03/04/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Sulla tariffa dell'acqua si continua a caricare la remunerazione del capitale investito
Gli Ati dell'Umbria approvano la tariffa 2012, in base al piano d'ambito, senza escludere la remunerazione del capitale investito

I referendum dello scorso 12 e 13 giugno in questa regione continuano ad essere ignorati, così come vengono ignorate le numerose contestazioni delle fatture dell'acqua e le autoriduzioni di pagamento. Infatti già da novembre sono partiti i pagamenti ridotti del servizio idrico del 14,35 %, tale è il calcolo di remunerazione del capitale investito che incide sulla tariffa applicata da Umbra Acque.

Sempre più cittadini stanno aderendo alla campagna di obbedienza civile!

Infatti, come affermano Giuristi Costituzionalisti, il Referendum è immediatamente applicabile, dichiarato dalla Corte Costituzionale e da un Decreto del Presidente della Repubblica e, per questo, i contratti si debbono adeguare immediatamente ad esso, è per questo che né l'Assemblea dei Sindaci, né Umbra Acque obbediscono alla legge, mentre lo fanno i singoli cittadini che si autoriducono la bolletta.
Anche per il 2012 quindi ci stiamo preparando a pagare la giusta tariffa dell'acqua, viste le recenti delibere delle Assemblee dei Sindaci, ad esempio, dell’Ati 1 e 2 che aumentano la tariffa oltre quella prevista come massima consentita dal piano d’ambito nonostante sia palese l’inefficienza del servizio e il mancato rispetto del piano degli investimenti.
Nel frattempo Umbra Acque continua a battere cassa per aumentare i profitti e coprire i costi della già dichiarata cattiva gestione, infatti l’Assemblea dei Sindaci delibera sui pozzi privati, imponendo l’installazione del contatore a carico dell’utente, la quota fissa e i canoni di depurazione e fognatura sui prelievi dal pozzo, anche se i privati utilizzano l’acqua per l’irrigazione!
L’Ati 3 prosegue con il nuovo piano tariffario (che ancora, nonostante le richieste, non è stato reso noto) comprensivo degli interessi per la bancabilità per accedere al project financing e consegnare definitivamente il servizio idrico nelle mani delle banche, e aumenta la tariffa di un ulteriore 6,55%.
Ben più originale è l’Ati 4 che, pur riconoscendo ufficialmente la validità dei referendum, mantiene inalterata la tariffa già prevista dal Piano d'Ambito. E oltre il danno (l'aumento varia dal 6,22 all'8% e oltre) la beffa, perché finge di azzerare la remunerazione del capitale investito (o si sono sbagliati a fare il conto?). E impugnano la sentenza del Tar Umbria che dichiarava illegittime le voci in tariffa relative ai mutui e agli interessi accesi per ripianare le perdite degli anni precedenti così che si perde ancora tempo in attesa della decisione del Consiglio di Stato.



Il Comitato Umbro Acqua Pubblica

Inserito martedì 6 marzo 2012


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