. Ma non è bastato e non basterà finché non si arriverà a sensibilizzare seriamente un gran numero di persone che ritenendo l'argomento di vitale importanza per la salute di tutti vorrà dare un contributo concreto per migliorare questo pianeta. Sono fiduciosa.Un esempio per essere fiduciosa? Trenta o più anni fa ero derisa perché non fumavo sigarette e non c'era verso di far capire ai fumatori che erano in errore. Oggi i non fumatori sono più dei fumatori. Certo sono stati necessari tempi lunghi, leggi adeguate, ecc. Oggi la situazione ambientale però è così compromessa che non si può aspettare troppo tempo per migliorarla, ma l'importante è gettare semi.Tantissimi,il più possibile. Cresceranno e diventeranno bellissime piante.

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