22/05/2019
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E45 in autostrada: speranze e dramma
Come mai dall’Umbria non nasce un forte movimento popolare di protesta?

A marzo abbiamo saputo che la trasformazione della E45 non era fra le priorità. Adesso, invece, sappiamo che “entro settembre dal Cipe si attende il via libera al progetto di ammodernamento della E45” e, quindi, della sua trasformazione in autostrada. Ma, forse vale ripeterlo, si ha un’idea degli sconvolgimenti che l’opera comporterà per l’ambiente, il paesaggio e la qualità della vita in Umbria? Innanzi tutto significherà che l’intera regione per decine di anni diventerà un grande cantiere. Chi parla di sei anni di tempo esprime soltanto una pia illusione; ma è lo stesso ministro che ha parlato di esportare il modello Umbria contro le cementificazioni. La questione della Salerno - Reggio Calabria è una prova. Sicuramente si verificherà un enorme consumo di suolo, visto che l’intervento dei privati dovrebbe attivare il Project Financing. Cioè l’investitore avrà diritto di utilizzare le aree confinanti con l’autostrada per opere urbanistiche speculative, come compensazione. I piani regolatori comunali diventeranno carta straccia e verrà a mancare qualsiasi controllo democratico nello sviluppo del territorio. Lo stesso dissesto idrogeologico subirà un’accelerazione definitiva. Mentre per l’Umbria l’autostrada non serve, basterebbe tenere in ordine la superstrada. Insomma colpisce dolorosamente la soddisfazione delle rappresentanze istituzionali, che, forse per riaprire il flusso dei finanziamenti pubblici, svendono il futuro dell’intera comunità regionale. Come mai dall’Umbria non nasce un forte movimento popolare di protesta magari organizzato dalle associazioni ambientaliste compreso il Fai?

 



Comitato per la salvaguardia ambientale di San Martino in Campo

Inserito sabato 15 settembre 2012


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