23/05/2019
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Festival dell'acqua? no, buco nell'acqua
La sezione Cai "Stefano Zavka" di Terni non nasconde la propria delusione per la prima edizione del festival

COMUNICATO STAMPA


Umbria Water Festival: un buco nell'acqua

A conclusione della prima edizione dell'Umbria Water Festival, la sezione Cai di Terni ha emesso il seguente comunicato:
"Il Cai si appresta a festeggiare 150 anni di vita, sicuramente tanti, caratterizzati dalla serietà e dalla professionalità e, soprattutto, dall'impegno a produrre fatti e non propaganda, sempre nel rispetto dell'ambiente e con finalità mai rivolte al profitto.
Proprio per tutto questo la sezione Cai di Terni, che ha aderito a Umbria Water Festival con la convinzione - o forse l'illusione - di partecipare a un festival dell'acqua inteso come bene comune da far conoscere e proteggere, ne è rimasta delusa sia in termini di contenuti che di immagine.
Umbria Water Festival, nata inizialmente come evento atto a richiamare un turismo sostenibile, è diventato invece una semplice elencazione di attività che abitualmente svolgono associazioni e cooperative sul territorio, per di più inserite a caso in un sito alquanto caotico e carico di tante proposte e cose che poco hanno a che fare con l'acqua. Si sa che "il troppo stroppia": soltanto di escursioni se ne contavano ben 70, molte delle quali si sovrapponevano negli itinerari, mentre alcune avevano percorsi poco pertinenti con il tema del festival.
Per quanto riguarda l'escursione da noi organizzata, non abbiamo avuto nessuna partecipazione al di fuori dei nostri soci. Ma la cosa che vorremmo stigmatizzare è che la nostra iniziativa era a titolo completamente gratuito, come d'altronde tutte le nostre attività, e non a pagamento come invece era stato scritto nel programma.

La sezione CAI di Terni ha aderito alla manifestazione in quanto convinta che i due giorni di escursione lungo il Nera, percorrendone le rive, avrebbero permesso di far conoscere il fiume e la sua valle e di stabilire con il fiume un contatto più diretto, per riscoprire la sua importanza e agire per la sua conservazione, per invitare tutti a una maggiore sensibilità sulle problematiche ambientali, sull'uso e sull'abuso quotidiano dell'acqua, elemento imprescindibile della nostra vita.

Vorremmo suggerire un cambiamento d'immagine del festival, cercando di far passare in modo netto e inequivocabile un messaggio di protezione dell'acqua ed evitare di fare bella mostra di chi sfrutta questo bene unico per profitti (in Umbria ci sono 18 marchi di acque minerali che imbottigliano 1 miliardo e 250 milioni di litri di acqua), in una regione che in questi ultimi tempi cerca di investire su un turismo sostenibile, come si può evincere dal suo portale."

Valentino Paparelli



Cai di Terni

Inserito giovedì 31 maggio 2012


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