19/09/2019
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Crescita! Crescita! Crescita!
crescita culturale per formare politici capaci di scelte più consapevoli e lungimiranti

Ancora oggi qualche politico –più o meno eletto- inneggia allegramente alla crescita economica, come se fosse l’unica salvezza possibile dell’umanità. Sembra che questi non tengano nella dovuta considerazione altre forme di crescita di cui, ironia della sorte, c’è invece una certa abbondanza: crescita demografica, deforestazione, temperatura globale, fame e povertà, conflitti armati, genocidi, ondate migratorie, estinzioni di massa. Sono tutte questioni che prima o poi ci toccheranno da vicino e che sarebbe utile trattare nelle scuole in modo approfondito, onde formare politici capaci di scelte più consapevoli e lungimiranti. Ecco alcuni esempi di “crescita” presi da wikipedia:

Popolazione mondiale: Si stima che al 31 ottobre 2011 la popolazione mondiale abbia raggiunto la soglia di sette miliardi di abitanti. La popolazione mondiale è stata interessata da una crescita esponenziale sin dalla fine del XIV secolo. Superata la soglia dei 7 miliardi alla fine del 2011, l'Onu stima che nell'anno 2040 sul nostro pianeta ci saranno circa 9 miliardi di abitanti.

Fame e povertà: Secondo l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, "850 milioni di persone nel mondo erano denutrite fra il 1999 e il 2005" ed il numero è in continuo aumento. Nell'anno 2000 le Nazioni Unite si sono impegnate a ridurre la povertà della metà entro l'anno 2015. Ma sembra sempre più difficile che si arrivi a raggiungere questo obiettivo. In effetti, la fame nel mondo sembra, soprattutto in alcune regioni africane, tendere all'aumento.

Mancanza di acqua potabile: Il fabbisogno minimo biologico pro-capite per la sopravvivenza umana è di 5 litri d'acqua nelle 24 ore anche se per poter parlare di condizioni accettabili di vita occorrono non meno di 50 litri d'acqua al giorno. Attualmente un abitante della terra su cinque non ha acqua potabile a sufficienza: Oltre 1 miliardo di persone beve acqua "non sicura"; 3,4 milioni di persone ogni anno (5 mila bambini al giorno) muoiono a causa di malattie trasmesse dall'acqua.

Deforestazione: Secondo un rapporto della FAO, la deforestazione, nell'ultimo decennio, ha rallentato rispetto agli anni novanta, ma procede ancora ad un ritmo troppo veloce per essere sostenibile. Tra il 2000 ed il 2010 la perdita netta di foreste è stata di 5,2 milioni di ettari all'anno, contro gli 8,3 milioni del decennio precedente. In particolare, le zone più colpite sono il Sud America e l'Africa orientale e meridionale. Il diboscamento ha rallentato molto nell'Asia meridionale, mentre le foreste registrano addirittura una crescita in Nord America, Europa ed Asia orientale.

Velocità di estinzione : La diminuzione delle specie procede a ritmi drammatici, quasi 100 specie al giorno, ovvero tra le 18.000 e 55.000 specie spariscono dal nostro pianeta ogni anno, tre ogni ora. È questo il tasso di estinzione delle specie animali o vegetali secondo la “Lista Rossa” delle Nazioni Unite. Il tasso di estinzione, secondo gli esperti, sarebbe accelerato dai fenomeni climatici incontrollati, dall’inquinamento, dalla crescita demografica mondiale e dal riscaldamento globale. Per ora, anche gli obiettivi fissati dalla Comunità europea che prometteva una “riduzione significativa” della velocità di estinzione entro il 2010, sembrano destinati a non essere raggiunti..

Riscaldamento globale: Il quarto rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) stima che la temperatura della superficie terrestre è aumentata di 0.74 ± 0.18 °C durante il XX secolo. La maggior parte degli incrementi di temperatura sono stati attribuiti all’effetto serra causato dalla deforestazione e dall’immissione antropica di CO2 da fonti fossili. I report dell'IPCC indicano che durante il XXI secolo la temperatura potrà alzarsi di ulteriori gradi (da 1.1 a 6.4 °C a seconda del modello climatico utilizzato).

Desertificazione: Nel 1977 la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Desertificazione adottò il «Piano d'Azione per Combattere la Desertificazione. Nonostante gli sforzi compiuti per la realizzazione di questo piano, uno studio dell'UNEP del 1991 concluse che, malgrado si possano registrare alcuni esempi localizzati di successo, il processo di degrado della terra in zone aride, semi-aride e subumide si era generalmente intensificato.



Roberto Pellegrino - Movimento Perugia Civica

Inserito domenica 22 aprile 2012


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