18/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Lo stato siamo noi
(ma chi comanda qui?)

 

La Provincia di Perugia ha  avviato nel 2010  il progetto Leg@I.Menteil cui scopo è quello di promuovere nel nostro territorio una esperienza di educazione alla legalità, valore guida nella crescita dei giovani. In questo mese si sta proiettando e commentando  in alcune sale scolastiche il film “I cento passi”.

Nella   Sala Sant'Anna  l'evento è stato voluto dal comitato dei genitori della scuola media “Bernardino di Betto” di Perugia. Era presente l'assessore alle attività culturali Donatella Porzi. Sono intervenuti Salvo Vitale ed  il Dott. Fausto Cardella.  I nostri piccoli giovani guardavano assorti, silenziosi.

Salvo Vitale ha detto cose semplici rivolte ai ragazzi, ha un linguaggio facile,chiaro e perfettamente udibile anche dagli adulti. Ha sottolineato la scelta di Peppino quando dichiara la sua decisione di candidarsi perchè, dice, riferendosi ai mafiosi, “li marco stretti li costringo a rispettare le leggi”.

Egli fa un forte richiamo alla legalità e sollecita le coscienze a cercarla, a volerla, ad esigerla,  anche nelle condizioni più precarie perchè essa è veramente l'unico ed ultimo baluardo che abbiamo.

Una bambina ha chiesto: ma che cos'è la mafia?

Vitale ha definito la mafia una “organizzazione che ha come mezzo il delitto e come fine il denaro”.

Ha però aggiunto una domanda: quando finisce la mafia? Così ha ricordato Falcone il quale la descriveva come fenomeno umano. Ogni fenomeno ha un inizio ed una fine. La mafia inizia 150 anni fa e non è ancora finita. Perchè? Non sarà che la relazione tra mafia e politica  rendono questo   “fenomeno”non solo più forte ma nuovo e dunque rinnovato? Salvo Vitale ha ribadito che mafia è una realtà troppo vicina a noi più di quanto si immagini. A Perugia sappiamo bene questo, non si può non ricordare che a Ponte San Giovanni i casalesi possedevano 300 appartamenti in costruzione due alberghi come il Domo e il Giardino e quattro terreni (www.narcomafie.it)

 Il Procuratore della Repubblica di Terni  il Dott. Fausto Cardella,  il quale fu magistrato ed uditore giudiziario a Palermo negli anni del delitto Impastato,è intervenuto, ci racconta che  primi rudimenti investigativi  riguardo ai fatti di mafia che aprivano piste ad indagini erano una sola domanda : chi comanda qui? (niente si fa senza che il capo lo sappia!) Questo quesito aprì le inchieste su Peppino e le apri anche sull'uccisione del giudice  Giovanni Falcone.

Chi comanda qui? Se nei nostri comuni, nelle nostre frazioni non comanda lo stato, noi, chi comanda? Se i nostri governi si avvicendano corrotti ed indagati....chi comanda?

Il MoVimento5stelle si augura che iniziative come queste  siano più frequenti, che  le autorità comunali si impegnino. La cittadinanza deve poter riconoscere i fenomeni che ci stanno intorno per poter denunciare. Il cittadino ha bisogno di vedere che lo stato c'è, è presente, può agire. Chi tacerà  sarà ugualmente delittuoso, ugualmente mafioso.

 



MoVimento 5 Stelle Perugia

Inserito lunedì 27 febbraio 2012


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