09/07/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Non bruciare nei cementifici
Cittadini in Rete denuncia ancora una volta l’irrazionalità della scelta dell’incenerimento sia dal punto di vista sanitario e ambientale, che da quello economico
CITTADINI IN RETE UMBRIA
 
 
 

Nell'ultima riunione periodica dello scorso 13 gennaio Cittadini in Rete , ha incontrato  alcuni cittadini di Gubbio, con i quali ha approfondito la problematica del recupero di materia e di energia nei cementifici, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente di confindustria Umbria  e dell’Aitec (associazione italiana tecnico economica del cemento) al Corriere dell'Umbria riportate negli articoli del 15 e 17 dicembre  2011.

La questione è tornata d'attualità perché sul fronte del raggiungimento del 65%di raccolta differenziata l’Umbria è ancora in grave ritardo, e le AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) sono in scadenza.

L’AIA rilasciata alle cementerie dalla Regione dell’Umbria prevede che i combustibili tradizionali utilizzabili  nelle cementerie per produrre energia sono il metano, il carbone fossile, il coke di petrolio e l’olio combustibile.

Una delle due aziende cementiere dispone inoltre di un'autorizzazione a bruciare  pneumatici fuori uso,(sospeso per decisione della Ditta in conseguenza della forte protesta di un comitato, “comitato per la tutela dell’ambiente della Conca Eugubina” ) “rifiuti delle lavorazioni del legno trattati e non” , “rifiuti da fibra tessile”, rifiuti della lavorazione del tabacco, residui di carbon fossile, residui di coke metallurgico.

 I provvedimenti autorizzativi  consentono tra l'altro il recupero sotto forma di materia prima di “ceneri pesanti da incenerimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati da cdr” mentre non impongono di specificare quali materie di recupero vengono inserite nel cemento prodotto è come se sulle confezioni dei prodotti alimentari non venissero indicati gli ingredienti.

Riguardo alle emissioni in atmosfera dell'azienda, l'autorizzazione asserisce che SO2, NOx, Polveri, inquinanti acidi (HCL e HF) e microinquinanti ( IPA, metalli pesanti e diossine)  risultano ampiamente al di sotto dei limiti di legge.

Tuttavia tra i valori degli inquinanti consultabili giornalmente nel sito dell'ARPA Umbria sono stranamente assenti quelli relativi agli inquinanti acidi,  microinquinanti e alla diossina, quest’ultimo è uno degli inquinanti più pericolosi emessi durante la combustione.

 Il fatto che in  Germania, Olanda e Francia le cementerie siano autorizzate alla combustione dei rifiuti, come afferma l'azienda cementiera , non è certo sufficiente  a giustificare la bontà di tale pratica.

Cittadini in Rete denuncia ancora una volta l’irrazionalità della scelta dell’incenerimento sia dal punto di vista sanitario e ambientale, come testimoniano i recenti interventi dei medici di Isde riportati nel sito , che da quello economico, considerato che il bilancio energetico risultante dalla combustione dei rifiuti è nettamente sfavorevole rispetto a quello derivante dal recupero di materia.


Cittadini in rete torna a chiedere ai rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni di tutelare gli interessi pubblici

-         assumendo il principio di precauzione che impone di non effettuare interventi per cui esistono sempre più numerosi studi scientifici che evidenziano gravi conseguenze sulla salute delle persone,

-         perseguendo il raggiungimento dei massimi livelli di raccolta differenziata con strumenti di reale partecipazione come accade nelle esperienze dei comuni più virtuosi

-         aggiornando il piano regionale dei rifiuti alla luce delle più recenti normative nazionali ed europee ed alle indicazioni contenute nell’ottavo rapporto 2011 dell’Agenzia Europea per l’ambiente “ Reddito, occupazione e innovazione: il ruolo del riciclo in un’economia verde



Cittadini in rete

Inserito giovedì 19 gennaio 2012


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