21/07/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Le città intelligenti
Affinché questa storia delle città intelligenti non diventi alla fine una moda molto utile a nascondere le pigrizie del passato e a strappare semplicemente fondi comunitari, ci sarà bisogno di una qualche coerenza nel modo di amministrare le nostre città

  
Terni e Narni hanno deciso di diventare una sola città intelligente (smart city), di provarci almeno, mettendo le mani a un nuovo modello di sviluppo in quella straordinaria culla della grande industria del Novecento che è la conca dove scorre il Nera, da Papigno a Nera Montoro, e una strada consolare come la Flaminia. Le città intelligenti vanno oggi molto di moda anche se le città sono sempre state, nel corso dei secoli, intelligenti a loro modo e per quanto  possibile. Sapevano, per dire, affrontare i terremoti, orientare le case verso il sole e progettare finestre grandi quanto bastava a non disperdere il calore, e poi erano intelligenti dal punto di vista sociale e accoglievano i pellegrini e i malati costruendo gli ospedali appena dopo le porte delle vie d'accesso. Le città sono sempre state, a loro modo, centri di creazione di benessere e di sicurezza rispetto alla campagna e ai piccoli borghi sparsi nel territorio e poi anche luoghi dei conflitti e del disagio sociale, soprattutto, nei tempi più recenti, nelle grandi periferie delle metropoli.
Terni e Narni si sono guardate con ostilità per un sacco di tempo nel corso della loro storia. Narni stava alta su quella gola che apre le porte alla campagna romana mentre Terni restava esposta e così poco difendibile, in basso, tra le nebbie del fiume. Il possesso di una rocca come Collescipoli è stata spesso motivo di contese che si concludevano, quasi sempre, con la vittoria di Narni. Spettava poi al Papa intervenire a favore dei diritti ternani su quel comune così vicino e, con questo, ristabilire la pace.
Dunque, a Terni e a Narni i due sindaci hanno firmato un patto per lavorare insieme e progettare nuove possibilità di sviluppo proprio lì, in quel posto dove l'industria siderurgica e chimica ha regalato lavoro e sviluppo economico ma anche conseguenze ambientali non proprio sostenibili, almeno per un intero secolo. L'iniziativa dei due sindaci potrebbe aprire la strada a nuovi rapporti tra le città e aiutarci a ragionare in modo nuovo sull'identità dell'Umbria, a pensarla non più come una regione dove ogni città va per conto proprio ma, al contrario, per territori all'interno di un sistema di reti che si parlano e interagiscono.
Se tutto, ormai, è intelligente, grazie anche agli allettanti fondi concessi dalla comunità europea, anche la candidatura di Perugia e Assisi a capitali della cultura può camminare verso questa direzione, quale che sia l'esito di questa difficile contesa tra le più belle città italiane. Perugia e Assisi non sono soltanto due centri storici di valore internazionale ma due territori che quasi si toccano in cima alla valle umbra e a quel vasto comprensorio tra Torgiano, Deruta e Corciano che in questi ultimi decenni ha conosciuto uno sviluppo così poco virtuoso in termini di sostenibilità e rispetto dell'ambiente. A nord, poi, c' è Umbertide, la Fratta perugina, con esperienze produttive di grande modernità.
Terni e Narni sono ormai, dal punto di vista urbanistico, già quasi una sola città, basta guardarle dall'alto dei colli amerini, scendendo lungo il raccordo da Orte. Tra le grandi fabbriche è nata, nel mezzo della conca, a Maratta, una fitta rete di piccola industria e artigianato. Una rete intelligente? oggi non proprio, ma è ciò che si dovrà fare domani.
Affinché questa storia delle città intelligenti non diventi alla fine una moda molto utile a nascondere le pigrizie del passato e a strappare semplicemente fondi comunitari, ci sarà bisogno di una qualche coerenza nel modo di amministrare le nostre città. Terni, per dire, non brilla nella raccolta differenziata dei rifiuti, partita, tra l'altro, piuttosto tardi. Problema secondario rispetto agli avveniristici progetti di risparmio nella distribuzione di energia elettrica per le nostre città intelligenti del futuro? Forse si, forse no.
                                                                                                                                                                                         renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 7 aprile 2012)



Renzo Massarelli

Inserito mercoledì 11 aprile 2012


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