19/01/2020
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Luca Signorelli
Signorelli sa dare ai corpi dei dannati una grande plasticità e una forte energia

Arriva il nudo dei suoi corpi. Lo senti come un tuo contemporaneo Luca Signorelli. C'è tutto il piacere di goderlo,  la mostra dura fino al 26 agosto 2012,  nel percorso tra Orvieto, Perugia, Città di Castello passando per Umbertide. Ci va proprio di applaudire a questo evento che la Regione Umbria ha organizzato per celebrare il grande pittore di Cortona  (1441-1523).

Con la consapevolezza di un regista si è ritratto in un angolo, tra i suoi dipinti nel duomo di Orvieto. Porta una mantella elegantissima. E' in compagnia del Beato Angelico, il frate pittore  e sembra aspetti l'ovazione del suo pubblico. Vigorosi sono i corpi della “resurrezione della carne”. Scheletri che si rivestono di muscoli  per tornare uomini, in un tumulto di energia e stupore.

C'è tutta la figurazione dantesca nella rappresentazione dei “dannati” e in quella degli “eletti”. E come nella poetica dantesca gli eletti sono belli e monotoni mentre i dannati lanciano da quel groviglio di corpi il loro grido che tutto  arriva mentre guardi. 

E c'è lei, e chissà quale storia vuole raccontare Signorelli, tenendocela nascosta. E' la giovane peccatrice bionda che il diavolo con le ali da pipistrello porta in volo sulle spalle e guarda, girando la testa, con un ghigno di piacere. E' sempre lei, ha lo stesso volto, gli stessi capelli biondi, lo stesso giovane corpo nudo quella che cerca di scappare e che il diavolo stringe a sé. Un diavolo bluastro, con un solo corno in mezzo alla fronte che finalmente soddisfatto ci guarda mentre la stringe e la possiede. E' proprio uno strano demonio, ed ha la faccia del nostro Luca Signorelli.

Magari il grande peccato della bella donna bionda è quello di essere fuggita al pittore di Cortona e per questo finisce dannata. O forse no, ci dice poeticamente Luca Signorelli,  perché la giovane donna è la stessa che sotto la croce raccoglie sulle sue gambe quelle del “Compianto Cristo morto” (Cortona Museo Diocesano). Proprio qui la leggenda vuole un elemento biografico che riguarda Signorelli. La peste colpì terribilmente la città di Cortona e nel 1502 uccise il giovane figlio Antonio, già avviato al mestiere di pittore. 

Racconta Giorgio Vasari che Luca pur sconvolto lo volle ritrarre completamente nudo, proprio come un Cristo morto. Nel “Crocifisso con la Maddalena” agli Uffizi di Firenze  incontriamo ancora la  giovane donna dai capelli biondi inginocchiata sotto la croce. E' lei la Maddalena con la splendida  veste.

Dopo Firenze, dopo Lorenzo il Magnifico Signorelli arriva nella papalissima Orvieto a dipingere la cappella di San Brizio. Nella “predica dell'anticristo” c'è sicuramente da cogliere quel Savonarola, frate domenicano, impiccato e bruciato a Firenze il 23 marzo 1498.

Nonostante la gravità del giudizio universale, Signorelli sa dare ai corpi dei dannati una grande plasticità e una forte energia. Un brio che a volte assume la tonalità dello scherzo. Bel percorso quello tracciato dalla pittura del pittore di Cortona. Una “grande opera” con più di cinquecento anni.


                                                      

  



Giorgio Filippi

Inserito martedì 26 giugno 2012


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