20/04/2019
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Consumo di suolo: RiutilizziAmo l'Italia anche in Umbria
Segnala in rete su wwf.it/riutilizziamolitalia fino al 30 novembre le aree dismesse o degradate nella tua regione immaginando come reinventarle a misura d’uomo, comunità e ambiente

Fondo mondiale per la natura: “RIUTILIZZIAMO L’ITALIA ANCHE IN UMBRIA”
Le cifre: Oltre 150 finora le segnalazioni da tutta Italia con cui i cittadini raccontano come recuperare il territorio italiano; 4 storie-simbolo dalle regioni; 11 gli atenei finora in rete

“RiutilizziAMO l’Italia anche in Umbria!”, segnalando on line su wwf.it/riutilizziamolitalia, fino al 30 novembre, le aree dismesse o degradate del proprio territorio immaginando come reinventarle a misura d’uomo, comunità e ambiente. E’ l’appello del WWF per la Campagna “RiutilizziAMO l’Italia” (www.wwf.it/riutilizziamolitalia), con cui l’associazione del Panda chiede ai cittadini di indicare siti inutilizzati o in stato di degrado compilando l’apposita scheda di censimento on line sul sito www.wwf.it/riutilizziamolitalia, immaginando allo stesso tempo una proposta creativa per riconvertirle,  creando per esse nuove ‘destinazioni d’uso green’ e individuandone il riuso ambientale e sociale evitando così ulteriore consumo di suolo e cementificazione spregiudicata.
“L’obiettivo del Fondo mondiale della natura è innescare un movimento culturale e sociale in grado di avviare, regione per regione, il più grande progetto di recupero e riqualificazione del territorio italiano. Un movimento partecipato grazie al quale le comunità locali possano riappropriarsi del proprio territorio, ricostruire lo spazio in cui vivono, con iniziative spontanee e dal basso, che finora può inoltre contare sulla mobilitazione della Rete di esperti locali e di docenti, in progressiva espansione, che al momento coinvolge 11 università per un totale di 22 adesioni”, afferma la Presidente del Fondo mondiale della natura - Umbria Antonella Pulci.
In tutta Italia sono oltre 150 le segnalazioni finora inviate al Fondo mondiale della natura tra cui l’associazione ha finora selezionato 4 proposte-simbolo per aree degradate e inutilizzate relative da altrettante regioni: un parco urbano con fattorie didattiche al posto di un ospedale pericolante a Torino; un’area verde con edifici recuperati in modo ecosostenibile per riqualificare un’area degradata accanto al Parco di Tor Fiscale e riagganciarla al sistema naturalistico del Parco dell’Appia Antica di Roma; un arsenale dell’esercito con all’interno edifici abbandonati e aree naturali ai piedi della collina di Posillipo di Napoli; un punto di ritrovo multiservizi per creare posti di lavoro e incentivare il turismo responsabile al posto di un lido abbandonato sulle spiagge di Sassari.
LA RISPOSTA CONCRETA AL CONSUMO DI SUOLO. La Campagna “RiutilizziAMO l’Italia” promossa dal WWF Italia vuole raccogliere e valorizzare nuove idee che servano a reinventare il territorio del Paese e dare una risposta concreta per invertire quella tendenza (fotografata nel dossier Fondo mondiale della natura - Fondo per l'Ambiente Italia “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare”, gennaio 2012) che fa temere, in assenza di interventi correttivi, un consumo di suolo nei prossimi 20 anni di oltre 75 ettari al giorno, in una situazione di saturazione della Penisola che già oggi vede un’urbanizzazione pro capite pari a 230 mq ed evidenzia come in Italia non si può tracciare un diametro di 10 km senza intercettare un nucleo urbano.
LE AREE DA SEGNALARE: VADEMECUM del Fondo mondiale della natura in rete. Il Fondo mondiale della natura sul suo sito dà indicazioni utili per la Campagna ed invita cittadini ed esperti a concentrarsi per le loro segnalazioni sulle seguenti tipologie di aree: il recupero delle aree industriali dismesse o parzialmente utilizzate (ad es. l’area industriale infrastrutturata con fondi pubblici attorno al porto i Gioia Tauro è per 2/3 inutilizzata); il recupero di aree intercluse o marginali all’urbanizzazione (da questo punto di vista è interessante il progetto di recupero naturalistico e produttivo elaborato nel 2009 nel XII Municipio di Roma); il recupero di aree degradate, da bonificare e riqualificare (come il litorale di Lago Patria a Napoli); le aree demaniali militari (gli edifici afferenti al demanio militare nella sola Sardegna occupano 144.230 ettari); i sedimi ferroviari e le loro pertinenze (sono 6.977 km le tratte ferroviarie dimesse in Italia, secondo l’Associazione Greenways); le aree intercluse a infrastrutture lineari (ad esempio a Donoratico per 14 km ci sono terreni tra la linea ferroviaria e la SS Aurelia); i capannoni abbandonati (i capannoni in Italia hanno un volume complessivo di 7 milioni i metri cubi); l’edilizia rurale in abbandono (solo vicino a Roma sono migliaia gli edifici abbandonati; gli edifici non utilizzati (un censimento del Comune di Torino ha rilevato nel 2009 109 edifici abbandonati in città, 46 pubblici e 63 privati).
IL CONTRIBUTO DI DOCENTI UNIVERSITARI ED ESPERTI. Sono 22 le adesioni alla Rete di docenti universitari ed esperti a sostegno della Campagna del Fondo mondiale della natura “RiutilizziAMO l’Italia” provenienti da 11 atenei (Università di Camerino, Firenze, L’Aquila, Messina, Napoli, Reggio Calabria, Roma Tre, Venezia e Politecnici i Milano, Torino e Bari), tra cui Imma Apreda, Francesca Calace, Alessandro Dal Piaz, Domenico Gattuso, Manlio Marchetta, Bernardino Romano, Michele Talia, Maria Cristina Treu, Maria Rosa Vittadini, Alberto Ziparo.

Ufficio Stampa Fondo mondiale della natura - Umbria, Tel.: 075/5058506



Fondo mondiale della natura - Umbria

Inserito giovedì 20 settembre 2012


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