19/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Kurdistan: la fotografia di un popolo
Racconto fotografico di tradizioni e vita

“Dare voce a chi non ha voce”, è questo l’obiettivo principale della mostra, far conoscere l’oppressione di un popolo che spesso in Europa viene taciuta, ma anche le tradizioni, le danze, le usanze più vive che mirano ad essere cancellate.
Entrando e passeggiando nell’ampia sala dell’ex chiesa di S. Maria della Misericordia, in via Oberdan, si percepiscono i suoni, gli odori, il contatto umano, le voci, i sussulti di protesta.
Si mostrano frammenti eterogenei di spazi e di tempi diversi, volti tutti a promuovere la stessa causa: il riconoscimento della propria identità negata.
Entrando si legge la dedica dell’artista a Dino Frisullo, giornalista e attivista dei diritti umani che si è battuto con assoluta determinazione ed onestà intellettuale per l’autodeterminazione del popolo curdo.
Seduta all’ingresso vedo l’autrice della mostra, Donatella Perfetti e le chiedo di parlarmi un po’ questa esperienza in Kurdistan.
Molto disponibile alla conversazione mi racconta:
“Ci vado quasi tutti gli anni nel periodo di Marzo, in occasione del Newroz (il capodanno curdo).
Questo è un periodo di grande tensione, in quanto dal punto di vista politico, per i curdi, ha assunto l’importanza di festa nazionale e di giornata di rivendicazione dei propri diritti politici, linguistici e culturali.
Lì ho assistito e sono testimone della repressione che ogni giorno questo popolo è costretto a subire.
Una delle peggiori esperienze che ho vissuto è stata quando la polizia, in occasione di questo festeggiamento ha cominciato a lanciare lacrimogeni sulle persone, ed io, che per di più soffro d’asma, sono stata colta da un forte malore.
Altre volte sono stata fermata dalla polizia e perquisita, una di queste è stato necessario l’intervento dell’ambasciata.
Quello che mostro con le mie foto è niente di più di quello che ho visto.
Un popolo cordiale, disponibile, che ama il contatto e cerca visibilità e comunicazione. Sono socievoli di natura ma resi diffidenti da secoli di repressione ”.
La mostra rimarrà aperta fino a domenica 15 Aprile 2012. Orario di apertura: 10.30-12.30/15.00-19.00, ingresso gratuito.
Se ci andate, lasciate un commento nel libro posto sul tavolo all’uscita: un piccolo gesto di apprezzamento verso l’impegno di raccontare alcune sfaccettature dei un popolo dimenticato.



Maria Luisa De Filippo

Inserito lunedì 16 aprile 2012


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