02/06/2020
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Aumento delle consulenze esterne nella regione Umbria
Al posto di tante consulenze esterne, si potrebbero proporre opere di stabilizzazione del precariato che ancora ad oggi è molto alto nella pubblica amministrazione umbra

Un primato di cui non andare fieri quello riguardante il numero delle consulenze attivate nel 2011 dalla regione che, secondo i dati pubblicati dai quotidiani nazionali e locali, vede addirittura al primo posto l’Umbria tra le regioni italiane per la percentuale di aumento delle consulenze rispetto al 2010.
Un dato significativo questo: mentre tutte le altre regioni riducevano il numero delle consulenze, la regione Umbria le aumentava.
Qualcuno ritiene sia opportuno e legittimo domandarsi se all’interno dell’ente non ci fossero dipendenti che godevano di quelle caratteristiche e professionalità richieste fuori e che hanno contribuito a inutili sprechi.
“È evidente che i dati descrivono una situazione intollerabile – commenta il consigliere regionale Oliviero Dottorini – che deve spingere i livelli amministrativi e di governo a uno sforzo al di là delle colorazioni politiche, assumendo l’obbligo di usare al meglio le risorse umane di cui le istituzioni e gli enti dispongono e abbandonando la pratica degli sperperi. Occorre dare subito un segnale incontrovertibile e rassicurare i cittadini sul fatto che le istituzioni non vengono usate come centri di collocamento”.
Al posto di chiedere e pagare così tante consulenze esterne che, in alcuni casi appaiono davvero bizzarre e inverosimili, si potrebbero proporre opere di stabilizzazione del precariato che ancora ad oggi è molto alto nella pubblica amministrazione umbra, o garantire risorse per il mantenimento di servizi sociali ed educativi.



Maria Luisa De Filippo

Inserito martedì 8 maggio 2012


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