20/01/2019
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Nodo di Perugia: i soldi non ci sono
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha chiuso definitivamente le speranze del partito dell'asfalto sul grande progetto della trasformazione in autostrada della E45 e quindi anche sul Nodo di Perugia: ma la Regione non lo capisce e insiste

 
Tramonta, almeno per il momento, il sogno d'asfalto: non ci sono soldi per il "Nodo di Perugia", il progetto della strada a quattro corsie che doveva collegare Collestrada a Madonna del Piano e da qui fino a Corciano, sconvolgendo una delle ultime aree verdi del territorio perugino senza peraltro garantire alcuna soluzione al supertraffico che assedia la città.
Un primo avviso era già arrivato qualche settimana fa dal ministro Corrado Passera, il quale aveva detto chiaramente che per il secondo tratto (da Madonna del Piano a Corciano) non c'era un soldo.
La Regione allora aveva provato a inserire il Nodo nel progetto complessivo di ammodernamento della E45, ma il Comitato interministeriale per la programmazione economica (l'organo che decide su quali progetti investire risorse) ha chiuso definitivamente le speranze del partito dell'asfalto sul grande progetto della trasformazione in autostrada della E45 e quindi anche sul Nodo di Perugia.

L'assessore regionale alle infrastrutture Silvano Rometti non ha mancato di esprimere "disappunto e rammarico": "Avevamo avuto precise garanzie da parte del Governo per questa infrastruttura, strategica non solo per l'Umbria". Insiste Rometti: "Assicurazioni in tal senso  ci erano state date dal Ministro allo sviluppo economico, Corrado Passera, e del viceministro alle infrastrutture, Mario Ciaccia, nel corso di diversi incontri a cui ha partecipato anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini. Sappiamo che il progetto dopo aver ottenuto il nulla osta del ministero delle infrastrutture è stato inviato al ministero dell'economia e qui ha subito uno stop con la richiesta di ulteriori approfondimenti. E' dunque evidente che ogni ulteriore indugio relativo all'approvazione del progetto allunga i tempi per la realizzazione di una opera che lo stesso Governo ha inserito tra quelle prioritarie per il Paese".
La Regione non intende quindi smentirsi, anche di fronte a un chiaro segnale di cambiamento di rotta da parte dello stesso Governo che aveva alimentato le sue illusioni.
Manca quindi, palesemente, almeno il tentativo di prefigurare altri scenari che valorizzino l'economia regionale senza stravolgerne la vocazione e le enormi potenzialità legate alla filioera ambiente-cultura-turismo-difesa del suolo-agricoltura biologica e di qualità.
Manca cioè una nuova visione politica, e gli amministratori non sanno far altro che continuare ad avviticchiarsi a un ramo appassito come quello delle grandi opere inutili e devastanti.




Inserito lunedì 13 agosto 2012


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Commenti

Nome: Paolo
Commento: Questi sono gli aspetti positivi della crisi.....se non avessero fatto costruire i capannoni a ridosso della quattro corsie nel tratto Collestrada-P.S. Giovanni potevano allargare la sede stradale e portarla a tre corsie per senso di marcia, ma purtroppo i politici degli ultimi decenni peccano in lungimiranza....questo avrebbe consentito di limitare al minimo il consumo di suolo....

Nome: Mari
Commento: Che c....!!!!!

Nome: Gabriella
Commento: Evviva!!! Fortuna che non ci sono soldi e spero non ce ne siano mai!!Fare una quattro corsie in questo tratto dell'Umbria è un disegno delittuoso!!E' un pezzo che i nostri politici trafficano per avere voti e distruggere quel poco di verde e coltivato che resta!Cerchiamo di vivere più umanamente e in un ambiente più sano!!

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