10/04/2020
direttore Renzo Zuccherini

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La pena di morte per gli omosessuali non è una cosa grave
Il Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia convoca una Conferenza stampa


LA PENA DI MORTE PER GLI OMOSESSUALI IN FONDO NON E' UN FATTO GRAVE.

Conocazione Conferenza Stampa


Il 10 dicembre 2008 ricorrerà il sessantesimo anniversario della Dichiarazione internazionale dei Diritti dell'Uomo. Un documento di fondamentale importanza non solo dal punto di vista morale ma anche politico e umano. Per l'occasione il delegato francese presso le Nazioni unite ha presentato a nome dell'Unione europea un testo mirante a depenalizzare l'omosessualità in tutti i Paesi del mondo. Un documento non sterile, non simbolico, non superfluo se si considera che ancora oggi la pena capitale per il cosiddetto reato di omosessualità è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, scatta in India, Pakistan, Birmania, Guyana , Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados. E non è tutto, visto che in molti altri Paesi sono previste condanne ad anni di carcere e anche ai lavori forzati.

Il bisogno che la Comunità internazionale si esprima per il bene di tutti – non solo di gay, lesbiche e trans – contro uno status quo francamente ripugnante, pare evidente.

Il Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia

convoca una

CONFERENZA STAMPA


presso la propria sede

via della Pallotta 42

Sabato 6 dicembre 2008 – ore 10.

Con l'occasione vogliamo:

presentare lo stato delle cose in Italia e nel mondo;

fornire alla stampa e alle Associazioni impegnate nella difesa dei diritti dell'uomo il testo integrale, tradotto in Italiano, della proposta europea per una dichiarazione Onu che condanni formalmente le discriminazioni contro le persone omosessuali;

fornire alla stampa informazioni di prima mano provenienti da fonti attendibili e certificate;

proporre ai media locali materiale fotografico ed audiovisivo esplicito capace di dare alla questione la forza che deve avere;
lanciare una raccolta di firme per il sostegno dell'iniziativa francese presso l'Onu
Infatti c'è ancora qualcuno che riesce a prendere le distanze dalla difesa universale della vita.

La Chiesa cattolica nella persona del monsignor Celestino Migliore, rappresentante della Santa Sede proprio presso le Nazioni unite, ha alzato la voce precisando che “con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette contro la discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.


Le discriminazioni, secondo il Vaticano, non le subiscono le persone torturate e impiccate ma i Paesi che eventualmente non volessero adeguarsi al nuovo standard in materia di Diritti umani. “Per esempio gli Stati che non riconoscano l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' – ha precisato monsignor Migliore - verranno mesi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. Quindi le persone con un orientamento sessuale alternativo a quello più frequente si diano pace: tocca essere condannati all'ergastolo o anche a morte pur di non importunare il Palazzo e il Vaticano.

Fa specie che l'enorme maggioranza dei Paesi che considerano reato l'omosessualità siano rigidamente islamici e frequentemente cristianofobici, infatti spesso proprio su quelle terre le persone cristiane subiscano persecuzioni e anche la morte. Ma quando si tratta di discriminare la “pericolosa minoranza omosessuale”, il Vaticano sa scendere a patti con tutti. Eventualmente anche col diavolo.

Il circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia esprime il massimo dello sdegno nei confronti di una Chiesa cieca e sorda davanti alle istanze di ogni figlio dell'Uomo. Una Chiesa che non include, che non accoglie, che non guarda i propri fratelli negli occhi. Contemporaneamente il Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia condanna con forza ogni regime in cui la libertà delle persone sia sottoposta a costrizioni e violenze. Pensiamo in particolare ai Paesi con leggi omofoboche ma anche a quelli nei quali qualunque altra minoranza – anche quella cristiana - sia costretta ad abbassare la testa e versare il proprio sangue sull'altare di una giustizia del tutto discutibile. Per tutti questi motivi il Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia sostiene il relatore francese che a nome dell'Unione europea il prossimo 10 dicembre presenterà alle Nazioni unite il documento di estensione dei Diritti umani e lo esorta, insieme a tutti i Paesi firmatari, ad andare in fondo a questa battaglia per il rispetto della vita delle persone. Sia che la si consideri dono di Dio, sia che la si consideri frutto dell'amore degli esseri umani.


Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos

Perugia




Roberto Mauri

Inserito giovedì 4 dicembre 2008


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