12/12/2019
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E45-Autostrada: la Giunta dica come eviterà i danni economici
Il nodo di Perugia è stato cancellato? Era l'unico pretesto per realizzare l'opera. Necessario ammodernamento e messa in sicurezza


“La Giunta regionale deve dire chiaramente come stanno le cose. Ogni giorno sulla stampa escono notizie discordanti sul destino della E45. Prima si parla di trasformazione in autostrada, poi di bocciatura del progetto e adesso di ammodernamento dell'arteria. Vogliamo sapere quale futuro attende la nostra Regione e su quali azioni concrete possono far conto i pendolari che ogni giorno percorrono un'arteria sempre più disastrata e priva delle necessarie misure di sicurezza”. Con queste parole Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere il futuro dell'arteria E45.
“Fino ad oggi – continua Dottorini – si giustificava la sconsiderata decisione di trasformare la E45 in autostrada col fatto che questa scelta avrebbe portato con sé la realizzazione del nodo di Perugia. Come dire, un male necessario per avere in cambio la supposta decongestione del capoluogo di regione. Dalle indiscrezioni pubblicate oggiAggiungi un appuntamento per oggi sembra invece che la prospettiva sia quella di dare il via libera all'autostrada, ma senza nodo di Perugia. Come dire, una fregatura al cubo. Se non vivessimo in un periodo di crisi come quello attuale, ci apparirebbe persino comico quanto si prospetta per gli umbri in termini ambientali ed economici. Senza considerare i contraccolpi del pedaggiamento previsto nel progetto di project financing”.
“Con la nostra interrogazione – aggiunge Dottorini – vorremmo capire di quale genere di progetto si sta parlando. La E45 necessita di un profondo e urgente piano di manutenzione e messa in sicurezza secondo standard europei, non di dare il via a un'opera faraonica che si protrarrebbe per decenni trasformandosi in una delle mille opere  incompiute buone soltanto a drenare denaro pubblico. Sembra invece tornare in voga proprio il vecchio progetto di trasformazione in autostrada, un'ipotesi sconsiderata, priva di qualsiasi fondamento sia economico che infrastrutturale. Nei piani originari i costi per la realizzazione del progetto erano pari a 11 miliardi di euro, metà da reperire attraverso i privati e l'altra metà attraverso finanziamenti pubblici, ovviamente con l'ausilio del pedaggio a carico dei cittadini. I 151 chilometri di tracciato vedrebbero la sede stradale passare dagli attuali 13 metri a 25, per un totale di 48 metri considerando anche le scarpate e gli ingombri, con l'attivazione di cave per 2 milioni di metri cubi e l'installazione di un'area di cantiere ogni 20 chilometri. Il tutto senza risolvere minimamente il problema del traffico che secondo i dati Anas relativi al progetto originario passerebbe dagli attuali 16.449 veicoli giornalieri a 28.414, generando un serio innalzamento dei Pm10 e delle polveri sottili”.
“L'Umbria – conclude Dottorini –  da regione cuore verde d'Italia, rischia di trasformarsi in un luogo di transito per mezzi pesanti, con ripercussioni pesanti sull'ambiente e sulle economie delle famiglie umbre. Per questo chiediamo alla Giunta il coraggio di sottrarsi a questa avventura sconsiderata e trovare le forze per chiedere l'ammodernamento e la messa in sicurezza”.




Inserito giovedì 25 ottobre 2012


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