22/03/2019
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F-35: Di Paola tenta il colpo di mano
L'Ammiraglio-Ministrotecnico sta tentando di bloccare la discussione in Parlamento

Ormai è chiaro. I militari che oggi sono direttamente al governo non solo nella Corea del Nord, in Egitto, in Birmania,... ma anche in Italia non vogliono discussioni. Sono arrabbiati perché non hanno in bilancio tutti i soldi che vorrebbero e non riescono a sopportare che ci sia qualcuno diverso da loro che decida come debbano essere spesi. Per questo, ieri mattina, in Commissione Difesa, hanno invitato i senatori ad occuparsi d'altro fino a che lo Stato Maggiore della Difesa non avrà elaborato la sua proposta. Come a dire: ridefinire il modello di difesa è compito nostro. A voi spetterà solo di dire si o no.

Del resto lo aveva già detto chiaro e tondo domenica scorsa su Rai 3 il nostro Ammiraglio-Ministrotecnico Giampaolo Di Paola: "Stiamo conducendo la revisione di tutti i programmi incluso l'F-35, ma non solo l'F-35. Fra due, tre settimane avrò degli elementi più pertinenti che mi vengono anche dalla parte tecnica che mi permetteranno di proporre innanzitutto prima agli organi competenti, quindi al Governo e alla Presidenza della Repubblica quando ci sarà il Consiglio Supremo di Difesa che sono gli organi competenti ad ascoltare prima da me quelle che sono le mie valutazioni e proposte. Ci sono delle istituzioni che vanno rispettate  io in questo quadro mi muovo."

Tra le istituzioni da rispettare l'Ammiraglio-Ministrotecnico Di Paola si è dimenticato non a caso il Parlamento. E di seguito: gli italiani.

Il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta presenterà il 26 gennaio i primi dettagli del bilancio della difesa 2013. Il bilancio completo del Pentagono sarà presentato il 6 febbraio. Conosceremo le decisioni di Obama anche sugli F-35.

L'8 febbraio si riunisce a Roma il Consiglio supremo di Difesa dove Di Paola intende ottenere il via libera per il programma F-35.

E' bene che il Parlamento e il Paese si facciano sentire. Chi tace acconsente?

PS. Ringraziamo tutti i parlamentari che si stanno dando da fare. Non sono ancora molti ma cresceranno.

Perugia, 19 gennaio 2012

Flavio Lotti
Coordinatore Nazionale della



Tavola della pace

Inserito giovedì 19 gennaio 2012


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