21/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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I cassonetti tra i rifiuti
Quasi la metà dei nostri rifiuti non viene buttata in discarica. Non è poco. Ma dovrebbero anche dirci se possiamo fare a meno degli inceneritori, se no tutto questo sforzo che senso avrebbe?

Non è stata una gran scoperta, ma è sempre meglio andarci a guardare. E' così che una ricerca sociologica sulla raccolta differenziata dei rifiuti promossa dal comune di Perugia ha dimostrato che l'86 per cento dei cittadini ritiene che "il nuovo è migliore del vecchio". Non sembra una grande scoperta ma, insomma, quando si parla della rivoluzione operata in molte frazioni e anche nel centro storico è meglio non dar mai nulla per scontato. Le vecchie abitudini sono spesso dure a morire. Giusto, appunto, chiedere. Così, alla domanda "quali sono i vantaggi della raccolta differenziata?" la stragrande maggioranza dei cittadini ha risposto che permette in poco tempo di aumentare la percentuale di raccolta differenziata. Perfetto.
In realtà, anche se non sembra, queste indagini porta a porta sono più utili di quanto si possa immaginare. Per esempio a scoprire che differenziare è meglio che non differenziare e che non sarebbe male se a questa virtù se ne aggiungesse un'altra. Il risparmio nelle bollette. Qui il discorso diventa un po' più complicato perché a Palazzo dei Priori si sono impegnati a raggiungere questo obiettivo in un imprecisato futuro, ma non subito. Per ora, al contrario, le bollette aumentano. Il perché ci debba essere questo aumento non è chiaro. La raccolta differenziata se fatta porta a porta e cioè, come si dice in gergo, in modo spinto o anche in cassonetti dedicati per i condomini o per le case sparse, è più efficace ma anche più costosa. Questo si può capire, ma sino a un certo punto. Differenziare è più complicato, però consente alla fine di conferire meno rifiuti in discarica, e questo fa diminuire le spese. Poi ci sono i materiali che possono essere riciclati e rivenduti alle ditte specializzate. Insomma, i rifiuti e cioè la carta, l'alluminio, il vetro, la plastica e persino la parte umida rendono, hanno un valore di mercato. E questa è un'altra entrata per l'azienda che a Perugia, come tutti sanno, si chiama Gesenu. Allora, perché i costi aumentano con la raccolta differenziata spinta? Mistero. Magari sarà anche vero, solo che non ce lo spiegano. Ci dicono soltanto che i cittadini sono favorevoli alla raccolta differenziata e che sono altrettanto favorevoli, in verità, anche a spendere un po' di meno. Produrre meno rifiuti per le discariche e risparmiare qualcosa sui costi, è questo ciò che si spera ogni sera depositando fuori dalla porta di casa i nostri sacchetti colorati. Poi, certo, c'è il vantaggio ecologico, il rispetto per l'ambiente, la nostra responsabilità di cittadini.
Quando si fa un giretto per il centro storico, che di notte diventa una specie di terra di nessuno, tutti quei sacchetti davanti ai portoni non fanno, si dice, una bella figura, però sono, per una via, come una luce, il segno della presenza delle famiglie e di una vitalità che resiste. In fondo, anche il valore del senso civico  di un posto si può capire osservando semplicemente il modo di fare la raccolta differenziata. In centro, pur con tutti i problemi di integrazione di tanti abitanti non stabili, questo valore non è trascurabile. Dunque, la città sta facendo la propria parte e per ora siamo al 47 per cento. Quasi la metà dei nostri rifiuti non viene buttata in discarica. Non è poco. Magari dovrebbero darci anche qualche dato in più per ciò che riguarda la destinazione dei rifiuti riciclati e completare così il quadro. Così, tanto per essere sicuri che l'impegno di così tante famiglie non sia, in qualche caso, vanificato da, diciamo, disfunzioni organizzative. E poi dovrebbero anche dirci se possiamo fare a meno degli inceneritori, se no tutto questo sforzo che senso avrebbe? Un inceneritore, in una regione piccola come 'Umbria, solo per bruciare il residuo indifferenziato? Via, non ci crederebbe nessuno, anche se dovessero chiamarlo, con un po' di ipocrisia, termovalorizzatore. 
                                                                                                                                                                              renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 28 gennaio 2012)



Renzo Massarelli

Inserito mercoledì 1 febbraio 2012


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Commenti

Nome: Paolo
Commento: Condivido in pieno l'articolo. Io ad esempio che produco pochissimo residuo secco (due,tre bustine al mese) e faccio il compostaggio domestico, non capisco perchè devo pagare la TIA come chi differenzia molto meno di me. Mistero....!!!

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