21/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La serie A è vicina
Ci basta che i bilanci siano in ordine e i risultati trasparenti. Tutto il resto viene dopo, anche la serie A, che oggi è ancora lontana

Perugia e Ternana continuano a correre senza mai incontrarsi. L'anno scorso la retrocessione avrebbe portato la Ternana nello stesso girone del Perugia, ma poi le cose sono andate, per fortuna, diversamente. Niente da fare neanche quest'anno. Le due squadre continuano a salire insieme vincendo il campionato lo stesso giorno. Buon segno. Il derby si farà più in là, fra qualche anno, magari in serie A, finalmente.
Non bisogna mai confondere il calcio con la vita e i problemi di ogni giorno ma, insomma, ogni tanto si può provare a farlo. Abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere in serie C, non sarà molto ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. Da oggi la serie A è più vicina. Il fatto che abbiamo cominciato a ripensare i bei tempi andati è un buon segno. La Ternana di Viciani e di Del Neri e il Perugia di Castagner e di Cosmi e di giocatori come Cardillo e Novellino e Miccoli che ha giocato nell'una e nell'altra città. E' vero che nel calcio non si può essere ecumenici e far finta di parlar bene dell'una e dell'altra squadra. Si deve avversare l'una e sostenere l'altra o viceversa perché così dev'essere in un gioco dove conta il campanile, però l'una e l'altra hanno davvero parlato all'Italia in tempi ormai lontani e rappresentato, per quanto è possibile, non solo due città e due campanili, ma una regione. Poi, certo, il Perugia è stato il Perugia, due volte in serie A per sette anni, gran gioco e grandi successi. Per la Ternana è stato tutto più difficile, due promozioni e due retrocessioni, due esordi sfortunati. Però ha inventato il gioco corto, una cosa modernissima, una grande rivoluzione tattica, ed è stata la prima squadra umbra a giocare contro Riva e Rivera, Facchetti e Mazzola, e anche questo è un record che entra nelle statistiche di quel lungo libro che è la storia del calcio.
Dunque, i ricordi del passato ci fanno sperare che il tempo dei fallimenti in tribunale e delle retrocessioni doppie, dei Derby con i rispettabilissimi paesini del vicino contado sia passato. Gli stadi, costruiti in gran fretta per la serie A, si sono un po' invecchiati e avrebbero bisogno, a questo punto, di esser rimessi a nuovo per il futuro che ci aspetta e che non potrà che essere luminoso come comanda la beata retorica del calcio anche se sappiamo che il passato non torna e che gli anni settanta erano gli anni settanta, quasi mezzo secolo fa. Però, siamo sinceri, sembra ieri. Sembra ieri quando mezza città, a Terni, si riversò sotto le finestre dell'Hotel de Paris, dove dormivano i giocatori della squadra ospite che il giorno dopo avrebbe dovuto perdere per volontà popolare, in serie B, per consegnare ai ragazzi di Viciani la prima serie A. Stavano tutti, a migliaia, in silenzio a guardare le serrande chiuse, come a chiedere una grazia. E sembra ieri quel gol di Ceccarini, un terzinaccio d'altri tempi già allora, a tempo scaduto, di testa, contro l'Inter dei giganti, che annunciava che il Perugia, dopo quella giornata, avrebbe continuato a vincere o almeno a non perdere per tutto il campionato.
In fondo, se si ricorda l'immagine, prima ancora che il modo di giocare, di quelle squadre, si può capire anche qualcosa delle città e del loro tempo. Il tempo della città operaia ancora piena di certezze per un progresso che non si sarebbe fermato almeno per un altro secolo ancora e di quella che da qualche anno era diventata il capoluogo dell'Umbria con il Presidente della regione Pietro Conti e gli imprenditori fatti in casa e che giravano il mondo. Pensavamo che l'Umbria sarebbe fiorita e che la conquista dell'autonomia politica ci avrebbe consegnato tante vittorie, non solo nei campi di calcio.
Oggi il tempo è un altro e i nomi degli eroi del pallone che ci hanno regalato due splendide promozioni sono noti solo ai tifosi. Ci basta però che i bilanci siano in ordine e che i risultati trasparenti. Tutto il resto viene dopo, anche la serie A, che oggi è ancora lontana, ma meno di ieri e ancor meno di domani, sicuro.
   renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 28 maggio 2012)



Renzo Massarelli

Inserito martedì 1 maggio 2012


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