02/06/2020
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Crisi dell'economia mondiale: una prospettiva etica
“Riportare la finanza al servizio dell’uomo e dare maggiore valore all’economia sociale”.


Queste le proposte avanzate nell’incontro di ieri da Banca Etica e Altra Pagina

Come affrontare la tempesta finanziaria, e più complessivamente la crisi energetica, ecologica ed economica che sta mettendo in ginocchio il pianeta?
Questo l’interrogativo al centro della conferenza “Economia K.O.? Le proposte di Banca Etica”, con cui l’Istituto Giancarlo Conestabile della Staffa e Luigi Piastrelli ha aperto a Perugia il ciclo di appuntamenti “Tempo di paure e di speranze”. Una serie di approfondimenti tematici che proseguirà anche nel 2009, toccando temi di grande attualità ed interesse pubblico, dall’ambiente al lavoro, dal rapporto interculturale alla sicurezza.

Modificare il proprio stile di vita, cambiare l'ottica dello sviluppo - dal consumo infinito alla decrescita, ovvero alla sobrietà - mettendo al centro delle scelte politiche ed economiche il bene comune e non solo il profitto. Queste le risposte che don Achille Rossi (redattore di L'Altrapagina, mensile di informazione su tematiche sociali) e Leonardo Stella (“banchiere ambulante” di Banca Etica in Umbria) hanno dato nel corso dell'incontro di ieri. Un’ottica che ben si adatta alle parole pronunciate già nel 1997 dall'economista Riccardo Petrella alla seconda assemblea dell'Onu dei popoli: “La finanza deve finanziare l'economia reale e il lavoro della gente che produce i beni e i servizi indispensabili per lo sviluppo umano”.

“Già dieci anni fa – ha spiegato nel suo intervento introduttivo il direttore della biblioteca Giuseppe Toniolo, Gabriele De Veris - una crisi analoga a questa mise in ginocchio l'economia. In questi anni si è fatto poco o nulla per imparare la lezione e porre rimedio ad un eccessivo neoliberismo. I risultati di questo comportamento li paghiamo purtroppo tutti, ed è strano che siano spesso proprio coloro (governi ed esperti) che hanno sostenuto questo fallimentare modello economico-sociale a proporre dei rimedi basati su scelte che hanno ignorato per anni”.
Vivaci anche gli interventi del pubblico, diviso tra posizioni favorevoli al modello economico e culturale dominante, e un atteggiamento più critico, attento alle proposte della finanza etica e dell’economia sociale. Principi alla base dell’attività dell’italiana Banca Etica, presente in Umbria dal 1999, e a livello internazionale, della Grameen Bank in Bangladesh, la prima (fu fondata nel 1976) e la più grande banca etica del mondo, impegnata ad erogare servizi finanziari come piccoli prestiti, assicurazioni e gestione del risparmio ai soggetti più disagiati.
 


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Inserito giovedì 18 dicembre 2008


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