22/03/2019
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La disuguaglianza
Editoriale della rivista "La salute umana" n. 233-234

Centro Sperimentale Educazione Sanitaria, Università di Perugia

LA SALUTE UMANA  2011 233- 234 Dossier Disuguaglianze

Editoriale

Le disuguaglianze si cumulano e fanno sistema. Sia che si tratti di  disuguaglianze economiche, che del quadro scolastico, o di quello abitativo, o dello stato di salute. Si tratta sempre di situazioni che si influenzano fra loro e si legano, a cascata.

Una particolare disuguaglianza oggi si presenta anche nel livello comunicativo- informativo tra generazioni,

Che cosa accade alla comunicazione tra i  giovani “nativi digitali” e le generazioni che hanno avuto accesso alle nuove tecnologie in una età in cui la loro formazione era già maturata, acquisita, evoluta? Tra genitori e figli, ma anche tra allievi e docenti. “ci dovreste aiutare a capire questi ragazzi” ci chiesero insegnanti di scuola media con i quali si discuteva di “Scuola produttrice di salute”.

Si riferivano a osservazioni di comportamento, di difficoltà di concentrazione, di attenzione. Come nella scuola materna si riferivano a iperattività, già alcuni anni fa.

Non è difficile comprendere come le condizioni di vita, salario, abitazione, urbanizzazione, isolamento costituiscano una catena che può influire sull’equilibrio di salute.

Più complesso è comprendere se e come un nuovo modo di apprendere possa influire sul modo di pensare e agire, sulla percezione del mondo fisico e, quindi ,sui processi formativi. Le nuove tecnologie digitali di comunicazione ampliano i rapporti vale a dire la comunicazione con soggetti anche lontani. Favorisce la comunicazione o influisce sull’isolamento, una specie di isolamento sociale di comunicazione?

La grande evoluzione è avvenuta nella prima parte degli anni novanta, le ricerche sugli effetti nei “nativi digitali “sono ancora in fase di analisi (*). Le ricerche sono recenti, gli effetti si possono solo ipotizzare o intravedere.

L’approccio “promozione della salute” ci induce ad aprire questo capitolo, non si tratta, infatti, di discutere o individuare ”fattori di rischio” ma di esplorare eventi che possono in qualche modo presentare  influenze sul sistema dei processi mentali legati al benessere e dei processi di comunicazione. Problemi che coinvolgono la scuola e gli insegnanti, ma anche la famiglia, che impegnano insegnanti e genitori, che non sono nativi digitali, ma piuttosto “immigrati digitali”.Ci troviamo di fronte a una forma di disuguaglianza che non solo impone una particolare forma di comprensione, ma anche, probabilmente, compiti nuovi nei processi di educazione, per promuovere benessere ed evitare malessere.

La questione è complessa, ma la complessità non giustifica immobilismo. La promozione della salute va oltre la ricerca del rischio, si esprime sulle modalità di sviluppo di condizioni positive, senza rinunciare alle conquiste  dello sviluppo, in questo caso  tecnologico. Se< si dimostrerà che l’effetto è sulla qualità dello sviluppo cerebrale, non dobbiamo dimenticare che il cervello è un organo le cui strutture e qualità si sono costruite nel lunghissimo percorso della specie e mantiene sue qualità di base senza dubbio solide, in queste si articolano queste e future proposte delle scienza e della vita.


*Ferri Paolo. 2011 -Nativi digitali. Saggi Bruno Mondatori, Milano-Torino .



Maria Antonia Modolo

Inserito lunedì 6 febbraio 2012


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Commenti

Nome: Angela
Commento: Per affrontare questi rapidi mutamenti gli insegnanti dovrebbero aggiornarsi, ma non esiste per loro alcun obbligo, tutto è affidato alla sensibilità personale e la maggior parte lavorano ancora come hanno appreso dai propri insegnanti

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