18/01/2019
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Ancora il nodo di Perugia!


Possibile che questi governanti non abbiano ancora capito che per risollevarci da questa crisi non servono i vecchi e logori strumenti che fino a ieri, ormai l'altro ieri, facevano “ripartire l'economia”. Ci aggrappiamo al “Nodo di Perugia” come se fosse un salvagente ignorando di proposito le condizioni indecenti in cui versa la E45, gli studi dei flussi di traffico che consiglierebbero di implementare altre soluzioni, non quelle che incentivano l'uso del mezzo privato. Benché la crisi abbia già fatto una discreta selezione. Usare i nuovi strumenti di mobilità è diventato imprescindibile per migliorare la qualità della vita urbana, anche nelle nostre provincie, ormai irreversibilmente avviata al peggioramento. Telelavoro, car-sharing, car-pooling, mezzi pubblici efficienti a bassa emissione, mezzi elettrici, ferrovie, il tutto realizzato e governato da un progetto complessivo che abbia come obiettivo di liberare le città umbre dall'incubo traffico e dalle sue conseguenze sulla nostra salute. Se il problema è far lavorare le imprese di costruzioni e il loro indotto, veri poteri forti in Umbria, allora si proceda a studiare un serio modo per incentivare la messa in sicurezza sismica delle costruzioni, la loro efficienza energetica, la loro ristrutturazione anche estetica per avere città più belle e vivibili per noi e per i turisti che invochiamo sempre. Un incentivo, a livello regionale, capace di mobilitare il pubblico e il privato darebbe lavoro per molti anni alle fameliche imprese con un ritorno anche per la collettività. Altro che “Nodo di Perugia”!




Anna Rita Guarducci, Presidente Legambiente Perugia

Inserito sabato 14 luglio 2012


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