06/08/2020
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Dialetto bene immateriale e culturale
Walter Pilini: le tradizioni e la forza espressiva della nostra lingua

Parliamo di dialetto con Walter Pilini, insegnante, poeta e appassionato di linguistica e dialettologia, il quale ha svolto numerosi e approfonditi studi sulla lingua e sulla letteratura perugina, in particolare sulla poesia.
Il dialetto perugino – ci dice Pilini – come altri dialetti è in via di progressiva e rapida italianizzazione.
Nel tempo e nello spazio il dialetto ha assunto forme e significati differenti, per esempio nella Padania secondo l’ideologia legista, è stato utilizzato come elemento identitario esclusivo.
In Umbria, e in generale anche in altre regioni, il dialetto rappresenta un richiamo ad un’identità passata, ed è spesso utilizzato a scopo ludico e giocoso. Il dialetto è visto oggi come un qualcosa di folcloristico e divertente.
Attualmente la situazione non è delle più brillanti, si guarda più al passato e alla tradizione ottocentesca piuttosto che alla lingua con la sua forza esplosiva.
Il dialetto non è un mezzo inferiore di comunicazione o di minor dignità, ma è una lingua a tutti gli effetti, in alcuni casi più efficace di quella nazionale. È una lingua legata principalmente all’oralità, ad una tradizione e cultura agricolo-artigiana. Caratterizzato nel suo utilizzo soprattutto per la limitata ampiezza lessicale, ha dato luogo a espressioni come ad esempio la poesia epigrammatica.
Il dialetto è un bene immateriale e culturale con enormi potenzialità espressive di cui purtroppo vi è scarsa consapevolezza.
Da qualche anno si può notare una tendenza da parte delle nuove generazioni a riscoprire il dialetto non più come elemento di esclusione ma di inclusione. Emergono fenomeni come Apomatto o i Settecervelli,  molto apprezzati dai giovani.
Questo denota il bisogno di una ricerca identitaria, la volontà di riannodare i fili di una rete di costumi e memorie che altrimenti andrebbero a morire.
Per dare una risposta al fenomeno è necessaria un’osservazione. La generazione precedente a questa ha visto stigmatizzato l’uso del dialetto nelle scuole ed in altri luoghi di cultura, oggi il dialetto acquista un visione diversa: è la riscoperta di radici e tradizioni.

Maria Luisa De Filippo

Walter Pilini, nato a Perugia,  conduce significative esperienze pedagogiche e didattiche nell’ambito linguistico-espressivo (anche poetico), dialettologico, toponomastico.  Già redattore della rivista “Cooperazione Educativa”, è autore di numerose pubblicazioni di carattere pedagogico e didattico. Ha collaborato con la Cattedra di dialettologia italiana dell’Università di Perugia per la Toponomastica.
È stato tra gli animatori dell’associazione di cultura dialettale e popolare “Il Bartoccio”.
Insieme a Sandro Allegrini ha dato vita nel 2006 all’“Accademia del Dónca”, un presidio culturale per la tutela del dialetto perugino.



Maria Luisa De Filippo

Inserito lunedì 7 maggio 2012


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