22/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Oltre il giro di boa
Il mercato coperto, il Turreno, l'ex carcere, Monteluce o Fontivegge sembrano tanti capitoli di una recita senza soggetto dove manca un'idea unitaria, un progetto che sappia confrontarsi con l'identità dei nostri borghi e dei nostri quartieri

                                             

Magari può sembrare proprio ieri, ma non è così. In realtà abbiamo votato per le amministrazioni comunali nella primavera del 2009, cioè tre anni e mezzo fa, quindi siamo ben oltre il giro di boa e il viaggio di ritorno sarà velocissimo perché a primavera ci saranno le politiche che apriranno la lunga stagione elettorale che ci porterà poi alle elezioni europee e a quelle amministrative nel 2014 per chiudere, nel 2015, con le regionali. Dunque, i nostri comuni non hanno così tanto tempo a disposizione, diciamo poco più di un  anno, per realizzare e concludere i loro programmi. Già, ma quali erano questi programmi, c'è qualcuno che se li ricorda?
A Perugia si progettano ancora iniziative di partecipazione per vedere cosa fare in futuro dimenticando che il futuro è già oggi e che il tempo della semina è passato e quello della raccolta ormai prossimo e difficilmente rinviabile. Cosa abbiamo da raccogliere dopo tre anni e mezzo di governo della città? Bella domanda, ma non ci si aspetti che qualcuno risponda. Tra un po' si riuniranno i cosiddetti Stati generali, convocati dal sindaco per avere da autorevoli rappresentanti della città idee e proposte per il futuro. L'idea è ancora un po' vaga ma si accettano solo interventi costruttivi, niente dubbi, critiche, mal di pancia. Chissà perché li chiamano Stati generali, come quelli che convocò a Parigi Luigi XVI nell'agosto del 1788 e che non portarono molta fortuna alla monarchia. Un anno dopo dopo arrivò la Bastiglia e la rivoluzione il 14 luglio con il crollo del vecchio regime e la fine di un'epoca. Bisognerebbe spiegare a Palazzo dei priori che è il tempo di stringere se no cosa portiamo a casa, la riforma del regolamento della Ztl dell'assessore Ciccone costata tre anni e mezzo di lavoro e non ancora licenziata dal consiglio comunale? E' incredibile che stiano ancora lì a discutere sul taglio di qualche permesso quando la riduzione del traffico in quello spazio minuto che è l'acropoli è ormai un'ipotesi di pura fantasia dal momento che tutti posso transitare liberamente  per gran parte del giorno e della notte e pochissimo fermarsi perché posti di sosta non ce ne sono e comunque è sempre una fortuna non trovarli visto il livello delle tariffe.
Questi anni che ci porteranno alle elezioni del 2014 saranno ricordati per l'esplosione drammatica del problema droga. Un bilancio di quel che si è fatto e dei risultati ottenuti è ormai necessario. E' cambiato davvero qualcosa, possiamo sperare di aver trovato la strada buona che ci possa portare lontano dall'emergenza? Chi abita in città, in centro o nelle altre zone, non ha questa sensazione.
In poco tempo sulle dolci colline di Perugia è cambiato tutto anche se tutto sembra uguale a se stesso. La crisi dell'edilizia, con l'invenduto ormai cronico, che ha marcato profondamente lo sviluppo della città, i problemi sociali e quelli economici, la disoccupazione giovanile, hanno disegnato un altro orizzonte. Ora, se non si riflette sulle cose prodotte negli anni passati e se non ci si interroga sui limiti e magari anche su qualche errore, come si fa a progettare il futuro? Molte delle difficoltà che incontra questa amministrazione nascono da un inconfessato bisogno di rimozione della nostra storia e dei nostri problemi. Così, tutti i progetti dei quali si parla in questi giorni, con al primo posto il mercato coperto, il Turreno o l'ex carcere, e Monteluce o Fontivegge sembrano tanti capitoli di una recita senza soggetto dove manca un'idea unitaria, un progetto che sappia confrontarsi con l'identità dei nostri borghi e dei nostri quartieri e, infine, i desideri e le preoccupazioni di una comunità. Insomma, per quale città stiamo lavorando? Per ora siamo in attesa che si definiscano gli equilibri tra gli interessi delle solite corporazioni e tra queste e la politica per capire dove si dovrà andare alla fine di quest'ultimo giro di boa. Cioè, quando è rimasto giusto il tempo per le promesse elettorali.
                                                                                                                                                      renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 15 settembre 2012) 



Renzo Massarelli

Inserito martedì 18 settembre 2012


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