23/02/2020
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Caso Gubbio: perché tenere in carcere gli indagati?
Perché queste misure così dure se si hanno già le prove dei reati per i quali sono stati arrestati? troppe cose non ci convincono


La decisione del Tribunale del Riesame di non scarcerare gli arrestati del caso Gubbio (Goracci, Panfili, Ercoli, Cappannelli) è, a mio e nostro avviso, la dimostrazione che è difficile avere fiducia nella magistratura anche se ovviamente questa deve fare il suo corso.
Infatti i provvedimenti presi nei confronti delle persone arrestate o ai domiciliari sono sicuramente spropositate rispetto alle accuse a cominciare dalla prima misura adottata di non consultazione con gli avvocati.
Perché queste misure così dure se si hanno già le prove dei reati per i quali sono stati arrestati?
Perché tenere in carcere persone che hanno mogli, figli ed affetti con l'accusa di aver creato un sistema di potere quando oggi al potere non ci sono più ed i "reati" sono del passato?
La nostra riflessione e di tutti i cittadini va immediatamente ai tanti sistemi di potere creati nelle istituzioni di tutta la nostra regione su cui la magistratura non sembra abbia particolare interesse ad indagare e quindi la domanda sorge legittima: perché Gubbio, dove per altro il sistema di potere non ha creato nessun arricchimento individuale o di gruppo motivazione per la quale normalmente si costituisce il sistema?
Quale compromissione del reato può commettere chi è stato accusato di violenza sessuale?
Come farebbe ad inquinare le prove?
Quali interessi particolari si sarebbero ottenuti nell'approvare un Prg votato da tutti (tranne uno) i consiglieri comunali compresa l'opposizione di centrosinistra e di centrodestra?
Il problema vero è che i 10 anni di buon governo della città di Gubbio (come i consensi elettorali relativi al Prc in tutti i tipi di elezione dimostrano) sono stati un'anomalia, in contrasto con le coalizioni di governo regionale, che va non solo eliminata ma anche rimossa politicamente e culturalmente e che c'è di meglio di un'azione della magistratura con una campagna mediatica di criminalizzazione politica ed ovviamente personale.
Il cerchio si chiudi ed in tanti sono felici: poteri forti ed a Gubbio non mancano; il Pd che è stato sconfitto elettoralmente ben 2 volte; il Prc regionale e qualche appendice locale che così consuma le sue vendette contro i disobbedienti eugubini confidando (dimenticandosi la propria storia) totalmente nella magistratura e dichiarando di costituirsi parte civile prima del processo; la stampa che ha creato mostri che fanno vendere e suscitano dibattito ed attenzione, gli anticomunisti vari che vedono così eliminata qualsiasi diversità ed alternativa.
Insomma troppe cose non ci convincono e non è solo per solidarietà umana e politica che vogliamo che gli inquisiti siano giudicati da uomini liberi, ma in tanti, ma tanti, riteniamo che su Gubbio si sia montato un bel caso politico e abbiamo anche la memoria che a Capanne si può anche morire come è successo ad Aldo Bianzino.

 Il portavoce regionale di Sinistra Critica
 



Luigino Ciotti

Inserito domenica 4 marzo 2012


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