23/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Piccola lettera di solidarietà riguardo le/gli arrestate/i "terroriste/i" in Umbria
Frasi dure dette al momento, volantini incollati ai muri quindi, non giustificano un vero e proprio massacro della reputazione di giovani socialmente attivi e coraggiosi!

Sono ventinove anni  che  vivo in Umbria, il cuore verde dell’Italia e me ne vanto. E’ la terra dove ho conosciuto tantissime persone con un elevato grado di istruzione e un forte spirito di solidarietà. E’ la ragione per cui ho scelto questa terra come mia seconda patria. 
Una delle persone che in questi anni ho specialmente apprezzato è Paola Francesca Iozzi, da alcuni giorni in arresto d’isolamento accusata di terrorismo.
Ho conosciuto Paola, una validissima attrice di teatro e regista,  tramite l’associazione Rete delle donne AntiViolenza di cui sono una delle 20 socie fondatrici. 
Paola, assieme ad un’altra splendida giovane donna e psicoterapeuta, ci  ha contattato per proporre un laboratorio teatrale per donne, completamente gratuito, per sperimentare nella pratica le  conoscenze acquisite durante i loro percorsi di studio e per crescere assieme alle partecipanti
Questo laboratorio ha avuto luogo a Ponte Felcino, da marzo a fine maggio di quest’anno, con la presenza di  otto donne di provenienza etnica, età, professione e vissuti diversi. Il lavoro svolto con grande professionalità e impegno da parte di Paola e della sua collaboratrice ha regalato a ogni donna un’esperienza di crescita vera e propria, tramite il movimento, il gioco e la condivisione di temi al femminile Questa esperienza è stato un vero successo. Le donne, nonostante la stanchezza quotidiana e problemi in famiglia e al lavoro, si sono impegnate in modo straordinario proprio perché l’amore e la cura prodigati dalle due giovanissime conduttrici hanno rotto il ghiaccio sin dal primo incontro. Tanto è vero che alla fine del laboratorio è sorto in tutte il desiderio di voler continuare dopo la pausa estiva, con un impegno più lungo durante tutto l’inverno prossimo. Insomma, un vero successo, grazie al lavoro sensibile e accurato di Paola e della sua amica
Quello che ho letto sulla stampa riguardo all' arresto della nostra giovane amica, mi ha sconvolta. Ho letto e riletto le “accuse” e sono indignata per lo spreco della carta e dell' inchiostro per divulgare... TERRORE ! 
Attaccare volantini ai muri dell’università o scrivere “Dio perdona, noi no!” vorrei sapere che altro crimine può essere, se non quello di sporcare un muro?  Basta l’accusa di aver rovinato un bancomat per sbattere una persona in isolamento  come terrorista (a prescindere che non ci sono prove attendibili) ? Se fosse così davvero, mi sembra che il reato sia vandalismo  e la pena potrebbe essere il risarcimento dei danni da parte degli autori (sempre e solo che ci siano delle prove)!
Dire ad un’amica ironicamente, al telefono, di essere contenta delle risse al centro storico perché  stufa del mortorio della città, potrebbe succedere anche a me! Può essere il mio modo di difendermi psicologicamente da certi eventi deleteri e dal fatto che la nostra società sta regredendo verso una barbarie che credevo superata da tanto tempo e che attribuisco alla società consumista che è fallita totalmente lasciando molte e molti senza valori veri e sani.
Infine:  gli oggetti trovati nelle perquisizioni nelle varie case (mollette, chiodi, martelli, bulbi di lampadine) ci sono anche a casa mia : dovrò costituirmi?
Esprimere la propria rabbia tramite un volantino, a mio parere, non è un atto criminale, ma sicuramente molto comprensibile in questo momento molto difficile e tutt’altro che stimolante che si è creato grazie e soprattutto a una politica miope che si occupa da anni in prima linea di salvare solo gli interessi personali degli stessi politici .
Chi ha la mia età sa bene che  più si è giovani più si vede tutto o bianco o  nero. Frasi dure dette al momento, volantini incollati ai muri quindi, non giustificano un vero e proprio massacro della reputazione di giovani socialmente attivi  e coraggiosi! Distruggendo socialmente persone che non risparmiano fatica per dare un contributo a un mondo migliore, non si crea di sicuro un futuro promettente.
In questo senso chiedo che venga fatta chiarezza al più presto  su questi arresti.

lettera firmata

Il gruppo di donne che a Ponte Felcino ha lavorato con Paola nel laboratorio teatrale da lei promosso, conferma la grande stima e profonda gratitudine nei suoi confronti e si augura che sia quanto prima riconosciuta la sua innocenza.

lettere firmate




Inserito venerdì 22 giugno 2012


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