16/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Per una svolta nel rapporto tra le Istituzioni e i cittadini
La partecipazione dei cittadini è il contrappeso alla logica dell’equilibrio costi e ricavi, come dato fondamentale della gestione

PROPOSTA PER DARE CORRETTA APPLICAZIONE IN UMBRIA AL COMMA 461 DELLA LEGGE 244 DEL 2007
Le Associazioni dei consumatori aderenti al Cesac presentano la loro proposta politica per dare corretta applicazione al comma 461 della L. Finanziaria del 2008, una normativa che può significare una svolta nel rapporto tra le Istituzioni e i cittadini e tra le Aziende e gli utenti.
In questi anni nessuna amministrazione si è impegnata per dare applicazione al comma 461, nel contempo l’imposizione fiscale e le tariffe legate ai servizi pubblici locali (acqua, trasporti, rifiuti ecc…) sono costantemente aumentate. La partecipazione dei cittadini utenti è il contrappeso alla logica dell’equilibrio costi e ricavi, come dato fondamentale della gestione.
La ristrettezza di risorse non è una giustificazione per non attuare la partecipazione, anzi al contrario proprio perché ci sono meno soldi è necessario coinvolgere i cittadini utenti nelle scelte che si vanno a fare. D’altronde la partecipazione costa poco e i cittadini utenti spesso danno un contributo fattivo alla riduzione dei costi con proposte utili a migliorare i servizi.
L’applicazione del comma 461 impone a tutti, Istituzioni, Aziende e Organizzazioni dei Consumatori, un salto di qualità nel modo di essere e di fare. Siamo consapevoli che è una sfida di alto livello, per questo chiediamo agli altri soggetti politici e sociali identica consapevolezza e volontà politica. Purtroppo misuriamo una diversa sensibilità all’interno del mondo del consumerismo, alcune Organizzazioni si sono adagiate sul modello tradizionale, ma questo non può fermare un processo di così grande rilevanza politica.
In questi ultimi mesi abbiamo coinvolto l’Assessorato al Commercio della Regione Umbria, che è il nostro referente istituzionale, e l’Assessorato ai Trasporti, ai Rifiuti e al Ciclo integrato delle Acque della Regione Umbria. Al nostro referente istituzionale abbiamo chiesto e chiediamo la riforma della legge sul consumerismo, con tutta la strumentazione necessaria per l’applicazione del comma 461, compresi i meccanismi premianti e sanzionatori.
All’Assessore ai Trasporti, ai Rifiuti e al Ciclo Integrato delle Acque abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere, invece, la stipula di Protocolli d’Intesa Settoriali, a cominciare da quello sul Trasporto Pubblico Locale, dove indicare i termini dell’impegno concreto della Regione per l’applicazione del comma 461, mettendo a disposizione le risorse necessarie e/o imponendo la revisione di spesa in sede di Contratto di Servizio.
Agli Amministratori delle Aziende, che giustamente sono quelli più esposti agli attacchi e alle critiche dei cittadini, chiediamo di diventare parte dirigente di questo processo; anziché essere controparti degli utenti nei tavoli conciliatori e in giudizio, diventare attori della partecipazione.
In realtà in qualche Azienda, come Umbria Acque, si sono aperti dei tavoli di confronto per dare applicazione al comma 461, e siamo arrivati a un punto alto e positivo di accordo.
Chiediamo che la costituenda Auri (Autorità Umbra per Rifiuti Idrico) e la Regione per quanto riguarda il Trasporto Pubblico Locale, diventino promotrici e garanti dell’apertura del confronto con le Associazioni dei Consumatori sull’applicazione del comma 461 in tutte le Aziende.
In primo luogo va affrontata la questione dei Contratti di Servizio. Molti di loro sono stati stipulati prima dell’entrata in vigore del comma 461 e tutti sono stati conclusi senza la partecipazione dei cittadini utenti. Attendere la prossima stipula dei Contratti di Servizio per attuare il confronto previsto dalla legge, in alcuni casi significa aspettare fino al 2030. Noi pensiamo che l’entrata in vigore del comma 461 impone di rivedere tutti i Contratti di Servizio in atto, per questo chiediamo alla Regione di dare un’indicazione normativa in merito.
Peraltro l’occasione della revisione dei Contratti di Servizio è propizia per dare risposte adeguate alle difficoltà o impossibilità di pagare le bollette di quanti hanno perso il posto di lavoro o stanno per perderlo, o sono in cassa integrazione o mobilità, oppure usufruiscono di contratti di solidarietà o integrazioni di reddito dagli enti bilaterali.
Dovrà anche essere l’occasione per imporre a Trenitalia e a Umbria Mobilità di garantire un treno ogni mezz’ora nella fascia oraria tra le 17.30 e le 20.00, per il rientro da Roma dei pendolari, anche prevedendo la coincidenza per l’Umbria ad Orte, dove ferma il treno diretto a Firenze delle 19.35 dalla stazione Termini.
È poi necessario promuovere una stagione di impegno per la redazione delle Carte dei Servizi in ogni Azienda, la costituenda AURI dovrà essere il soggetto istituzionale che si pone a garanzia di questo impegno, insieme all’ancora non costituita Consulta per il Servizio dei Trasporti Pubblici Locali, pur con i limiti che più volte abbiamo detto.
Così come all’Auri e all’Ente Regione deve spettare il compito di garantire che avvenga la verifica periodica con le Associazioni dei Consumatori, sull’adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi previsti dal Contratto di Servizio, mettendo in campo la necessaria strumentazione, a partire dal monitoraggio previsto dalla lettera d) del comma 461.
L’attività di monitoraggio del servizio in realtà è un’attività decisiva, perché la verifica dell’adeguatezza del prezzo, del costo e della qualità di un servizio, è fortemente condizionata dai risultati del monitoraggio. Per cui non è indifferente né come si fa il monitoraggio, né tantomeno chi lo fa. Per questo pensiamo che questa attività debba essere realizzata congiuntamente dall’AURI per il servizio idrico e i rifiuti, dall’Ente Regione per il trasporto pubblico locale, dalle Aziende e dalle Associazioni dei Consumatori, in quanto, per un vero monitoraggio è necessario che ci sia la presenza del punto di vista degli utenti e di chi ha una conoscenza approfondita della struttura organizzativa e delle problematiche ricorrenti.
L’attività di monitoraggio, deve diventare azione di “valutazione civica”, con l’obiettivo di far emergere le criticità esistenti, in ascolto del territorio con strumenti informatici, ma anche con i terminali delle organizzazioni, che dovranno coinvolgere i cittadini utenti. La valutazione civica è fatta dagli utenti per gli utenti e non da statistici per l’azienda.
Proponiamo, infine, che l’Auri e l’Ente Regione siano le sede della sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi prevista dalla lettera e) del comma 461, in quanto è a quel tavolo che va fatta la sintesi, negoziando sulle priorità tra le esigenze emerse e le risorse disponibili. D’altronde è a quel livello che vengono assunte le decisioni sul livello tariffario e sugli investimenti, quindi è lì che va data risposta alle problematiche poste dai cittadini utenti.
Siamo consapevoli che in questo momento di gravissima crisi economica e di costante riduzione delle risorse economiche a disposizione dei Comuni e delle Regioni, non sarà possibile risolvere tutti i problemi in una volta sola, ma sarà necessario predisporre una programmazione pluriennale degli interventi.
Ma quello che conta ed è veramente importante per ristabilire un positivo rapporto tra i cittadini e la politica è la diffusione della consapevolezza che “partecipare vale”, perché porta alla soluzione dei problemi in tempi certi, anche se non immediatamente.
ACU UMBRIA – ADOC – CITTADINANZATTIVA – CONFCONSUMATORI – LEGA CONSUMATORI – MOVIMENTO CONSUMATORI – UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI



Le Associazioni dei Consumatori


Inserito martedì 6 novembre 2012


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