19/07/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La partita allo scaricabarile
Se il comune di Perugia si accinge a fare la propria parte e a utilizzare sul serio le proprie competenze si accorgerà di poter fare un sacco di cose. Non tutte risolutive, ma almeno molto più utili di questa partita a scaricabarile

Anche un ministro ha il diritto di avere la stessa faccia un po' così che hanno i turisti appena arrivano in piazza Italia e si tuffano nel lungo fiume di pietra di corso Vannucci. Di stupore e di ammirazione, si capisce. Corso Vannucci è una delle più belle vie d'Italia e nessun'altra di certo le somiglia, così irregolare e discontinua nel suo scendere e poi risalire verso il palazzo del comune e la piazza monumentale.
Dunque, Anna Maria Cancellieri, appena arrivata a Perugia deve essersi guardata un po' attorno prima di entrare in comune e poi, ancora, di mettere i piedi nella sala dei Notari. Cosa poteva dire al popolo di Perugia e ai sindaci dell'Umbria se non complimentarsi e di esprimere ammirazione? Ha detto quel che dicon tutti, e cioè che siamo fortunati e che viviamo in un posto delizioso. Non poteva dire che questo e questo ha detto, perché questo solo si può dire in politica quando si sale su un palco avendo il portafoglio vuoto ma, anche, le idee sufficientemente chiare. Anche sui problemi specifici sui quali si sono già misurati con scarso successo altri ministri in passato, e cioè quelli della sicurezza, il discorso non poteva essere diverso. In città ci sono più agenti e ci resteranno più del previsto. Punto. Per tutto il resto c'è poco da dire. Tutti sanno che anche questo governo sta tagliando fondi al ministero degli Interni e della Difesa e che, quindi, non c'è un euro.
Il comune di Perugia chiedeva più poteri per il sindaco ritenendo quelli attuali troppo deboli, ma non si può pensare che Wladimiro Boccali possa avere, a eccezione di tutti gli altri sindaci di città tutt'altro che tranquille, la stella di sceriffo solo per sé. Cambiare leggi nazionali e regolamenti europei in questa materia non sembra proprio così facile. E poi più poteri per fare che cosa?
In realtà su questo tema della sicurezza si sta giocando una delle più grandi partite a scaricabarile della secolare storia cittadina. L'opposizione di destra che prima accusava il comune di Perugia ritenendolo l'unico responsabile ora critica anche il governo dimenticando allegramente il fallimento di quello precedente. La maggioranza di sinistra, svegliatasi da un letargo durato almeno un quindicennio, si accorge improvvisamente che in città gira un po' di droga e che in centro, la sera, è un pullulare di rivendite di alcolici, attività non illegale, ma di certo non l'offerta più qualificante per una  città che conta due università. Quindi servono più poteri avendo utilizzato poco e male quelli che ci sono già. Quando c'è qualche problema, c'è sempre un politico che si scuote dal torpore per accusare qualcun altro di non lasciarlo lavorare.
Intanto la cosiddetta società civile tace, anche se non acconsente. Si fosse sentito un esponente delle due università, un professore, un intellettuale, un cultore di scienze umane dire qualcosa, sollecitare una discussione non banale, perché di questa ce n'è già troppa, sulla crisi di identità di una città che cerca disperatamente di darsene una. Intanto il comune discute, con risultati non proprio esaltanti, da più di due anni con la consulta del centro storico, una associazione di commercianti, avendola, così sembra, designata interlocutrice privilegiata, in assenza, forse, di meglio.
Non avendo, alla fine di tutta questa storia, ricevuto le stellette necessarie da un ex prefetto che di sicurezza si intende davvero, sembra che il comune si accinga a valorizzare la propria polizia, quella municipale. Sulla figura del vigile di prossimità ci sono progetti che dormono da lungo tempo nei cassetti ancor prima che arrivasse l'attuale assessore competente che siede, da parte sua, da più tempo ancora in consiglio comunale. Se il comune di Perugia si accinge a fare la propria parte e a utilizzare sul serio le  proprie competenze si accorgerà di poter fare un sacco di cose. Non tutte risolutive per quella malattia che si chiama insicurezza, ma almeno molto più utili di questa ormai insopportabile partita a scaricabarile.
                                                                                                                                                                                            renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 9 giugno 2012)    



Renzo Massarelli

Inserito giovedì 14 giugno 2012


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