14/11/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Perugia in televisione
C'è qualcuno che sappia portare in Tv il volto nuovo di una città che vuole cambiare? E' questo il momento, prima che sia troppo tardi.


                                                          

Peggio che ai tempi della tragedia Meredith. Perugia torna di nuovo sotto i riflettori della televisione portandosi dietro la sua maledizione, che è il mondo della droga, e i vizi pubblici e privati che da più di un decennio la toccano in modo così pesante.
Questa volta non si può riproporre la stessa filosofia, quando si disse che l'intreccio che portò in via della Pergola tre giovani di tre diversi continenti non toccava la città e che quella vicenda orribile poteva capitare in qualsiasi altra parte. Le cose non stavano affatto così. Da quella storia la città poteva uscire facendo i conti sino in fondo con i suoi problemi. Non l'ha fatto. Colpa della stampa, si disse, e delle sue esagerazioni, Perugia non è Ibiza e gli stessi morti per droga non sono, alla fin fine, neanche di questa città. Vengono, consumano e se ne vanno, che c'entra Perugia?
Così la memoria della povera ragazza inglese è stata rimossa da un po' tutti. La città austera, alta sui colli dell'Umbria s'è scrollata di dosso i clamori dei media, le amenità interessate di troppi avvocati difensori, il chiacchiericcio dei talk show. E' come se la sentenza di appello non avesse assolto soltanto due ragazzi ma le responsabilità collettive di tutta una comunità, ridimensionato le lamentele dei soliti quattro predicatori di sventure, cambiato gli scenari. In realtà lo spettacolo non sempre può ricominciare come se nulla fosse.
Questa volta, dunque, la televisione non è arrivata spinta da un fatto di cronaca. Il risultato è stato, per chi ha seguito la trasmissione su La7, assolutamente sconvolgente. Lo sanno tutti da tempo che a Perugia si muore per overdose come in nessun'altra parte d'Italia e che gli spacciatori si possono vedere agli angoli delle piazze, appena scende la sera, ma un conto è guardarli appoggiati ad un muro e con il telefonino in mano e un altro scappare davanti alle telecamere delle forze dell'ordine per i vicoli oscuri del centro storico. O vedere il corpo di una donna trascinato dentro una bara dopo una dose combinata in modo sbagliato. Improvvisamente, è stato come guardare una città che non conoscevamo, con i suoi bassi levantini, come fossero un pezzo della Medina di Tunisi. E' qui, davvero, che abitiamo anche noi? E lasciamo perdere l'immagine che ancora una volta Perugia ha lasciato di sé di fronte a tutto il paese. Un disastro dalle conseguenze molto gravi.
Sullo stesso sito della trasmissione di Gianluigi Nuzzi sono comparsi centinaia di interventi, di giovani, perlopiù. In quei pensieri c'è davvero di tutto e, soprattutto, la grande confusione nella quale continua a muoversi la città. Da questa confusione rischiamo di non uscire mai. Abbiamo una comunità divisa, incartata dentro mille recriminazioni, preoccupata di salvare i propri piccoli interessi o rassegnata al peggio, un centro storico senza respiro sociale e capacità di reazione e interi quartieri di quella Perugia cresciuta negli ultimi decenni corrosi da una criminalità che si sente padrona, come a casa propria, una generazione, quella dei giovani, che non conta nulla se non quando consuma. Chi ci pensa a queste cose, il comitato provinciale per la sicurezza al quale abbiamo delegato ogni problema? E ora che facciamo, chiamiamo l'esercito? ci costituiamo parte civile contro quattro spacciatori? ma via. C'è bisogno di una forza collettiva, di una voce che rappresenti una città unita e che proponga un cambiamento, un forte movimento della società civile, se c'è. Le vecchie classi dirigenti, i politici dalla carriere programmate, generazione dopo generazione, non ce la possono fare. Sono tutti improvvisamente invecchiati, quale che sia la loro data di nascita. C'è qualcuno che sappia portare in Tv il volto nuovo di una città che vuole cambiare? E' questo il momento, prima che sia troppo tardi.
                                                                                                                                                                                                      renzo.massarelli@alice.it
(per Il Corriere dell'Umbria sabato 11 febbraio 2012)  



Renzo Massarelli

Inserito martedì 14 febbraio 2012


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