23/03/2019
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Ambiente, venti di protesta in Cina
Le manifestazioni a Ningbo l'ultimo esempio. Nel 2012 i cortei «verdi» sono aumentati del 129%. Il governo pensa a una nuova legislazione. E cerca il dialogo.

da Pechino

Le proteste di Ningbo di mercoledì 24 ottobre hanno messo in luce la crescente consapevolezza dei cinesi riguardo alle questioni ambientali. Ora anche il governo tenta di trovare risposte ai continui appelli della società civile per una nuova legislazione in materia ambientale.
La città nella provincia dello Zhejiang è ormai stata militarizzata. «Le strade sono piene di auto di sorveglianza della polizia», dichiara un residente al South China Morning Post. La polizia, ha scritto il quotidiano, ha arrestato nella giornata di martedì 30 ottobre più di 50 persone in seguito alle violente proteste ambientaliste che hanno coinvolto un migliaio di persone e hanno rappresentato una delle più grandi manifestazioni ambientaliste della storia della Repubblica popolare cinese.
51 ARRESTI PER LE PROTESTE. I cortei di protesta sono stati indirizzati contro il progetto di ampliamento di una raffineria nel distretto di Zhenhai. L'impianto è di proprietà della Sinopec, la più grande industria petrolchimica cinese.
La tensione ha raggiunto il suo apice venerdì 26 ottobre. Si sono infatti registrati scontri tra polizia e manifestanti, con lanci di pietre verso le forze dell'ordine e auto rovesciate. Citando il quotidiano locale Ningbo Daily, il South China Morning Post ha specificato che il numero degli arrestati per gli eventi di venerdì è salito a 51. Di questi 13 sono destinati a essere processati in quanto «sospetti criminali».
La polizia ha anche fermato due residenti. Il primo per aver preso parte alla manifestazione di in possesso di un coltello; la seconda per avere diffuso false voci sulla morte di uno studente universitario durante le proteste.
SOSPETTO ANNUNCIO DI SOSPENSIONE. Ningbo è da giorni sotto il ferreo controllo della polizia. Le manifestazioni si sono calmate in seguito all'annuncio del governo di sospendere il progetto, ma la paura degli abitanti è che l'amministrazione cittadina non abbia intenzione di abbandonare totalmente l'idea che apporterebbe all'impianto un investimento totale di 55,9 miliardi di yuan (circa 6 miliardi di euro).
LO STOP AL PARAXYLENE È UN PALLIATIVO. Il distretto di Zhenhai vuole inoltre proibire la produzione di paraxylene, sostanza ricavata dalla lavorazione del petrolio e usata nella produzione di bottiglie di plastica. Una mossa che difficilmente verrà messa in atto, ma che in qualche misura dovrebbe servire da palliativo contro i venti di protesta. Dalla vicenda un dato emerge chiaro: la società civile cinese è sempre più consapevole dei problemi relativi all'inquinamento ambientale e chiede di essere ascoltata dalla politica.

L'esplosione di casi di inquinamento ambientale nel 2011: +120%

Il Want China Times ha ricordato che le proteste a tema ambientalista sono aumentate negli ultimi anni. Una media del 29% annuo: un dato di rilievo che però non rispecchia il gigantesco incremento (120%) di casi di inquinamento ambientale registrato l'anno passato. Gli incidenti riguarderebbero soprattutto il settore dell'industria pesante, con il rilascio nell'ambiente di metalli pesanti e altre sostanze estremamente dannose.
Solo il ministero della Protezione ambientale ha registrato 927 i casi di proteste di tipo ambientalista dal 2005 a oggi. Ben 72 di questi casi sono stati conseguenza di incidenti ambientali «di grande rilevanza».
LEGISLAZIONE AMBIENTALE CARENTE. Yang Chaofei, vice presidente della Società cinese per le scienze ambientali ha portato i numeri di fronte al Comitato permanente dell'assemblea nazionale del popolo, denunciando la mancanza «di canali adatti che permettano alla società civile di avere accesso ai dati sull'ambiente. Inoltre, le leggi sulla protezione ambientale non sono chiare».
Proprio queste lacune sono il motore del crescente malcontento delle generazioni più giovani. Soprattutto i nati negli Anni 90 hanno ricevuto un'educazione tale da essere maggiormente sensibili nei confronti delle questioni verdi.
CANALE DIRETTO CON LA AUTORITÀ. La soluzione, per Yang, è dotare la Cina di un apparato legale sulla protezione ambientale maggiormente coerente e più severo sulla valutazione d'impatto ambientale per imprese e progetti infrastrutturali. Quindi promuovere una maggior partecipazione della popolazione alle decisioni in materia: l'idea è quella di creare veri e propri forum a livello locale attraverso i quali la società civile possa avere un canale diretto con le autorità.

Mercoledì, 31 Ottobre 2012



Marco Zappa - Lettera 43

Inserito venerdì 2 novembre 2012


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