21/05/2019
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Umbria il cuore non più verde d'Italia
Sul consumo del territorio

 

Il consumo di suolo ed il conseguente dissesto idrogeologico, rappresentano oggi la principale (e più trascurata) emergenza nazionale. Ogni giorno, in Italia, vengono cementificati 130 ettari di terreno fertile, ed anche l’Umbria non è indenne dal problema: un consumo del suolo sotto gli occhi di tutti. Come si legge nel rapporto di Legambiente Ambiente Italia 2011 , «il 4,1% del territorio dell’Umbria è occupato da superfici urbanizzate. In pratica 350 chilometri quadrati, tanto quanto l’intero comune di Spoleto. Un dato, quello del 4,1%, che rileva come l’Umbria sia sempre meno il cuore verde d’Italia.

Ci sono troppe case, aziende, capannoni e negozi vuoti, fatto constatabile ogni giorno da tutti noi, ma allo stesso tempo numerabile e come ci riporta un censimento fatto nel 2011 dagli studenti dell'Università di Pesaro e Milano riportiamo alcuni dati; ad esempio quello relativo alla costruzione di 800 nuovi edifici per un totale di 4.000 abitazioni delle quali, ad oggi, solo il 30% risulta occupato.

Nonostante le amministrazioni di oggi (ma anche di ieri) siano al corrente di tutto, si continua a vendere terreni e a cambiarne la destinazione d'uso. Ormai, i nostri comuni hanno deciso di fare cassa unicamente con l'edilizia anziché riprendere in mano le vecchie costruzioni incentivando la riqualificazione di aree abbandonate e la riqualificazione del centro storico, si preferisce la costruzione quasi "selvaggia" alla cura delle strade, delle fogne e alla manutenzione, creando oltre al danno ambientale, anche disagi e disservizi al cittadino.




Movimento 5 Stelle Perugia

Inserito sabato 15 settembre 2012


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Commenti

Nome: Mari
Commento: Io infatti leggo tutto... anche i commenti agli articoli

Nome: lombrico
Commento: Ma cosa c'entrano le case dei operai? Perugia ha un tasso di case vuote altissimo. Comunque l'articolo non parla né di case né di operai, magari prima di criticare una cosa, è mehlio leggerla!

Nome: mari
Commento: Ma cosa c'entrano le case per gli operai con le miriadi di capannoni sfitti? Con tutti i miniapartamenti ricettacolo delle peggio situazioni? Cosa c'entrano gli operai con la voracità dei cementieri e palazzinari che distruggono il nostro paesaggio?

Nome: Franz
Commento: Questa nostra povera Italia mi sembra oramai quasi allo sbando e senza più controllo. E' necessario cacciare via i vecchi amministratori pubblici, senza vitalizio, con dei giovani tecnici capaci di far funzionare bene le strutture pubbliche. Prima di sceglierli però assicuriamoci bene che non siano minimamente in contatto o amicizia con questi politici attuali.

Nome: Luciano Rossini
Commento: VIVA LE CASE PER LE TASCHE DEGLI OPERAI Carissimo movimento 5 stelle Perugia, L’Umbria è il cuore verde d’ Italia e sta anche a voi aiutare a mantenerlo, nel sicuro convincimento che amate l’Umbria, l’ambiente e la natura. A volte, pur di salire alla ribalta si prendono a prestito slogan che ad una attenta analisi, forse non si direbbero e in questi casi, quando non si sa cosa fare, magari nelle ore di ritaglio fra un sogno, un incubo e una realtà, si scrive a destra e manca e allora, tutto viene preso a prestito. Si cita pure Legambiente pur di avvalorare le proprie tesi, additandola come paladina della salvaguardia dei territori. Magari si dimentica che Legambiente è socia di Sorgenia, che vende impianti fotovoltaici e impianti a Biogas …e tutti sanno che un impianto a biogas toglie terra fertile al fabbisogno umano per produrre cereali da macerazione. Il rapporto di Legambiente che dice che il 4,1 % (vostra dichiarazione) del territorio umbro è occupato da superfici urbanizzate, si sposa maluccio con migliaia di ettari destinati a biogas. Senza nulla togliere agli studenti di Pesaro e di tutt’ Italia nella loro giusta voglia radicale di cambiamento e valorizzando il lavoro svolto nel censimento dei capannoni e negozi vuoti, vorrei chiedervi se vorreste far andare a vivere la gente nei capannoni. Al riguardo dei centri antichi e vecchie costruzioni abbandonate, sarebbe stupendo riqualificarle e destinarle ad uso abitativo. Ma ci sono due problemini. Primo: le antiche abitazioni sono di liberi cittadini ( di quelli che non hanno ancora un dittatore unico ) e l’esproprio non fa parte della attuale normativa italiana, quindi non penso sia possibile togliere agli altri quello che si sogna di avere. Secondo: un immobile, anche espropriato, avrebbe un prezzo e a questo occorre aggiungervi il restauro che costa più di una abitazione nuova (coibentazione termica, acustica, solai rinforzati, tetto con cordonature in C.A, risanamento e bonifica delle fondazioni e dei tetti con norme antisismiche) E chi se la potrebbe permettere una casa simile! Soltanto i ricchi, cosa che già fanno, a meno che non si vogliano pagare con pane e acqua le ditte restauratrici. Per non parlare poi dei costi delle infrastrutture (immaginiamo parte del centro storico di Perugia) con nuove fognature eccetera. Costa molto meno, per un operaio o gente semplice, un appartamento nuovo e antisismico. Mica abitiamo tutti a Casaleggio e vendiamo 7 milioni di euro l’anno di libri ! Quindi, ben vengano nuove costruzioni alla portata di tutti e con tutti i servizi utili alla vita quotidiana della gente che non ricca. Mi trovereste d’accordo nel razionalizzare i nuovi insediamenti abitativi: divieto di costruzione di edifici con più di 10 / 15 appartamenti, assoluta realizzazione di spazi verdi attrezzati con viali, piste ciclabili, alberature, servizi pubblici di trasporto, recupero delle masse biologiche (fognature) con adeguati impianti Biogas per produzione elettrica da inserire nella rete degli edifici. Cosa ne pensate ? Luciano Rossini

Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
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